Concetti Chiave
- Il fusto è la parte della pianta che collega radici e foglie, e può essere erbaceo o legnoso, con diverse capacità di fotosintesi.
- Le funzioni principali del fusto includono il trasporto di linfa, il sostegno di gemme e foglie, l'accumulo di riserve e, nei fusti erbacei, la fotosintesi.
- La risalita della linfa grezza avviene attraverso meccanismi come la corrente traspiratoria, la pressione radicale e la capillarità, con la corrente traspiratoria come principale attore.
- La traslocazione della linfa elaborata avviene in direzioni multiple, trasportando zuccheri e acqua, e coinvolge le cellule compagne e i tubi cribrosi del floema.
- Alcune piante presentano modificazioni del fusto, come rizomi, stoloni, tuberi e bulbi, che servono per la riserva e la propagazione agamica.
Descrizione del fusto
Il fusto (o caule) è la parte della piante che collega la radice alle foglie e di cui fanno parte anche i rami. In base alla consistenza, il fusto può essere erbaceo o legno fusti erbacei come lo stelo, il culmo e lo scapo hanno una resistenza ridotta e sono capaci di compiere la fotosintesi; i fusti legnosi degli arbusti e degli alberi hanno elevata resistenza meccanica, ma in genere perdono la capacità di foto sintetizzare.
Le funzioni del fusto
Funzioni principali del fusto
Il fusto è la parte della pianta addetta ai seguenti compiti:
• trasporto della linfa grezza dalle radici alle foglie e della linfa elaborata dalle foglie a tutti gli altri organi;
• sostegno e inserzione delle gemme, delle foglie, dei fiori e dei frutti;
• accumulo di sostanze di riserva;
• svolgimento della fotosintesi clorofilliana (solo nei fusti erbacei);
Meccanismi di risalita della linfa
La risalita della linfa grezza nei vasi legnosi avviene per effetto di tre meccanismi fisici: la corrente traspiratoria, la pressione radicale e la capillarità. Tra queste la più importante è la corrente traspiratoria dovuta alla depressione (15-30 atm) creata dalla traspirazione. La perdita di acqua che avviene nelle cellule del mesofillo della foglia causa un richiamo di acqua dalle cellule limitrofe che a loro volta la richiamano dai vasi legnosi. La pressione radicale è dovuta ai fenomeni osmotici visti per l’assorbimento radicale e contribuisce alla risalita della linfa grezza. Questo è evidente nel fenomeno del cosiddetto “pianto primaverile” (uscita di linfa grezza dai tagli di potatura, per cui si dice che le piante sono “in succhio”) che avviene poco prima del risveglio vegetativo in un momento in cui le foglie non sono ancora presenti. La risalita per capillarità (dovuta alle forze di adesione tra le molecole d’acqua e alle forze di coesione tra le molecole d’acqua e le pareti dei vasi) è possibile solo per i vasi di diametro molto piccolo e consente di raggiungere altezze di salita limitate (al massimo 30 cm).
Traslocazione della linfa elaborata
Il movimento della linfa elaborata (chiamata traslocazione) avviene in tutte le direzioni, verso i siti di utilizzo o di riserva (come gli apici vegetativi della radice e del fusto, i fiori, i frutti, gli organi di riserva). Nelle foglie, le cellule compagne riversano nei tubi cribrosi (floema) gli zuccheri prodotti dalla fotosintesi. Questo causa un aumento del potenziale osmotico che richiama acqua dai vasi legnosi limitrofi. Si crea così un flusso della linfa elaborata verso i luoghi di utilizzo, dove, sempre per trasporto attivo, gli zuccheri vengono traslocati nelle cellule compagne, mentre l’acqua torna ai vasi legnosi per fenomeni osmotici.
Modificazioni del fusto
Alcune specie presentano modificazioni del fusto con funzioni di riserva e di propagazione agamica, di cui le principali vengono elencate qui di seguito.
• Rizomi: fusto sotterraneo orizzontale. Presenta radici avventizie e gemme dalle quali possono crescere nuove piante; se il rizoma viene tagliato conserva la capacità di dare origine a nuove piante. Le specie che producono rizomi sono per esempio sorghetta, gramigna, ranuncolo, mughetto, canna comune, miscanto.
• Stoloni: fusti striscianti, simili a rizomi, ma che scorrono sulla superficie del terreno. Dai nodi nascono verso il basso le radici avventizie, mentre verso l’alto le gemme producono nuovi fusti, così che da ogni nodo si possono originare nuove piante con vita indipendente. Questo tipo di trasformazione è presente nella fragola, nel trifoglio bianco e nella viola mammola.
• Tuberi: fusti sotterranei ingrossati, di forma tondeggiante, con funzioni di riserva e di moltiplicazione grazie alla presenza di gemme sulla superficie. I tuberi sono costituiti prevalentemente da parenchima amilifero. La patata è il tubero più noto.
• Bulbi: fusti molto corti portanti foglie carnose ingrossate. Dal bulbo si originano radici, foglie e fiore; è l’organo tipico di molte specie come aglio, cipolla, tulipano,ecc.
• Fusti sferici e colonnari: fusti di forma globosa o cilindrica di piante che vivono in ambienti caldi e aridi. Sono costituiti prevalentemente da parenchima acquifero con funzioni di riserva. Sono verdi e in grado di compiere la fotosintesi; le foglie sono trasformate in spine.
Domande da interrogazione
- Qual è la funzione principale del fusto nelle piante?
- Come avviene la risalita della linfa grezza nel fusto?
- In che modo avviene la traslocazione della linfa elaborata?
- Quali sono alcune modificazioni del fusto e le loro funzioni?
- Quali piante presentano fusti modificati come rizomi e tuberi?
Il fusto svolge diverse funzioni cruciali, tra cui il trasporto della linfa grezza e della linfa elaborata, il sostegno delle gemme e delle foglie, l'accumulo di sostanze di riserva e, nei fusti erbacei, la fotosintesi clorofilliana.
La risalita della linfa grezza avviene attraverso tre meccanismi fisici: la corrente traspiratoria, la pressione radicale e la capillarità, con la corrente traspiratoria che risulta essere il meccanismo più importante.
La traslocazione della linfa elaborata avviene in tutte le direzioni verso i siti di utilizzo o di riserva, grazie al movimento degli zuccheri prodotti nella fotosintesi e al richiamo di acqua dai vasi legnosi, creando un flusso verso le cellule compagne.
Alcune modificazioni del fusto includono rizomi, stoloni, tuberi e bulbi, che hanno funzioni di riserva e propagazione agamica, permettendo la crescita di nuove piante anche se il fusto originale viene danneggiato.
Piante come sorghetta, gramigna e patata presentano fusti modificati come rizomi e tuberi, che consentono loro di accumulare riserve e riprodursi in modo vegetativo.