Concetti Chiave
- Il Decameron si distingue per la sua cornice narrativa, collegando cento novelle raccontate in dieci giorni da dieci giovani, contrariamente a raccolte precedenti come il Novellino.
- I narratori, rifugiatisi dalla peste, utilizzano temi di libertà e regole sociali, con Dioneo che rappresenta la voce libera all'interno delle regole stabilite per la narrazione.
- Boccaccio scrisse il Decameron con l'intento di intrattenere un pubblico femminile, cercando di offrire svago a donne di alto rango sociale, spesso criticate per il contenuto scabroso delle novelle.
- I temi del Decameron includono la ricostruzione di una società civile, dove le regole devono essere rispettate ma non oppressive, trovando un equilibrio tra ordine e libertà.
- Boccaccio considera l'amore fisico come un desiderio naturale che non deve essere represso, come evidenziato nelle novelle di Lisabetta da Messina e Nastagio degli Onesti.
Indice
Quali sono le origini e ispirazioni del Decameron?
Prima del Decameron erano state già scritte delle raccolte di novelle, ad esempio una raccolta di centro novelle elaborate e messe per iscritto da un autore anonimo che ha il titolo di Novellino. Si tratta di testi molto più semplici rispetto a quelli di Boccaccio ma a cui spesso lui si ispira. Queste novelle non avevano alcun collegamento l’una con l’altra, al contrario del Decameron, dove sono collegate da una cornice narrativa.
Struttura narrativa del Decameron
Decameron vuol dire “fatto di dieci giornate” e allude al fatto che le cento novelle di cui è composte vengono raccontate in dieci giorni da dieci novellatori. I novellatori sono i giovani la cui vicenda/storia viene raccontata da un narratore esterno che descrive nella cornice Firenze devastata dalla peste e in cui non esistono più usi e costumi capaci di rendere piacevole la convivenza. Tutte le descrizioni di epidemie, che in genere vengono sempre chiamate pesti, hanno dei tratti comuni, come ad esempio il fatto che saltano tutte le regole sociali.
Temi e libertà nel Decameron
Il narratore esterno racconta di questi dieci giovani, di cui tre ragazzi e sette ragazze, che decidono di allontanarsi da Firenze nella primavera e di andare a vivere nella villa di uno di loro per sfuggire al contagio e per ricostruire una società basata sulle regole per la convivenza civile. Stanno via per due settimane (da un mercoledì a un martedì) e ogni giorno ciascuno racconta una novella, tranne che il venerdì e il sabato dato che dedicano il venerdì alla riflessione religiosa (giorno in cui si ricorda la passione di cristo)e il sabato alle cure del corpo. In ogni giornata uno di loro dirige le attività e stabilisce il tema a cui tutti si devono attenere (re o regina della giornata). L’unico personaggio che è sempre libero di raccontare una novella di qualsiasi argomento gli piaccia è Dioneo (importante perché si danno e rispettano delle regole ma Dioneo impedisce che esse diventino soffocanti). Ogni società che vuole funzionare deve essere basata su della regole precise ma esse non possono essere soffocanti e quindi l’uomo non può vivere in un disordine ma neanche in un clima di troppa rigidità. Ci sono due regine, Pampinea nella prima giornata ed Emilia nella nona, che decidono di dare la stessa libertà di Dioneo a tutti quanti.
Boccaccio e il pubblico femminile
C’è un altro livello narrativo nella struttura del Decameron dove Boccaccio parla in prima persona. L’autore Boccaccio dice nel proemio di aver voluto scrivere pensando soprattutto ad un pubblico femminile e dice di voler rimediare a un peccato della fortuna, ossia una colpa della sorte/del caso. Boccaccio dice che le donne di livello sociale alto non potevano fare niente di divertente e dovevano stare a casa a non fare niente ed annoiarsi, al contrario degli uomini di alta società che potevano andare a cacciare. Scrive quest’opera per far divertire queste donne ma in realtà man mano che uscivano le sue novelle, Boccaccio riceve delle critiche, secondo le quali le novelle apparivano troppo scabrose e scandalose, anche se non lo erano. Per Boccaccio l’amore, inteso come desiderio fisico, è del tutto naturale ed è un peccato sottrarsi e reprimere questo desiderio (si può vedere nella novella Lisabetta da Messina e Nastagio degli Onesti).
Domande da interrogazione
- Qual è la principale differenza tra il Decameron e le raccolte di novelle precedenti?
- Come è organizzata la narrazione nel Decameron?
- Qual è il ruolo di Dioneo nel Decameron?
- Qual è l'intento di Boccaccio nel rivolgersi a un pubblico femminile?
- Come viene percepita l'opera di Boccaccio dal pubblico?
A differenza delle raccolte precedenti, come il Novellino, le novelle del Decameron sono collegate da una cornice narrativa, creando un'unità tematica e strutturale (testo).
Il Decameron è composto da cento novelle raccontate in dieci giorni da dieci giovani, con un narratore esterno che descrive il contesto di Firenze colpita dalla peste (testo).
Dioneo ha la libertà di raccontare novelle di qualsiasi argomento, rappresentando un elemento di flessibilità nelle regole stabilite per la narrazione, evitando che diventino soffocanti (testo).
Boccaccio scrive il Decameron per divertire le donne di alto rango, che altrimenti vivevano in noia, cercando di rimediare a un "peccato della fortuna" che le escludeva da attività piacevoli (testo).
Nonostante l'intento di divertire, Boccaccio riceve critiche per le sue novelle, considerate scabrose e scandalose, anche se lui sostiene che l'amore fisico è naturale e non dovrebbe essere represso (testo).