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descrizione di un personaggio famoso

Sin da bambina ho sempre seguito il calcio che considero come una delle mie più grandi passioni. Fu a partire dalla seconda metà degli anni Novanta che mi appassionai soprattutto ad una squadra, la Juventus e in particolar modo il mio beniamino è da sempre stato Alessandro Del Piero. Ciò che mi colpì di lui non fu l'aspetto fisico come in genere avviene per tante ragazzine che talvolta seguono un calciatore soprattutto per il suo aspetto esteriore, bensì l'essere un bravissimo ragazzo, semplice, con la testa apposto e allo stesso tempo un artista del calcio a tal punto da essere stato soprannominato da Gianni Agnelli Pinturicchio come il celebre artista italiano raffinato ed elegante.
Questo soprannome gli fu attribuito per la sua genialità calcistica, per il suo sapere inventare delle azioni spettacolari e altrettanti goal fantastici che solo un campione sa realizzare.

Il momento più drammatico della sua carriera calcistica fu quel brutto infortunio che lo bloccò per tanto tempo nell'ambito della stagione calcistica 1998-1999. Ricordo ancora quel momento terribile, guardavo la partita Udinese-Juventus che si stava tenendo nello Stadio Friuli di Udine in data 8 novembre. La sofferenza di Del Piero fu atroce e l'esito dell'infortunio fu ancora peggio: la rottura del legamento crociato anteriore e posteriore che gli costò la fine della stagione.
Purtroppo la Juve dovette fare a meno di lui e la mancanza infatti si sentì tantissimo. Il suo ritorno in campo avvenne il 4 agosto 1999 contro il Rostov nell'ambito della coppa Intertoto; molti pensavano che dall'infortunio non si sarebbe ripreso, ma proprio in occasione di questa partita segnò un gol. La sua carriera riprese a gonfie vele, nel 2006 vinse i Mondiali con la Nazionale di calcio italiana e i suoi successi negli anni continuarono. Dopo 19 anni di carriera calcistica ai massimi livelli, nel maggio 2012 Alessandro Del Piero lasciò la sua amatissima squadra, la Juventus, dopo avere vinto tutto: dalla Champions League alla Coppa Intercontinentale fino alla vittoria dei Mondiali del 2006 e di tanti scudetti e altri trofei importanti. Quel momento credo non lo scorderò mai: avevo gli occhi che mi brillavano dalla commozione: assistevo all'addio del mio beniamino e "supereroe" calcistico.

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