Concetti Chiave
- Des Esseintes abbandona Parigi per ritirarsi in isolamento, cercando di creare un mondo artificiale che sostituisca la realtà quotidiana.
- Il protagonista, considerato un esteta, utilizza la fantasia e l'artificio per superare i limiti della natura, vedendo in essi l'essenza del genio umano.
- La narrazione di Huysmans si distingue per l'intervento attivo del narratore e l'uso del monologo interiore, rendendo i pensieri del personaggio più immediati.
- Jean Des Esseintes è un aristocratico malato e nevrotico che trasforma la sua casa in un tempio della bellezza, ma la sua solitudine provoca una crescente inquietudine.
- La sua insoddisfazione per la vita mondana porta Des Esseintes a progettare un viaggio, ma alla fine decide di rimanere a casa, convinto di aver già vissuto tutte le esperienze possibili.
L'isolamento di Des Esseintes
Il brano, tratto dal secondo capitolo del romanzo, presenta l’idea del protagonista sulla ricerca del bello attraverso l’artificio
Il protagonista stabilisce con la realtà un rapporto davvero particolare. Per noia e sazietà di vivere, infatti, Des Esseintes ha abbandonato Parigi, ritirandosi in totale isolamento. Ora, nella sua casa di Fontenay, eliminata la realtà quotidiana, cerca di creare un mondo irreale, o meglio artificiale, in cui la «fantasia» riesce «facilmente a supplire alla volgare realtà dei fatti» (rr. 24-25). Siamo davanti a un processo di sostituzione: la natura, «eterna rimbambita» (r. 54), viene rimpiazzata dalla volontà e dall’intelligenza dell’individuo superiore, l’esteta: quasi fosse un nuovo Dio, quest’ultimo può superarla nelle sue creazioni. Gli bastano «piccoli sotterfugi» – come i «vinelli» fabbricati con «il metodo Pasteur» (r. 31) – per procurarsi sensazioni pienamente “naturali” senza che la natura sia più necessaria, o sensazioni di viaggio senza muoversi da casa. La frase centrale del testo la incontriamo alle righe 39-40: «l’artificio sembrava a Des Esseintes il carattere distintivo del genio umano». In queste parole si rivela pienamente tutto l’Estetismo di Des Esseintes, finalizzato a sostituire la realtà comune con l’arte, o meglio, con l’«artificio». Per l’intellettuale decadente, insomma, la fantasia conta più della realtà; il gioco e l’artificio diventano la vera e più alta forma di realtà.
La tecnica narrativa
La tecnica narrativa di Huysmans
Interessante è anche lo stile del testo. Mentre i naturalisti, come Zola e Verga, si sforzano di nascondere la propria mano, di far parlare le cose, Huysmans segue un criterio differente: il narratore entra attivamente nel racconto, interviene con le proprie riflessioni. Frequente è inoltre il ricorso alla tecnica del monologo interiore, che rivela i pensieri del personaggio – senza l’introduzione di verbi dichiarativi – in modo più immediato ed efficace (come il giudizio fornito alle righe 43-44 sui limiti della natura: «In fondo, che aridità da specialista confinato nel suo campo, che gretteria da bottegaia…»).
La vita di Jean Des Esseintes
Il romanzo racconta la storia di Jean Des Esseintes, un «esile giovanotto di trent’anni, anemico e nervoso, dalle gote scavate, gli occhi di un azzurro freddo di acciaio [...] le mani secche e gracili». Egli è l’ultimo discendente di una famiglia aristocratica, ormai in esaurimento per i numerosi matrimoni tra consanguinei, causa di malattie genetiche. Dopo essere stato educato in un collegio cattolico, Des Esseintes ha perso entrambi i genitori a soli diciassette anni e da allora vive diverse esperienze, tra amori e piaceri, letture e fantasticherie, sempre inquieto. Quindi, insoddisfatto della vita mondana e deluso dalla società borghese, dominata dal volgare denaro, decide di vendere il castello di famiglia e di vivere il resto della propria vita, da solo, in una casa di Fontenay. Questa dimora viene da lui trasformata in una casamuseo, una sorta di tempio della bellezza, in cui raccoglie oggetti rari e preziosi. La solitudine, però, produce in Des Esseintes una forte nevrosi: egli progetta allora un viaggio in Inghilterra, ma poi, sul punto di imbarcarsi, se ne torna a casa, convinto di avere già assaporato e vissuto tutte le esperienze che il viaggio potrebbe procurargli. Infine, per curarsi, deve abbandonare il suo rifugio e trasferirsi a Parigi; al momento della partenza invoca la fede religiosa, unico rimedio, forse, per recuperare la serenità ormai smarrita.
1. assiti: pareti di legno. 2. condannata: oscurata. 3. samovar: bollitore che tiene sempre calda l’acqua per il tè. 4. bragia: brace. 5. supplire: sostituire, compensare. 6. sotterfugio: astuto espediente. 7. un’approssimativa … perseguito: una leggera modifica dell’oggetto ricercato. 8. il metodo Pasteur: la “pastorizzazione”, il metodo per la conservazione del vino (e di altri alimenti), così chiamato dal nome del suo inventore Louis Pasteur (1822-1895). 9. il piacere … puro: la realtà artificiale (le bevande alterate) sostituisce pienamente quella naturale (il vino […] puro). 10. astrarsi: allontanarsi, con il pensiero, dalla realtà quotidiana. 11. gretteria: meschinità. 12. foresta di Fontainebleau: a sud-est di Parigi, vicino alla quale si trova un famoso castello del Cinquecento. 13. questa eterna rimbambita: si riferisce alla natura.
Domande da interrogazione
- Qual è il motivo principale che spinge Des Esseintes a ritirarsi in isolamento?
- Come Des Esseintes percepisce il rapporto tra arte e natura?
- Qual è la tecnica narrativa utilizzata da Huysmans nel racconto?
- Chi è Jean Des Esseintes e qual è il suo background familiare?
- Qual è l'esito finale della vita di Des Esseintes e la sua ricerca di serenità?
Des Esseintes abbandona Parigi per noia e sazietà di vivere, cercando di creare un mondo artificiale in cui la fantasia possa sostituire la realtà quotidiana (rr. 24-25).
Des Esseintes considera l'artificio come il carattere distintivo del genio umano, ritenendo che la volontà e l'intelligenza possano superare la natura, che definisce "eterna rimbambita" (r. 54).
Huysmans adotta uno stile in cui il narratore interviene attivamente, utilizzando il monologo interiore per rivelare i pensieri del personaggio in modo immediato ed efficace (rr. 43-44).
Jean Des Esseintes è un giovane aristocratico di trent'anni, ultimo discendente di una famiglia in declino a causa di matrimoni tra consanguinei, che ha vissuto esperienze di vita intense e ha deciso di ritirarsi in solitudine (descrizione generale).
Dopo un periodo di isolamento e nevrosi, Des Esseintes è costretto a lasciare la sua casa di Fontenay e tornare a Parigi, invocando la fede religiosa come possibile rimedio per ritrovare la serenità perduta.