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Pasolini e Calvino - Confronto

Calvino scrive sulla funzione della letteratura e sul ruolo che deve avere lo scrittore. Lo scrittore per Calvino deve interrogarsi su cosa significa veramente essere scrittore. Lo scrittore non deve descrivere la realtà ma deve inventare una realtà. L’opera che scrive deve portarmi in un mondo diverso dalla mia realtà, deve far viaggiare la mia fantasia, attirare il lettore facendogli capire quello che sta leggendo.
Il mezzo utilizzato dallo scrittore è la lingua. La lingua deve essere precisa, leggera, rapida e non deve essere piena di tecnicismi. Attraverso le storie che racconta passa al lettore un messaggio che si applica al mondo contemporaneo (es: Marcovaldo fa sorridere coinvolgendoti nella storia ma allo stesso tempo educa il lettore senza essere noioso).

Pasolini ritiene che lo scrittore debba narrare la realtà e dire la verità. Per Pasolini chi legge non può rimanere insensibile di fronte alla denuncia dei problemi.

Per Pasolini Calvino è superficiale.


Periodo storico

anni 60: gli scrittori si iscrivono al partito comunista come reazione al fascismo

In Italia: situazione drammatica. L’Italia è ferita da una guerra civile.
Nasce una corrente molto ricca detta neorealismo. I neorealisti guardavano la realtà drammatica dell’Italia distrutta e la descrivevano in modo realistico.

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