Ominide 191 punti

Giacomo Leopardi Nasce a Recanati in una famiglia in cui il padre pur essendo giovane aveva una mentalità vecchia. Lui adorava i figli e li ha fatti educare in casa mettendo insieme un’enorme biblioteca. Questi ragazzi studiano, al contrario di tutti gli abitanti di Recanati che è un paese di campagna. Non frequentano nessuno e l’unica sua passione è lo studio per evadere un po’ dalla realtà tanto che gli viene la scogliosi e una malattia agli occhi. Diventa coltissimo: conosceva le lingue antiche e moderne. Prova a scappare ma lo scoprono e scrive una lettera al padre dicendo che non lo lasciava libero. Leopardi voleva leggere dei libri proibiti cosi il padre scrive al cardinale per avere l’accesso a questi libri. Leopardi scrive a dei letterati i quali rispondono perché capiscono che ha una dote. Il padre decide di mandarlo a Roma dai parenti della madre per curarsi la malattia agli occhi ma si trova male, non era abituato a frequentare l’alta società. Si trova un lavoro presso l’editore stella di Milano il che era una cosa scandalosa perché i nobili non lavoravano. Milano secondo lui aveva un clima orribile così va a Pisa e pubblica i canti, una raccolta di canzoni che aveva cominciato a circa 18 anni. Faceva antologie, lavori di traduzione ed editing. Egli veniva pagato a cottimo ma si ammala e torna a Recanati. I canti diventano un best seller e lui diventa famoso, infatti si era fatto molti amici i quali gli danno un assegno per aiutarlo ad uscire da Recanati e anche il padre gli da un vitalizio. Va a Bologna e si innamora ma non andrà bene, fa amicizia con un ragazzo napoletano che gli chiede di andare a Milano con lui e li vive felicemente gli ultimi anni della sua vita (Antonio Ranieri).

Il pensiero di Leopardi: ha una concezione che viene definita pessimismo = non esiste realizzazione si se stessi. Ha cambiato molte volte idee:
 giovane sono felice perché viviamo in un’epoca che non mi piace, difficile. Pessimismo storico: attribuire l’infelicità ai tempi difficili
 adulto dice che quello che ci rende infelici è che nasciamo con un’aspirazione alla felicità la quale non sarà ottenuta da nessuno poiché anche l’uomo più infelice è insoddisfatto e comunque la nostra più grande felicità e che alla fine ci verrà tolta. Si chiede perché la natura ci ha creati così se siamo sempre infelici. pessimismo cosmico= idea che in tutto l’universo tutto sia destinato ad incontrare la sofferenza e la limitazione quindi mai nessun uomo sarà veramente felice e questo è la ragione per cui vivere è difficile

I CANTI sono una raccolta di poesie, le ultime due le ha scritte a Napoli da ammalato correggeva pochissimo = scrive l’infinito e corregge un sostantivo e basta. Sono costituiti da gruppi di poesie:

- canzoni scritte nella giovinezza
-Idilli (in greco paesaggio poiché cominciano con la descrizione di un paesaggio come per esempio in “ Il sabato del villaggio “ da cui esprime una riflessione. Scrive i grandi e i piccoli idilli e delle poesie sull’amore quando torna a Recanati che chiama il Ciclo di Aspasia.

Hai bisogno di aiuto in Giacomo Leopardi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email