Definizione del POF e sue funzioni
Il Piano dell'Offerta Formativa (POF) è il documento costitutivo dell'identità culturale e progettuale dell'Istituto ed esplicita la sua progettazione curricolare, extra-curricolare, educativa ed organizzativa. È lo strumento di coordinamento delle attività individuali e collegiali della nostra comunità scolastica, costituita da studenti, personale scolastico a vari livelli e genitori. Definisce il patto formativo nell'intero corso di studi dei due ordini di scuola.
Procedura di aggiornamento del POF
La procedura per aggiornare annualmente il POF prevede:
- La delibera del Consiglio d'Istituto che ne indica gli indirizzi generali;
- La consultazione delle associazioni dei genitori e delle rappresentanze istituzionali del territorio;
- L'elaborazione del documento da parte della Funzione Strumentale e della Commissione preposta;
- La discussione e la delibera in Collegio Docenti;
- L'adozione definitiva con delibera del Consiglio d'Istituto.
Offerta formativa e documenti allegati
L'offerta formativa si basa sugli obiettivi didattico-pedagogici ed organizzativi dei due ordini di scuola, sulla programmazione didattica, sui piani di lavoro annuale dei singoli docenti e sulle attività integrative ed extra-curricolari; essa è completata dai seguenti allegati: Carta dei Servizi, Regolamento d'Istituto, Piano annuale delle attività e altri allegati citati, che garantiscono la trasparenza degli atti ed una vita scolastica serena, volta all'educazione alla convivenza civile e rispettosa tra soggetti diversi per età, sesso, idee, aspettative.
Il documento della scuola accogliente
Dopo aver descritto le caratteristiche del POF, passiamo a redigere gli aspetti significativi del documento della scuola accogliente. Le attività di tirocinio del corso di Laurea di Scienze della Formazione Primaria si è tenuto presso il V Circolo Didattico di Caserta “Don Lorenzo Milani”. L’offerta formativa della scuola pone come obiettivo promuovere “lo sviluppo della persona” in ogni suo aspetto, tenendo conto della singolarità e complessità di ogni soggetto.
Obiettivi educativi e relazioni con il territorio
Le scelte didattiche puntano sulla motivazione secondo quelli che sono i bisogni e le necessità dei bambini. In questo contesto, la scuola pone l’accento sul concetto di cittadinanza inteso come appartenenza ad una società multiculturale. Tale istituto, nelle sue funzioni educative – formative e culturale, si costituisce e offre al territorio come luogo “accogliente”, vera “casa” della comunità educante; ambiente dove la qualità delle relazioni interpersonali sia alla base dell’insegnare e dell’imparare.
Collaborazioni e integrazione sociale
La scuola, dunque, fa in modo che non sia solo un mondo chiuso e fine a se stesso, ma apre le porte al territorio locale (parrocchie, enti pubblici e privati ecc.), facendo fronte a quelle problematiche come l’emergenza educativa, il disagio e la dispersione scolastica. Il V Circolo didattico di Caserta, si trova ad operare in una realtà territoriale abbastanza variegata, sia per l’elevata presenza di numerosi plessi, sia per disuguaglianze, da parte dell’utenza, in merito alla provenienza socio-economico culturale.
Progetti e attività di collaborazione
Da sottolineare l’impegno sociale che il V Circolo “Don Milani” porta avanti da alcuni anni. Si cita in merito il protocollo d’intesa stipulato con un’Associazione di promozione sociale senza scopi di lucro, che opera nel settore del disagio minorile e della prevenzione alla devianza, offrendo supporto alla genitorialità (ass. “Comunione di cuori”). Sono stati inoltre avviati rapporti collaborativi anche con le Forze dell’ordine e con i Servizi Sociali; Associazioni culturali e sportive e Università tra cui la “Suor Orsola Benincasa”. Tutto ciò mira ad intervenire sul territorio attraverso strategie didattiche/formative.
Organizzazione interna e attività didattiche
Orario delle lezioni
Per quanto concerne l’organizzazione interna dell’istituto, l’orario delle lezioni nei due ordini di scuola si svolge in cinque giorni settimanali dal Lunedì al Venerdì.
Attività di insegnamento
Impiego orario di servizio dei docenti nella scuola primaria
- Orario di base per attività di insegnamento: 22 ore
- Orario per attività di programmazione: 2 ore
Impiego orario di servizio dei docenti nella scuola dell'infanzia
- Orario di base per attività di insegnamento: 25 ore
Il tempo scuola dell’Infanzia è articolato, invece in 40 ore settimanali. È assicurato il servizio-mensa gestito dal Comune. Per favorire la frequenza degli alunni nelle ultime due settimane di Giugno, in tutti i plessi dell’Infanzia si attua il Progetto “Aspettando l’Estate”. Il tempo scuola della Primaria è articolato in 27 ore più 3 ore opzionali. Solo una classe prima (sperimentale) del plesso di Via Rossini funziona a tempo pieno (27 ore obbligatorie più 3 ore facoltative più 10 ore comprensive di mensa. L’orario, in entrambe le Scuole, è suddiviso in momenti ordinati e organizzati per assicurare il benessere psicofisico del bambino singolo e del gruppo.
Scuola dell'infanzia
La contemporaneità, che cade dalle ore 11,00 alle ore 13,00, è destinata ad attività di Intersezione e alla consumazione del pasto.
Piano annuale delle attività funzionali all'insegnamento
- L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi.
- Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative a:
- La preparazione delle lezioni e delle esercitazioni;
- La correzione degli elaborati;
- I rapporti individuali con le famiglie.
- Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da:
- Partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l'attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l'informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull'andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue;
- La partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione.
- Lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione.
- Per assicurare l'accoglienza e la vigilanza degli alunni, gli insegnanti sono tenuti a trovarsi in classe 5 minuti prima dell'inizio delle lezioni e ad assistere all'uscita degli alunni medesimi.
Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti; nella predetta programmazione occorrerà tener conto degli oneri di servizio degli insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue;
Attività didattiche e obiettivi educativi
Inoltre, la scuola vuole mettere in atto la propria azione educativa attraverso una serie di attività didattiche finalizzate a promuovere una educazione alla crescita e alla oggettività, migliorare la qualità delle relazioni e favorire il benessere; promuovere negli alunni una crescita globale, sostenere la formazione di un’immagine positiva e forte del sé e la formazione graduale dell'identità personale; unire quelli che sono i bisogni formativi con la realtà in cui l’individuo è immerso. Sviluppare e potenziare le abilità comunicative. Tali attività didattiche sono promosse dalla scuola accogliente al fine di raggiungere come obiettivo la formazione globale della persona.
Integrazione degli alunni disabili
Uno degli obiettivi primari che la scuola “Don Milani” si prefigge è certamente creare quelle condizioni organizzative che permettono di consentire l’integrazione degli alunni disabili nel gruppo classe. A tal fine gli insegnanti collaborano con la famiglia e con gli territorio attraverso l’intervento di figure professionali (psicologa, assistente sociale, educatrici A.S.L., logopedista, etc.) e predispongono un apposito “piano educativo individualizzato” (P.E.I.) che tiene conto delle reali possibilità del bambino e delle sue potenzialità di sviluppo.
Commissione e apprendimento delle lingue straniere
Nel Circolo vi è un’apposita Commissione (Gruppo H) formata dai docenti delle classi interessate, da quelli di sostegno e dai genitori degli alunni disabili e da membri dell’A.S.L., che si riunisce periodicamente con lo scopo di migliorare l’efficacia dell’intervento di inserimento/integrazione e definire percorsi di lavoro e progetti di intervento anche in collaborazione con Enti esterni e Associazioni di assistenza.
Fondamentale è anche l’apprendimento/insegnamento delle lingue straniere che come scopo acquisire gli strumenti indispensabili per estendere le proprie competenze educative e porre le basi per una educazione interculturale. Ciò permette di ampliare il bagaglio culturale e cognitivo degli alunni.
Insegnamento della religione cattolica e uso delle tecnologie
Per quanto concerne l’insegnamento della religione cattolica, l’istituto permette agli alunni di scegliere questo tipo di percorso o di seguire, in alternativa ad essa, attività alternative. L’uso didattico delle nuove tecnologie, può arrecare un notevole contributo al miglioramento dei processi di insegnamento apprendimento. Esse costituiscono un mezzo oggi indispensabile per elaborare, produrre e trasmettere specifici contenuti in tutte le discipline.
Continuità educativa e progetti per l'infanzia
Nel Circolo è attiva la F.O. per l’area 4 che organizza e coordina specifiche attività per i docenti e gli alunni degli anni “ponte”, al fine di garantire la continuità educativa tra scuola materna, elementare e media. La continuità del processo educativo è infatti ritenuto uno degli elementi che contribuiscono al successo formativo dei bambini. Per conoscere l’ambiente della futura scuola media sono previste visite e attività didattiche svolte in comune tra insegnanti ed alunni della quinta classe e del primo anno di scuola media. Le insegnanti della scuola dell’infanzia forniscono informazioni, con un documento finale relativo a ciascun bambino in procinto di accedere alla scuola primaria, utilizzato come strumento di conoscenza dell’alunno.
Attività per il successo formativo
All’interno della struttura scolastica sono spesso presenti nelle classi, alunni che manifestano condizioni di svantaggio culturale dovute a situazioni familiari deprivate. La scuola, a tal proposito si impegna di creare quelle condizioni volte a garantire il successo formativo di tutti i bambini, proponendo:
- Attività individualizzate.
- Attività extracurricolari che consentono di ampliare, organizzare, approfondire le conoscenze e le possibilità di socializzazione.
- Progetti con Enti e Associazioni.
Scuola dell'infanzia: focus sul bambino
Per quanto riguarda il mondo dell’Infanzia, l’istituto considera il bambino come protagonista dell’attività didattica – formativa. Questa scuola vuole identificarsi come una scuola al cui centro pone i bisogni e le esigenze del bambino. Essa si prefigge di rafforzare l’autonomia, la stima di sé e l’identità del bambino; Rispettare e aiutare gli altri cercando di capire i loro pensieri, azioni e sentimenti; rispettare e valorizzare il mondo animato e inanimato che ci circonda. Accorgersi se, e in che senso, pensieri, azioni e; sentimenti dei maschi e delle femmine mostrino differenze, e perché Lavorare in gruppo discutendo per darsi regole di azione, progettando insieme, imparando sia a valorizzare le collaborazioni, sia ad affrontare eventuali defezioni; conoscere la propria realtà territoriale (luoghi, storie, tradizioni) quella di altri bambini (vicini e lontani) per confrontare le diverse situazioni anche sul piano del loro “dover essere”.
Scuola primaria: educazione e istruzione
Infine, discorso a parte è da farsi sulla scuola Primaria. Compito della scuola è quello di educare istruendo le nuove generazioni, attraverso la scoperta dei valori di condivisione, della realtà che ci circonda, delle tracce lasciate dalle generazioni precedenti alla nostra, perché il presente è figlio del passato. Bisogna creare nuovi valori che danno appartenenza, identità, passione.
La scuola accogliente: obiettivi e impegno educativo
La scuola accogliente si prefigge di essere un luogo in cui, sia nella diversità e sia nelle differenze, si condivide la crescita interiore della persona. A conclusione di questa prima tematica, si vuole sottolineare l’impegno della scuola che vuole formare individuo non solo al livello disciplinare e culturale, ma vuole fornire allo studente una educazione a 360° volta a favorire il rispetto delle regole, dell’ambiente (scolastico e non), della persona, della vita.
Percorso di tirocinio diretto e indiretto
L’esperienza del tirocinio, sia diretto che quello indiretto è stato un momento significativo della mia carriera scolastica/lavorativa. Durante questo percorso, mi è stata fornita la possibilità di prendere coscienza della realtà scolastica e del ruolo dell’insegnate. Essere una maestra non vuol dire solo autorevolezza e competenza, o mostrare il tuo “bagaglio del sapere”, ma vuol dire anche passione, amore e rispetto.
Esperienze e riflessioni personali
Stando per due ore al giorno in una determinata classe, non puoi solo limitarti ad osservare, ma è spontaneo la naturalezza con cui si instaura con gli alunni un rapporto “amichevole” e di fiducia. Fin dai primi giorni, sia nella Scuola Primaria che nella Scuola dell’Infanzia, non ho potuto fare a meno di interagire con gli alunni, specie con i più piccoli. Il mondo dei bambini è un qualcosa di magico che non si può spiegarlo con le parole, ma bisogna viverlo giorno dopo giorno. Riescono a percepire qualunque cosa, persino quando gli stai dicendo addio. Sono accaduti un paio di episodi in cui dei bambini si sono accorti dello stato d’animo di noi tirocinanti presenti in classe. Forse un adulto non l’avrebbe capito… Eppure quei bambini, con la loro ingenuità, sono riusciti a strapparci, si tanti sorrisi, ma anche qualche lacrima.
Dal punto di vista didattico, ho notato che, soprattutto nella Scuola Primaria, il livello culturale degli alunni era abbastanza elevato. In una occasione, la mia collega ed io ci siamo trovate a dover fronteggiare una quinta classe della Primaria in cui non vi era l’insegnante. Allorché, per placare la situazione che stava diventando degenerativa, abbiamo deciso di coinvolgerli in un gioco di squadra: il solo fatto che i bambini dovevano gareggiare è stato per loro un momento significativo. Scopo del gioco era quello di rispondere a domande inerenti al programma scolastico nel modo più dettagliato possibile. Non sembrava vero, ma il livello di quella classe era molto buono: tutti sapevano rispondere perfettamente alle domande che gli abbiamo posto. Tentavamo sempre di premiare colui o colei che ci rispondeva, gratificando la loro abilità cognitive. Sicuramente, merito è stato delle loro insegnati che hanno condotto un ottimo lavoro, ma in quella classe “albergavano” quei fattori chiamati “curiosità” e “voglia di imparare”. Da quel momento, siamo diventate delle “icone” (se così si può dire!). Abbiamo saputo utilizzare il gioco e trasformarlo in un momento di consolidamento/apprendimento.
Ogni volta che varcavamo le porte di quella classe, vi era una sorta di “Standing Ovation”. Era piacevole parlare con loro, sapere delle loro cose, delle loro simpatie, dei loro gusti musicali, di tutto. Mi sono immedesimata nel loro mondo cercando di scoprire le loro emozioni e di come vivevano la realtà scolastica.
Paure e superamenti
Non nascondo di aver avuto paura di fare questa “full immersion” nel mondo della scuola. Quando sono entrata per prima volta in classe, non potevo fare a meno di pormi domande su domande: credevo che non sarei riuscita raggiungere i miei obbiettivi, credevo di non essere in grado di poter svolgere in questa fase preliminare dell’attività di tirocinio il ruolo dell’osservatore. I primi giorni sembrava che stessi “viaggiando” in una sorta di vertigine dalla quale non riuscivo più ad uscire (qualcuno chiama questo “malessere” sindrome da burnout). Poi, nel momento in cui sono entrata in contatto e ho toccato con “mano” questa dimensione scolastica, i dubbi e le paure sono svanite, anzi, mi hanno fortificato. Non mi rendevo conto, ma il mio modo di essere e di rapportarmi con i bambini è avvenuto in modo del tutto naturale. E forse devo ringraziare proprio loro per aver abbattuto le frontiere di questo “disagio” interiore.
Osservazioni finali
Devo dire, però, che, nel momento in cui ho iniziato questo tipo di esperienza, le cose sono molto cambiate da quando io andavo alle scuole elementari. Possiamo dire che quella di oggi è una net generation, perché ormai, anch...
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