Concetti Chiave

  • Il sonetto, apparso nel 1883, è considerato un manifesto del Decadentismo, esprimendo un profondo senso di decadenza e noia esistenziale.
  • Il poeta vive una paralisi emotiva, incapace di reagire alla vita e attratto da un'invincibile pigrizia, rappresentando una generazione priva di nuove esperienze.
  • Lo stile del sonetto è caratterizzato da una musicalità raffinata, creando un contrasto tra l'osservazione esterna e i sentimenti interiori del poeta.
  • Il poeta si identifica con l'impero romano in declino, percependo la sua condizione come un'inevitabile crisi senza possibilità di reazione.
  • Il tema centrale del sonetto riflette la crisi della cultura borghese, evidenziando un senso di vuoto nell'arte e nella vita, tipico della sua generazione.

Indice

  1. Il sonetto e il decadentismo
  2. La paralisi del poeta
  3. Stile e musicalità del sonetto

Il sonetto e il decadentismo

Il sonetto, apparso sulla rivista “Il gatto nero” nel 1883, è ritenuto per i suoi contenuti uno dei manifesti del nascente Decadentismo.
Languore sintetizza con efficacia il diffuso senso di decadenza che circola nella cultura del tempo. Il poeta paragona la vita attuale a quella dell’impero romano all’epoca delle invasioni barbariche: un’età di crisi e sfinimento, di noia esistenziale. Tra l’altro Verlaine parla di «fine della decadenza» (v. 1), dunque del momento finale di questo declino. La sofferenza nasce non da un evento preciso ma, come dice il titolo, da un indeterminato «languore». Il poeta mette in evidenza questo sentimento, così incompatibile con la mentalità borghese, che è concreta e pragmatica.

La paralisi del poeta

Egli non sa come reagire alla noia, da cui anzi si sente irresistibilmente attirato. Un’invincibile pigrizia lo frena, una paralisi: la storia e la vita sembrano riguardare altri (i vigorosi «Barbari bianchi», v. 2); per il poeta, e per chi gli vive accanto, tutto sembra finito, è così e non ci si può fare nulla. Ormai, si legge nel testo, è impossibile fare nuove esperienze, perché «Tutto è bevuto, tutto è mangiato!» (v. 11), anche in senso intellettuale: l’arte e la cultura paiono ridursi a un inutile gioco (comporre «acrostici indolenti», v. 3), lontanissimo dalla vita reale. Non rimane pertanto che abbandonarsi al «tedio» (v. 14).

Stile e musicalità del sonetto

Sul piano dello stile, il testo è costruito nella forma lirica tradizionale del sonetto. I versi, caratterizzati nell’originale francese da una raffinatissima musicalità, sembrano dare vita a una scena apparentemente oggettiva: arrivano i barbari e gli ultimi Romani assistono all’invasione senza reagire, non hanno nulla da opporre. A questo quadro esterno, che ricorda le raffinate figurazioni dei parnassiani, Verlaine aggiunge però qualcosa di più: un sentimento interiore, una condizione dell’animo, che il poeta attribuisce non solo a sé, ma all’intera generazione dei suoi contemporanei.

1. Sono l’impero … decadenza: io sono (cioè mi sento) come l’Impero romano nella sua fase finale, subito prima del disfacimento.

2. guarda passare: il poeta osserva con distacco, senza reagire all’invasione.

3. Barbari bianchi: gli invasori germanici erano di pelle chiara.

4. acrostici: giochi di parole (nell’acrostico le lettere iniziali di ogni verso formano parole di senso compiuto). L’io lirico intende dire che ha abbandonato la vera poesia, perché non ha più niente da dire.

5. indolenti: svogliati, annoiati.

6. dove danza … d’oro: dove rosseggia il sole al tramonto (il languore del sole), raffinatissimo nei suoi colori (d’oro). Il poeta contempla da lontano questo sole che, prima di tramontare, manda i suoi ultimi, splendidi bagliori; sempre da lontano egli osserva l’invasione dei barbari, cioè la vita che avanza.

7. cruente: sanguinose.

8. debole … propositi: la spossatezza e l’incapacità di partecipare e reagire caratterizzano lo stato d’animo decadente.

9. Tutto è bevuto!: il poeta non ha più curiosità o interessi; allo stesso modo i Romani degli ultimi secoli non si attendevano più nulla dalla storia.

10. Batillo: attore famoso al tempo di Augusto (I secolo d.C.), ma poi dimenticato.

11. Solo: sottintendi: “Rimane”.

12. un poema un po’ fatuo: un testo poetico un po’ vano, inutile.

13. frivolo: superficiale.

14. tedio: in francese ennui, è la noia esistenziale, un senso angoscioso di vuoto. Equivale al languore del verso 4 e allo spleen di Baudelaire

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del "languore" nel sonetto di Verlaine?
  2. Il "languore" rappresenta un indeterminato senso di decadenza e noia esistenziale, simile alla crisi dell'impero romano durante le invasioni barbariche, come evidenziato nel testo.

  3. Come si manifesta la paralisi del poeta nel sonetto?
  4. La paralisi del poeta si manifesta attraverso un'invincibile pigrizia e un senso di impotenza, dove la vita e la storia sembrano riguardare altri, portando a un abbandono al "tedio" (v. 14).

  5. Qual è la critica alla mentalità borghese espressa nel sonetto?
  6. Il poeta mette in evidenza come il suo sentimento di languore sia incompatibile con la mentalità borghese, che è concreta e pragmatica, mentre lui si sente distante e disilluso dalla vita reale.

  7. In che modo lo stile del sonetto riflette il sentimento interiore del poeta?
  8. Lo stile del sonetto, pur seguendo la forma lirica tradizionale, riesce a trasmettere un profondo sentimento interiore, rappresentando non solo la sua condizione, ma anche quella dell'intera generazione dei suoi contemporanei.

  9. Qual è il significato della frase "Tutto è bevuto, tutto è mangiato!" nel contesto del sonetto?
  10. Questa frase esprime la mancanza di curiosità e interessi del poeta, simile ai Romani degli ultimi secoli, che non si attendevano più nulla dalla storia, evidenziando un senso di saturazione e disillusione.

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