Concetti Chiave

  • L'anidride solforosa (SO2) è usata in enologia per le sue proprietà antiossidanti e antisettiche, ma il suo uso deve essere controllato per evitare effetti negativi.
  • Le quantità massime di SO2 consentite dall'Unione Europea sono di 160 mg/L per i vini rossi e 210 mg/L per i vini bianchi e rosati.
  • La SO2 viene impiegata nel mosto per prevenire l'avvio della fermentazione alcolica e migliorare l'estrazione di colore e tannini nei vini rossi.
  • Un uso inadeguato di SO2 può portare a effetti indesiderati come la precipitazione dei sali di rame e la produzione di odori sgradevoli come quello di uova marce.
  • La SO2 può essere utilizzata in diverse forme, tra cui metabisolfito di potassio, solforosa liquida e soluzioni solfitanti, a seconda delle necessità vinicole.

Utilizzo dell'anidride solforosa in enologia

L'anidride solforosa SO2 si utilizza in enologia per le sue contemporanee azioni antiossidanti e antisettiche. Il suo impiego deve essere limitato sia per gli effetti negativi sulla salute sia per motivi organolettici. La legge prescrive le quantità massime consentite in enologia. Per l’Unione europea sono di 160 mg/L per i vini rossi e 210 mg/L per i vini bianchi e rosati. La SO2 si impiega nel mosto per i vini bianchi per evitare l’avviamento della fermentazione alcolica consentendo la decantazione delle parti solide; prima dell’inizio della fermentazione alcolica per selezionare i lieviti e nel caso dei vini rossi per una migliore estrazione del colore e dei tannino dalle bucce; in tutte le operazioni che prevedono il contatto del vino con l’aria, come travasi, chiarificazioni, filtrazioni e imbottigliamento evitando così l’ossidazione e lo sviluppo di batteri o lieviti indesiderati. L’impiego di SO2 in enologia può essere effettuato in diverse forme: metabisolfito di potassio (bisolfito) aggiunto direttamente al mosto o al vino; solforosa liquida (anidride solforosa gassosa in bombole); soluzioni solfitanti (soluzioni acquose di bisolfito di potassio); metabisolfito di potassio polvere (sale solforoso).

Effetti indesiderati della SO2

Se non dosata correttamente, la SO2 può avere effetti indesiderati che si possono ripercuotere sulle qualità organolettiche del vino finito. I principali sono: - la precipitazione tardiva dei sali di rame (casse rameosa soprattutto nei vini bianchi in bottiglia) a causa della sua azione riducente; - l’inibizione dell’azione dei batteri durante la fermentazione malo lattica sfruttata soprattutto nella vinificazione in rosso per attenuare l’acidità finale; - la produzione di H2S e di mercaptani con conseguente sviluppo di odore di uova marce, dovuto al contatto con le fecce di fermentazione e all’ambiente fortemente anaerobico; - la distruzione della vitamina B1 indispensabile per il metabolismo dei lieviti; - l’incremento di acetaldeide (per blocco della fermentazione), molto più tossica dell’alcol etilico e facilmente trasformabile in acido acetico.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'anidride solforosa in enologia?
  2. L'anidride solforosa (SO2) è utilizzata in enologia per le sue proprietà antiossidanti e antisettiche, limitando l'ossidazione e lo sviluppo di batteri indesiderati durante le varie fasi di produzione del vino, come travasi e imbottigliamento.

  3. Quali sono le quantità massime di SO2 consentite per i vini nell'Unione Europea?
  4. Le quantità massime consentite di SO2 sono di 160 mg/L per i vini rossi e 210 mg/L per i vini bianchi e rosati, come stabilito dalla legge.

  5. Quali effetti indesiderati può avere un uso eccessivo di SO2 nel vino?
  6. Un uso eccessivo di SO2 può portare a effetti indesiderati come la precipitazione di sali di rame, l'inibizione della fermentazione malo-lattica, la produzione di odori sgradevoli come quello di uova marce, la distruzione della vitamina B1 e l'incremento di acetaldeide, che è tossica.

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