Concetti Chiave

  • Orlando affronta Mandricardo in un duello e scopre il luogo dell'amore tra Angelica e Medoro, che segna l'inizio del suo tormento emotivo.
  • Astolfo libera Ruggiero e Bradamante dall'incantesimo di Atlante, mentre si impossessa dell'ippogrifo, contribuendo alle avventure dei personaggi.
  • Il bosco, simbolo di bellezza, diventa per Orlando un luogo di dolore e scoperta, portandolo a una crisi interiore profonda.
  • La follia di Orlando si sviluppa attraverso il rifiuto della realtà e culmina in una devastazione emotiva, trasformando il suo amore in ossessione.
  • La perdita di dignità e la violenza di Orlando rappresentano il declino dei valori cavallereschi, evidenziando l'ironia della narrazione sulla figura dell'eroe epico.

Indice

  1. Orlando e Mandricardo
  2. Astolfo e l'ippogrifo
  3. Orlando nel bosco
  4. Orlando e la follia
  5. La follia di Orlando

Orlando e Mandricardo

Orlando affronta in duello Mandricardo, che viene trascinato nella foresta dal suo cavallo imbizzarrito. Nel canto XXIII, il paladino va in cerca del pagano e finisce per caso nel bosco nel quale Angelica e Medoro si sono amati, nei pressi della casa del pastore che li ha ospitati. FORMA METRICA Ottave* che rimano secondo lo schema ABABABCC. Angelica, che ha trovato Medoro morente, lo cura e se ne innamora. I due giovani sono ospitati in casa di un pastore quando Medoro è ormai guarito partono per il Catai, paese natale di Angelica.

Astolfo e l'ippogrifo

Nel frattempo Astolfo distrugge il castello di Atlante - il quale morirà di dolore - grazie a un corno magico e si impadronisce dell'ippogrifo, quindi libera dall'incantesimo Ruggiero e Bradamante. I due innamorati si mettono in viaggio verso l'Italia, dove Ruggiero intende battezzarsi, ma altre disavventure li separano di nuovo. Bradamante incontra Astolfo, che, poiché ora possiede l'ippogrifo, le lascia il proprio cavallo, Rabicano, e una lancia magica. La guerriera si mette in viaggio per trovare Ruggiero. Intanto Or-lando, dopo essersi liberato dall'incantesimo di Atlante, è coinvolto in molteplici avventure, fra cui quella con il pagano Mandricardo, che lo sfida a duello per sottrargli la spada Durlindana.

Orlando nel bosco

Il paladino Orlando giunge proprio nel luogo che è stato testimone della storia d'amore di Angelica e Medoro, quel bosco in cui la principessa del Catai (v. 22) dalla vicina casa del pastore dove i due innamorati erano ospiti. Il boschetto, che presenta tutte le caratteristiche del locus amoenus* (un ruscello limpido con le sponde fiorite e circondate da alberi), invece riserverà allo sventurato paladino un travaglioso albergo e crudo (v. 14). Qui legge sulle pietre e sui tronchi degli alberi i nomi incisi di Angelica e Medoro. È la prima di numerose scoperte che porteranno Orlando alla follia.

Orlando e la follia

Dapprima Orlando non vuole credere a ciò che è costretto a credere. Scattano così i meccanismi di autodifesa contro ciò che tende ad alterare il suo equilibrio psichico: rifiuta la verità, (v. 30), (v. 38). Poi, ricevuta l'ennesima conferma del "tradimento" di Angelica dalla poesia di Medoro dinanzi alla caverna, si rende conto della verità (v. 92), a cui cerca inutilmente di sfuggire, e si abbandona al dolore (v. 103). Ma la sofferenza è tale che, per alleviarla, ha bisogno di crearsi altre illusioni (forse qualcuno vuole infangare la reputazione di Angelica o cerca di provocare la sua gelosia): la sua volontà cerca di reagire e si rianima, (v. 122). Successivamente, avuta dal pastore la certezza inequivocabile di aver perso l'oggetto del suo amore, gli sembra di aver ricevuto il colpo che (v.170); sfoga liberamente il dolore, l'odio e l'ira, e, dopo essersi ritrovato nuovamente davanti alla grotta teatro degli amori di Angelica e Medoro, dà avvio a un'enorme devastazione. Esaurite le energie (v. 225,226-22) , per tre giorni cade nella condizione patologica che precede l'esplosione della follia: l'immobilità, il mutismo, l'insonnia, il digiuno. Il quarto giorno, infine, cominciò la gran follia (v. 239).

La follia di Orlando

La fedeltà alla donna amata e la sua idealizzazione (Angelica è una dea da adorare e servire) sono qualità che fanno di Orlando un perfetto amante cortese. Secondo la visione rinascimentale di Ariosto, però, al paladino manca una qualità fondamentale: la capacità di adattarsi alla realtà, alla varietà delle circostanze determinate dalla fortuna. Le virtù della tradizione cortese non elevano la condizione spirituale di Orlando, ma si trasformano in una mania ossessiva che porta alla disperazione e alle manifestazioni di violenza brutale, a una condizione bestiale (, v. 238). La follia di Orlando è anche il segno rivelatore di quanto il poema sia distante dai valori e dai tópoi della tradizione epico-cavalleresca. Orlando, il paladino saggio per eccellenza, ora è condotto dal suo amore non ricambiato a una condizione di abbrutimento: perde la propria dignità e non usa più la propria forza per difendere la fede cristiana e i deboli, ma la disperde contro alberi e pietre. L'episodio rappresenta il declino del mondo cavalleresco e il ridimensionamento della figura dell'eroe epico, attuato ancora una volta mediante l'ironia del narratore onnisciente*, che riduce la tensione narrativa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del bosco in cui Orlando scopre la verità su Angelica e Medoro?
  2. Il bosco rappresenta un locus amoenus che, invece di offrire conforto, diventa il luogo della sofferenza per Orlando, testimone della storia d'amore tra Angelica e Medoro, portandolo verso la follia (v. 14).

  3. Come reagisce Orlando alla scoperta del "tradimento" di Angelica?
  4. Orlando inizialmente rifiuta la verità, ma dopo aver ricevuto conferme del tradimento, si abbandona al dolore e alla devastazione, sfogando la sua ira e la sua sofferenza (v. 103, v. 239).

  5. Qual è la trasformazione di Orlando da paladino a folle?
  6. La sua idealizzazione di Angelica e la mancanza di adattamento alla realtà lo portano a una condizione di abbrutimento, dove disperde la sua forza non per difendere i deboli, ma per distruggere (v. 238).

  7. Qual è il ruolo di Astolfo nella liberazione di Ruggiero e Bradamante?
  8. Astolfo, grazie a un corno magico, distrugge il castello di Atlante e libera Ruggiero e Bradamante, avviando così un viaggio verso l'Italia, ma le disavventure li separano nuovamente (testo).

  9. In che modo la follia di Orlando riflette il declino del mondo cavalleresco?
  10. La follia di Orlando segna il declino dell'eroe epico, evidenziando come le virtù cortesi si trasformino in ossessione e disperazione, riducendo la figura del paladino a una condizione bestiale (v. 238).

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