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Riassunto di Psicologia Dinamica Avanzata, libro adottato Come si Ammala la Mente Amadei

Riassunto per l'esame di Psicologia Dinamica Avanzata, basato su rielaborazione di appunti personali e studio del libro consigliato dal docente Come si Ammala la Mente di Amadei. Quando parliamo di mente che si ammala vogliamo far riferimento non tanto alle patologia psichiatricaconclamata e più evidente, ma ad una condizione di rigidità della maggior parte del funzionamento mentale quotidiano che allontana la persona da se stessa e dal suo esserci autenticamente nelle relazioni interpersonali.Tali rigidità possono manifestarsi in tanti modi: essere convinti di essere destinati all’infelicità, al fatto che le relazioni saranno insoddisfacenti, al fatto di avere qualcosa che non va, di avere una bassa autostima, inibire la spontaneità.

  • Per l'esame di Psicologia dinamica avanzata del Prof. G. Amadei
  • Università: Milano Bicocca - Unimib
  • CdL: Corso di laurea magistrale in psicologia clinica dello sviluppo e neuropsicologia
  • SSD:
Compra 4.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 5
  • 04-11-2013
di 28 pagine totali
 
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Riassunto di Psicologia Dinamica Avanzata, libro adottato Come si Ammala la Mente Amadei
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Anteprima Testo:
Come si ammala la mente Mente e malattia Quando parliamo di mente che si ammala vogliamo far riferimento non tanto alle patologia psichiatrica conclamata e piu evidente, ma ad una condizione di rigidita della maggior parte del funzionamento mentale quotidiano che allontana la persona da se stessa e dal suo esserci autenticamente nelle relazioni interpersonali. Tali rigidita possono manifestarsi in tanti modi: essere convinti di essere destinati all infelicita, al fatto che le relazioni saranno insoddisfacenti, al fatto di avere qualcosa che non va, di avere una bassa autostima, inibire la spontaneita, ecc. Quando il bambino sperimenta troppe interferenze genitoriali oppure una loro eccessiva assenza usa la propria energia mentale non per esplorare e conoscere ma per supplire alla funzione genitoriale, creando precocemente un se vigile e controllante che assuma una sfumatura di falsita, nel senso che non rispecchia l autenticita del soggetto. Una mente ansiosa o ipervigile porta la persona ad orientarsi vero l esterno, ossia a prestare eccessivamente attenzione agli altri, al loro comportamento e all adeguarsi di conseguenza allo scopo di mantenere il controllo sulla relazione. Winnicott, pero, sottolinea come ci sono due modi di vivere: esistere, ossia essere insediati nella propria autenticita mentale e corporea, o reagire, ossia assumere una postura mentale orientata al monitoraggio dell altro. La malattia mentale, allora, viene qua intesa come collegata al modo di relazionarci agli altri, quelle trasformazioni pervasive di rigidita che ci portano a condurre relazioni disturbate. Ecco allora che troviamo quei soggetti che stabiliscono delle relazioni che appaiono funzionare e condurre una vita che sembra sufficientemente integrata, quando invece la loro vita stessa non e altro che un sintomo, un accontentarsi, un adeguarsi. Fondamentale e raggiungere la consapevolezza che noi abbiamo una grande influenza sul nostro benessere e malessere, e che quindi il problema deve innanzitutto essere ricercato e risolto in noi piuttosto che negli altri.
Memoria delle relazioni e gli schemi mentali Edelman spiega come le strutture neurologiche si sviluppano come conseguenza dei processi di selezione evolutiva, in base a quello che e il darwinismo neuronale, ossia l attribuire un maggiore valore a quelle connessioni, e quindi a quei comportamenti ed atteggiamenti, che garantiscono la sopravvivenza. Ecco allora che il bambini si crea degli schemi mentali relativi a tutti questi atteggiamenti e sequenze comportamentali di risposta allo stimolo allo scopo di mantenere la vicinanza e il supporto del genitore che gli garantisce la sopravvivenza. Questo, pero, implica il compiacere il genitore l adeguarsi alle sue risposte e, in caso di relazione infantile disfunzionale, porta il bambino ad allontanarsi dalla sua autenticita. La memoria delle relazioni viene mantenuta attraverso gli schemi mentali che possono essere sia espliciti che impliciti. Rispetto allo psicoanalitico concetto di interiorizzazione degli oggetti, Loewald parla di schemi come di interiorizzazione della relazione con gli oggetti, ossia le regole del funzionamento relazionale. La memoria delle relazioni fornisce una guida per il futuro, ci indica come dovremmo entrare in relazione con gli altri e cosa ci dovremmo aspettare da essi. Uno sviluppo patologico porta a interiorizzare degli schemi che alterano le percezioni portando a relazioni ripetutamente disfunzionali, come forma di trauma atteso. Di per se, infatti, la nostra tendenza e quella di cercare delle risposte familiari, qualcosa che possa confermare la nostra visione della realta, ma se tale visione e negativa non faremo altro che metterci in condizioni in cui confermeremo le nostre aspettative negative. In riferimento agli schemi mentali, differentemente dall ambito psicoanalitico che parlava di oggetto interno, Bowlby parla di modello operativo interno , ossia le principali caratteristiche che un individuo attribuisce al mondo, ossia all altro e a se in quanto agenti nel mondo esterno. Il moi e inconscio ma non frutto del rimosso, piuttosto di una sorta di interiorizzazione implicita, sul piano non verbale del sentire, percepire, agire e reagire agli altri e al mondo, fornendo delle linee guida per il futuro. Altri autori hanno concettualizzato forme simili, 1
cosi per esempio Stern parla di RIG, ossia le rappresentazioni di interazioni generalizzate. Rispetto ai modelli operativi interni(internal working model) di Bowlby, le differenze sono: Gli IWM guardano ad aspettative generali riguardo la sicurezza dell attaccamento, sono piu vasti e comprendono piu interazione, e quindi piu RIG, fanno riferimento a costrutti cognitivi I RIG riguardano un singolo tipo di interazione, sono quindi un singolo mattone di un piu ampio IWM e fanno piu riferimento al versante affettivo Lorna Benjamin parla di internalizzazione delle figure significative, cEspandi »ome nucleo nel quale si inseriscono tutte le qualita della relazione con quella persona, mentre Young parla di lifetraps , ossia di trappole della vita che implicano una modalita di pensare, agire, sentire e relazionarsi che svuotano la persona della propria vitalita rendendola estranea a se stessa. I moi di Bowlby e le trappole di Yung nascono dall interazione con il caregiver primario che, nei casi patologici, ha indotto il bambino ha nascondere la propria autenticita. Ora, abbiamo detto che quando parliamo di malattia e a questo che facciamo riferimento, alla rigidita e all assenza di autenticita, e facciamo riferimento all uomo come intero sistema, caratterizzato dall unione mente e corpo, definito come soggetto attivo e autonomo dagli stimolo esterni: gli stimoli esterni hanno un influenza solo su un sistema non inerte e con una attivita autonoma.
Psicopatologia La psicopatologia ha una parte statica, relativa alla descrizione classificazione delle sindromi, e una parte dinamica, relativa alla comprensione delle cause. Qui ci occuperemo solo dei disagi relazionali e di quella parte della psicologia dinamica che intende le relazioni come il luogo di origine del disagio e il luogo in cui esso si manifesta. Queste posizioni prendono origine in base al fatto che i disturbi relazionali sono un numero molto maggiore rispetto ai casi di disturbo psichiatrico conclamato e in base al fatto che anche nelle patologie piu gravi esiste una sottostante iniziale problematica relazionale.
Le determinanti psicologiche L uomo e l sua qualita mentale vengono intese all interno di una visione olistica che intende la mente come facente parte del corpo, la mente che diviene corpo. si comincia quindi ad osservare anche cio che il linguaggio del corpo ci dice prima che questo diventi un urlo ed assuma la forma di sintomo. L idea e quella di una comprensione integrata dei fattori biologici, di quelli sociali e dell influenza culturale, uniti, e non separati, dai fatti psicologici, allo scopo di creare un approccio biopsicosociale che possa abbracciare la totalita dell individuo.
Prospettiva psicodinamica classica: traumi e conflitti Origina rimanete Freud concettualizza l psicopatologia come espressione di un conflitto, un segnale di disagio all interno di una visione prettamente intrapsichica, individuale e monodia dica. Il panorama psicoanalitico si riassume nelle tematiche dell intrapsichico , del ruolo delle fantasie primarie interne, nel legame tra pulsione principio di realta, nella lotta tra eros e thanatos, nei conflitto come impossibilita di soddisfacimento immediato, ecc. Questa e la teoria che domina la prima meta del 900.
Carenze e sviluppo del bambino A partire dagli anni 40, autori come Fairbain, Balint e Sullivan, e poi Winnicott, A. Freud, Kohut e Bowlby hanno proposto una comprensione alternativa della psicopatologia basata sui fattori di carenza dell ambiente che influenzano rallentando o bloccando lo sviluppo del bambino. Per la psicoanalisi comincia un periodo di instabilita dovuto al fatto che i nascenti approcci le richiedono di offrire dati attendibili riguardo lo sviluppo del bambino da lei descritto. Negli anni 30 Balint sottolinea come lo sviluppo non debba per forza essere osservato solo tramite i ricordi dell adulto, ma che possano essere usati nuovi paradigmi sperimentali come l osservazione diretta del bambino, l aprirsi al dialogo con nuove discipline e scienze come la biologia e la neuropsicologia. 2
La teoria di Balint si concentra sul concetto di difetto fondamentale ossia la creazione di un rapporto esclusivo tra due persone, una dinamica fortemente diadica. Tale forza non corrisponde ad un conflitto ma ad un deficit che deve essere colmato: in geologia un difetto e un 0improvvisa irregolarita nella struttura che rimane nascosta fino a quando non intervengono delle condizioni particolari che portano alla rottura; si parla di natura fondamentale del difetto per sottolineare la totalita biopsicosociale a cui si fa riferimento. Balint, quindi, sposta l attenzione dai conflitti intrapsichici alle carenze dell ambiente. Fairbain sposta l attenzione dal modello strutturale delle pulsioni a quello strutturale delle relazioni, affermando che la patologia nasca dal bambino che distorce la propria esperienza e il proprio comportamento per conservare le migliori relazioni possibili con il genitore. Questa e una reazione alla dolorosa esperienza di non essere amato e non essere riconosciuto dalla madre come soggetto che mostra amore nei suoi confronti. Si crea quindi un legame con un oggetto non disponibile a soddisfare i bisogni del bambino. Il modello di Fairbain e Sullivan vengono definiti come molto vicini e incentrati sull idea di rimanere ancorati a dinamiche di dipendenza infantili per paura di perdere l oggetto. Il conflitto, che viene generato dalla carenza, non ha una natura conflittuale classica ma neppure pienamente carenz « Comprimi
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