Concetti Chiave

  • Ariosto torna a Ferrara nel 1525, dove acquista una casa modesta e abbraccia un ideale di vita semplice e felice, citando Orazio.
  • La terza versione dell'Orlando Furioso, pubblicata nel 1532, è riscritta in fiorentino e introduce episodi significativi in risposta agli influssi di Pietro Bembo.
  • Pietro Bembo affronta la questione della lingua italiana, proponendo l'uso del fiorentino di Petrarca per i poeti e di Boccaccio per i prosatori, soluzione adottata fino all'800.
  • Le proposte linguistiche di Machiavelli e Castiglione non vengono accolte, mentre quella di Bembo genera una letteratura nazionale, ma crea un divario tra intellettuali e popolazione.
  • Ariosto, influenzato da Bembo, riscrive l'Orlando Furioso in una lingua più comprensibile, rendendo l'opera più accessibile rispetto all'Orlando Innamorato.

Indice

  1. Ritorno a Ferrara e vita modesta
  2. La terza versione dell'Orlando Furioso
  3. Qual è la questione della lingua italiana?
  4. Proposte linguistiche del 1500
  5. Conseguenze della proposta di Bembo

Ritorno a Ferrara e vita modesta

Dopo essere stato tre anni in Garfagnana per calmare le rivolte, nel 1525 torna a Ferrara e acquista una casa in periferia (ancora oggi visitabile), su cui fa scrivere la frase “parva sed apta mihi”. Essa vuol dire “piccola ma adatta a me”, dunque si tratta di una casetta modesta (cita i poeta Orazio, ossia il modello di Satire). Ariosto dichiara un ideale di vita modesto, ossia l’idea che si possa vivere bene, vivendo felicemente.

La terza versione dell'Orlando Furioso

Ariosto si ritira con Alessandra e si dedica alla composizione della terza e definitiva versione dell’Orlando Furioso. Questa verra pubblicata in 46 canti nel 1532 e in volgare fiorentino. In questa vengono aggiunti degli episodi ma è la più significativa anche perché viene completamente riscritta da Ariosto in fiorentino perché nel 1525 era stata pubblicata l’opera “Prose della volgar lingua” di Pietro Bembo. Pietro Bembo era un importante intellettuale dell’epoca, che negli inizi del 1500 aveva la stessa importanza prima avuta da Petrarca.

Qual è la questione della lingua italiana?

In quest’opera propone una soluzione ad un problema antico della letteratura italiana ed essa verrà adottata fino al 1800. Si tratta della divisione dell’Italia in vari stati, in cui in ognuno si parlava un diverso dialetto e già Dante si era posto il problema su che lingua dovessero essere prodotte le opere.

Proposte linguistiche del 1500

All’inizio del 1500 il problema viene discusso nuovamente e si propongono tre soluzioni diverse: Machiavelli propone come soluzione l’uso del fiorentino parlato, Baldassarre Castiglione propone l’uso di una lingua creata a partire da tutti i volgari usati dagli intellettuali nelle varie corti d’Italia e Pietro Bembo propone l’uso del fiorentino di Petrarca per i poeti e l’uso del fiorentino di Boccaccio per i prosatori.

Dante aveva detto che il volgare da utilizzare sarebbe dovuta essere quella parlata a corte (se l’Italia avesse avuto una corte). Ora le corti in Italia esistevano ma Castiglione propone la creazione di una lingua artificiale, in quanto nelle corti si paravano lingue diverse. Nel passato si era già cercato di creare una lingua universale ma si resero conto che era difficile da gestire.

Conseguenze della proposta di Bembo

Nè di Machiavelli né quella di Castiglione vengono accolte da molti poeti, ma bensì quella di Pietro Bembo, che propone due modelli in cui la lingua da usare era già illustre e letteraria. I vari poeti si adegueranno alla sua proposta e ciò avrà due conseguenze: da una parte viene creata una letteratura nazionale e dall’altra resta un divario tra la popolazione e gli scrittori. Si tratta di una letteratura riservata alle classi più agiate e intellettuali, dunque per un pubblico ristretto. Manzoni dovrà poi affrontare il problema di dover cercare una lingua ampiamente comprensibile ma allo stesso tempo raffinata. Ariosto conosceva da tempo Bembo e dunque alla pubblicazione della nuova lingua adottata aveva cominciato a riscrivere la sua opera. L’Orlando Furioso è più comprensibile dell’Orlando Innamorato per la nuova lingua adottata. Infine nel 1533 Ariosto muore.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della frase "parva sed apta mihi" scelta da Ariosto per la sua casa?
  2. La frase significa "piccola ma adatta a me" e riflette l'ideale di vita modesto di Ariosto, che sostiene che si possa vivere bene e felicemente anche in una casa modesta (Ritorno a Ferrara e vita modesta).

  3. Qual è l'importanza della terza versione dell'Orlando Furioso pubblicata nel 1532?
  4. Questa versione è significativa perché viene completamente riscritta in volgare fiorentino e include nuovi episodi, rappresentando la definitiva opera di Ariosto (La terza versione dell'Orlando Furioso).

  5. Quale problema linguistico affronta Pietro Bembo nella sua opera "Prose della volgar lingua"?
  6. Bembo propone una soluzione al problema della lingua italiana, suggerendo l'uso del fiorentino di Petrarca per i poeti e di Boccaccio per i prosatori, un tema già discusso da Dante (La questione della lingua italiana).

  7. Quali sono le tre proposte linguistiche avanzate all'inizio del 1500?
  8. Machiavelli propone l'uso del fiorentino parlato, Castiglione suggerisce una lingua creata dai vari volgari delle corti, mentre Bembo opta per il fiorentino di Petrarca e Boccaccio (Proposte linguistiche del 1500).

  9. Quali sono le conseguenze della proposta di Pietro Bembo sulla letteratura italiana?
  10. La proposta di Bembo porta alla creazione di una letteratura nazionale, ma crea anche un divario tra la popolazione e gli scrittori, rendendo la letteratura accessibile solo a classi agiate e intellettuali (Conseguenze della proposta di Bembo).

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