Concetti Chiave
- La novella "Il Gioco della Fortuna" è caratterizzata da avventure a lieto fine, con un ritmo narrativo serrato e una trama ricca di colpi di scena.
- Il realismo napoletano è un elemento distintivo, con dettagli che ricreano l'atmosfera del Trecento attraverso le azioni e i dialoghi dei personaggi.
- Andreuccio evolve da ingenuo a astuto, imparando a navigare le insidie della vita a Napoli e a rispondere con ingegno alle sfide che affronta.
- La presenza costante del caso e della Fortuna guida gli eventi, creando situazioni impreviste che influenzano il destino del protagonista.
- La struttura narrativa si articola in tre sequenze, tutte ambientate in un'unica notte a Napoli, evidenziando l'unità di tempo e luogo della novella.
Si tratta di una novella della 2.a giornata. Il tema è, “avventure a lieto fine”. È la più celebre per l’imprevedibilità delle vicende et il ritmo serrato con cui esse vengono narrate.
Indice
Il Gioco della Fortuna
Gli imprevisti e diverse casualità (legate al gioco della Fortuna, come la intende Boccaccio) che il protagonista deve affrontare, servono a fare aprire gli occhi a quest’ultimo, che con il suo ingegno (= “industria”) riesce, alla fine, a cavarsela da situazioni di pericolo.
Realismo Napoletano
Una grande precisione realistica, quasi di tipo documentario: l’atmosfera napoletana del Trecento è resa attraverso le azioni dei personaggi, le loro parole e i rapporti che legano gli uni agli altri. Di Napoli, Boccaccio evidenza il carattere avventuroso di un porto di mare, dove può accadere di tutto.
Quali sono le Caratteristiche della Novella?
Il gusto per l’avventura ha come conseguenza i frequenti colpi di scena ed un intreccio che si complica in continuazione. Da questo sono derivati tre aspetti:
• l’inesistenza di un indagine psicologica dei personaggi. Di Andreuccio non conosciamo nulla a livello psicologico; sappiano soltanto che è arrivato a Napoli per acquistare dei cavalli e tutto resto è azione e avventura. Il lettore capisce i suoi tratti psicologici dai gesti, dal comportamento e quindi devono essere dedotti e non chiaramente descritti dallo scrittore. In sintesi, si tratta di un giovane che si avvia alla pratica del commercio con molta ingenuità e che, piano piano, diventa più oculato e agisce con cautela sapendo distinguere ciò che potrebbe essere dannoso da quanto potrebbe produrre un vantaggio. Alla fine dimostra di essere astuto e pronto di spirito, cioè dà prova di “industria”.
• l’ambientazione notturna della novella. La notte è frequente nelle novelle perché si presta ad imprevisti, scambi di persona, complicazioni varie. Nella novella di Andreucci tutta l’azione si svolge in una notte.
• la presenza continua del caso (= la Fortuna). L’azione è mossa in continuazione da fatti del tutto casuali e non prevedili, spesso di importanza trascurabile.
• la precisione realistica con cui viene descritta Napoli. Con Napoli, in cui Boccaccio aveva vissuto 13 anni, lo scrittore aveva un legame affettivo particolare. Il lettore conosce l’atmosfera che regna nella città attraverso le azioni dei personaggi e le loro parole. I dettagli non servono alla trama: essi servono per far immaginare al lettore il contesto ambientale in cui si svolgono i fatti. Alcuni critici hanno parlato di realismo documentario.
Evoluzione di Andreuccio
Un altro aspetto della novella ‘ l’evoluzione psicologia di Andreuccio” in quale da persona beffata e ingenua, inesperta, imprudente e un po’ vanitosa, diventa persona astuta che beffa gli altri. Pur trovandosi spaesato nella grande città, Andreuccio è comunque reattivo poiché è capace di rispondere alle manifestazioni della fortuna, aguzzando l’ingegno. Si potrebbe affermare che le vicende napoletane di una notte lo fanno crescere e maturare, come succede nei romanzi di formazione.
L'Incontro con Fiordaliso
Andreuccio, che non si è mai allontanato da Perugia, è un “sensale” di cavalli alle prime armi, senza esperienza della vita: insomma, un ingenuo, facile da imbrogliare alla prima occasione.
Si reca a Napoli per concludere qualche buon affare e con imprudenza fa sfoggio della sua ricchezza – una borsa contenente 500 fiorini d’oro in bella vista– sulla piazza del Mercato, attirando sguardi interessati.
L’incontro con Fiordaliso
Il Piano di Fiordaliso
Una prostituta siciliana, Fiordaliso, elabora un piano per derubarlo: in primo luogo lo osserva e vede che Andreuccio saluta calorosamente un’anziana donna, anch'essa siciliana. Parlando del più e del meno, da lei prende informazioni sul giovane. Non ci mette molto a capire che può recitare una bella messinscena: lo invita a casa, in un quartiere malfamato di Napoli, e Andreuccio accetta sperando in qualche avventura galante.
Fiordaliso gli rivela di essere sua sorellastra, nata da una relazione del padre con un’amante conosciuta ,durante un viaggio in Sicilia. Il giovane, commosso dalla rivelazione, accetta anche l’invito di fermarsi a cena e poi di trattenersi a dormire, dato che si è fatto tardi. Si spoglia dei vestiti e della famosa borsa con i denari e va a dormire.
La Caduta nella Latrina
Essendosi rimpinzato ben bene e avendo bevuto assai, prima di coricarsi deve andare a fare i suoi bisogni e quindi si reca nella latrina, sospesa sulla fogna e ricavata da un’intercapedine tra due muri dove un'asse è stata schiodata ad arte da Fiordaliso. Dopo un volo di qualche metro, Andreuccio, cade fragorosamente, senza tuttavia rompersi nulla, ma imbrattandosi per bene; così la donna s'impossessa dei denari; intanto il giovane, sporco e spaventato, si mette a gridare svegliando tutto il quartiere. Le voci si rincorrono finché il protettore di Fiordaliso lo invita ad andarsene se vuole avere salva la pelle.
Incontro con i Ladri
Andreuccio, sconsolato, si dirige verso il suo albergo, ma sulla strada vede due ladri e si nasconde in un casolare: l’odore che ha addosso lo tradisce e i due lo scovano. In questo fortuito incontro, i due malfattori gli spiegano che gli è andata fin troppo bene ad essere caduto fuori dalla casa della prostituta, perché se fosse rimasto là, lo avrebbero senza dubbio ucciso.
Il Furto nel Duomo
I due spiegano poi che hanno intenzione di saccheggiare il cadavere dell’arcivescovo Filippo Minutolo, che, fresco di funerale, è stato seppellito con ornamenti e oggetti preziosi nel duomo della città. Andreuccio, desideroso di recuperare almeno una parte della fortuna perduta, accetta l’offerta (e quindi abbocca un’altra volta); ma verrà ingannato.
Andreuccio nella Tomba
Andreuccio e la seconda caduta nel pozzo
I due ladri, però, non sopportando il fetore dei liquami che si porta addosso, lo obbligano a lavarsi: lo calano in un pozzo vicino alla chiesa. Andreuccio non fa in tempo a scendere che i due, vedendo un certo movimento (due guardie di giustizia) lo abbandonano. Le guardie sono dirette proprio al pozzo e, assetate, tirano su la corda a cui era appeso il giovane e, presi alla sprovvista da questa visione, fuggono.
Andreuccio incontra nuovamente i ladri, a cui racconta il proprio rocambolesco salvataggio. Infine, è ora di occuparsi del furto. Entrano di soppiatto nel duomo e, scoperchiata la tomba in marmo dell’arcivescovo, i due ladri obbligano il ragazzo a introdursi nel sepolcro del vescovo e a consegnare loro gli oggetti preziosi. In particolare vogliono l’anello con i rubini.
Andreuccio chiuso nella tomba dell’arcivescovo
La Fuga dalla Cripta
Andreuccio questa volta comincia a capire e si fa più furbo: di certo i ladri vogliono lasciarlo lì dentro, una volta preso il bottino (l’anello di rubino, l’oggetto più prezioso). Così Andreuccio dà loro tutti i paramenti, ma tiene per sé l’ anello. I due si spazientiscono e lo chiudono nella tomba. Andreuccio riesce a non svenire per il terrore e per il puzzo del cadavere. Intanto si crede ormai perduto e vittima di una orribile morte, quando sopraggiungono altri due ladri che aprono il sepolcro.
Un prete prova a calarsi all'interno, ma Andreuccio, stavolta ingegnoso e pronto a cogliere l'occasione favorevole, gli afferra la gamba, terrorizzando lui e i due malfattori, che fuggono a gambe levate. In modo davvero rocambolesco, ora Andreuccio è libero. Esce dalla cripta e torna a Perugia, con l’anello dell’arcivescovo, che vale più dei suoi cinquecento fiorini.
Conclusione della Novella
La novella ci offre una duplice chiave di lettura: 1) il racconto è scandito in tre sequenze, corrispondenti ai “tre gravi accidenti” che costituiscono gli scherzi della Fortuna a cui il protagonista è sottoposto 2) questi “accidenti” sono collocasti tutti nella stessa unità di tempo (un’unica notte). Se a questo aspetto, aggiungiamo l’unità di luogo (tutto avviene a Napoli), possiamo capire come si tratta di una novella eccezionale.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della novella di Andreuccio?
- Come viene rappresentato il realismo napoletano nella novella?
- Quali sono le caratteristiche distintive della novella di Andreuccio?
- In che modo Andreuccio evolve nel corso della novella?
- Qual è la struttura narrativa della novella e come influisce sulla storia?
Il tema principale è "avventure a lieto fine", caratterizzato dall'imprevedibilità delle vicende e dal ritmo serrato della narrazione.
Boccaccio utilizza una grande precisione realistica per descrivere l'atmosfera napoletana del Trecento, evidenziando il carattere avventuroso della città attraverso le azioni e le parole dei personaggi.
La novella presenta colpi di scena frequenti, un'ambientazione notturna e una continua presenza del caso, con una narrazione che si concentra sull'azione piuttosto che sull'indagine psicologica dei personaggi.
Andreuccio passa da essere un giovane ingenuo e imprudente a una persona astuta e reattiva, capace di affrontare le sfide e di aguzzare l'ingegno per superare le difficoltà.
La novella è scandita in tre sequenze che corrispondono ai "tre gravi accidenti" subiti dal protagonista, tutti collocati in un'unica notte a Napoli, creando un'intensa unità di tempo e luogo che rende la narrazione eccezionale.