La scuola digitale
Paolo Ferri
Come le nuove tecnologie cambiano la formazione
Premessa
La scuola digitale si propone di analizzare il mega cambiamento che il rapporto tra scuola, formazione dall’indagine OCSE-PISA e informazione e comunicazione sta generando. Dai dati emersi è stato dimostrato come l’infrastrutturazione tecnologica della scuola incide sulle modalità di apprendimento ed insegnamento. La formazione e la scuola digitali infatti ridisegnano i loro spazi fisici oltre che pedagogici epistemologici e relazionali. In tutta Europa, ma purtroppo non in Italia, le classi vengono ridisegnate o abolite, le enciclopedie vengono sostituite da Wikipedia.
Nuovi ambienti digitali per l’apprendimento
Attualmente siamo dinanzi ad una rivoluzione digitale che consiste nel passaggio dalla prima forma di Internet Web 1.0 alla seconda Web 2.0. Con la nuova forma di internet i soggetti possono ancor più interagire, conversare e avere informazioni su prodotti, servizi, ecc. Se Netscape può essere considerato archetipo del Web 1.0, Google è l’archetipo del Web 2.0, poiché mentre Netscape si limitava ad offrire un prodotto (Web browser), Google si è posizionato come servizio diventando uno strumento intermedio tra l’utilizzatore e la sua esperienza online. Grazie a questa novità (la nuova internet) anche i modelli di insegnamento/apprendimento possono essere rivoluzionati vedendo gli studenti non come “vasi da riempire” ma talenti da far crescere.
Il Web 2.0 e i nuovi strumenti del comunicare
O’Reilly, inventore del Web 2.0, considera il web come una piattaforma priva di confini rigidi dotata di una strutturale essenza interattiva e sociale. Web 2.0 è un modo di pensare il mondo del software che crea un mercato di conversazioni, di persone che si confrontano e interagiscono tra loro. Web 2.0 è dunque uno spazio del sapere sociale con un’intelligenza collettiva continuamente valorizzata, coordinata e ben distribuita (ogni volta che gli studenti creano nuovi siti o blog, questi vengono integrati nella struttura web).
De Kerckhove introduce la nozione di brainframe, secondo cui ogni tecnologia della conoscenza, come internet, produce una trasformazione delle nostre modalità di apprendere e conoscere. Il Web 2.0 è un web incrementale in cui i contenuti sono fluidi e modificabili dai “navigatori”. Gli utenti possono abbandonare il ruolo di spettatore per diventare autori del web. I fruitori del Web 2.0 rappresentano circa il 56% degli italiani che navigano su internet, dato emerso dalla ricerca fatta da Nielsen/Netratings. I giganti del Web 2.0 sono YouTube e MySpace.
Che cosa è la nuova rivoluzione digitale: la società della conoscenza e della formazione
Negli ultimi 30 anni e in particolare nell’ultimo decennio c’è stata la diffusione dell’informatica e delle nuove tecnologie della comunicazione digitale, internet soprattutto. Da una ricerca europea è emerso che un italiano su due in ogni classe di età ha almeno un potenziale accesso ai servizi digitali, mentre la percentuale degli adolescenti è del 78%.
La società informazionale e il capitalismo culturale
Manuel Castells sostiene che la nostra è una società dei flussi di informazione, poiché anche le nostre istituzioni sono ormai sempre più basate su uno scambio simbolico di significati (tale scambio si realizza con la digitalizzazione, cioè attraverso le reti di comunicazioni digitali). Le reti di flussi informazionali riplasmano infatti la società contemporanea a tre livelli:
- La rete globale dei flussi informazionali organizza la posizione degli attori, delle imprese e delle istituzioni all’interno della società, le cui posizioni di centralità o marginalità dipendono dalla quantità di informazioni e di conoscenze che possono generare e scambiare.
- In base alla capacità di un individuo di interagire nei flussi informazionali della rete. La rete dei flussi si trasforma velocemente in base alle scoperte scientifiche, tecnologiche, ecc.
- Al potere dei flussi si contrappone quello dell’identità, poiché più i flussi globali si omogeneizzano tra loro, più diventa radicale l’affermazione delle identità culturale ed etniche nei vari contesti. Dipende dalle capacità degli individui e dei gruppi la possibilità di competere ed affermarsi nella società della conoscenza. La società in rete è il Web 2.0 poiché viene generato dai suoi utenti. Le istituzioni formative sono dunque uno dei pilastri del “capitalismo naturale” (è compito dell’istituzione formativa farsi carico delle nuove alfabetizzazioni).
La rivoluzione crossmediale e la formazione
Crossmedialità: capacità di trasmettere lo stesso contenuto attraverso media diversi, in modo da poter ottenere vantaggi specifici da ogni mezzo. Consiste anche nel definire ogni contenuto pubblicato su più media (cinema, stampa, web, ecc.).
Da Gutenberg al digitale: la formazione oltre il libro e oltre l’aula
Oggi il libro Gutenberghiano è passato, esiste la trasmissione dei concetti attraverso più media. Il testo Gutenberghiano è prototipo di una formazione omogenea e lineare, nell’ipertesto tale ordine muta completamente, esiste un ordine ma non è di tipo gerarchico, esso è espresso invece in una rete di elementi detti Lesse (unità di letture) che prevede la possibilità di molteplici interazioni da parte dei fruitori e dell’autore. Le Lesse non sono necessariamente alfabetiche, anzi possono coincidere con un’immagine o con un’icona, con un video, ecc.
Mentre lo studente normale legge ed interpreta da sé un libro, lo studente digitale interagisce con i suoi colleghi, scambia punti di vista ed opinioni e può aggiungere egli stesso Lesse o contenuti comunicativi e formativi dell’ipermedia. Chi progetta in ipermedia deve garantire un buon grado di libertà allo studente di navigare e permettergli di interagire online; l’autore deve di volta in volta modulare la sua offerta di contenuti in base alle mutevoli esigenze del gruppo di apprendimento. L’ipermedia più che una catena di significati è un ambiente cognitivo a dimensioni multiple dove gli elementi linguistici, grafici, video e sonori si intersecano in un'unica struttura a rete, cioè network.
Quale nuova alfabetizzazione per l’ambiente digitale esteso dalla formazione?
Un'aula scolastica può diventare anche un ambiente formativo digitale se venisse fornita di videoproiettori sospesi al soffitto, un PC per il docente con scanner, stampante, e web. L’insegnante in tal modo potrà alternare la lezione frontale con una lezione basata su slides, brevi filmati, ecc.
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