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Storia greca

Professoressa Claudia Antonetti

Manuale: Marco Metalli, introduzione alla storia greca, storiografia, nuova edizione.

Testi da leggere: primo libro di Tucidide, Aristotele - la costituzione degli ateniesi, Canfora - prime lezioni di storia greca, ed. Laterza.

Ricevimento: Mercoledì, dalle 16:00 alle 17:00. ISA - trovi il materiale didattico.

Introduzione

I greci. Chi erano? Prodotto culturale stratificatosi nei millenni. La divisione del mondo greco è sempre stata interpretata nel passato come migrazioni di gruppi umani con tradizioni e lingue diverse. Sotto forma mitica si raccoglievano le divisioni linguistiche dei dialetti e origini intrecciate con altre. La storia greca si differenzia dalla romana perché è storia locale, di un piccolo territorio, non molto ricco, montagnoso, con poca terra coltivabile e molte isole. La comunicazione per mare fu affinata per questi motivi. Pianure grandi ci sono nel Nord, in Tessaglia e Macedonia. Ma i greci furono anche sempre molto pochi: le comunità greche erano molto piccole, composte da qualche centinaio di abitanti. Una polis è grande come un paesino attuale, non sopportava una grande popolazione. Queste piccole patrie furono molto legate a una propria idea di autoaffermazione. Il fenomeno è peculiare perché corrisponde a una comunità indipendente, tante tradizioni simili ma mai uguali. Ciò determina anche i limiti di fronte a grandi imperi, nonostante la polis possa dare il senso di politica, legata a mondo misurabile, non molto estraneo a noi. La storia greca è peculiare anche perché non nasce da un'entità geografica fissa e omogenea ma discontinua, con colonie sparse per tutto il Mediterraneo. Questa esperienza è esperienza non comune a tutti, di essere greco e parlare greco mantenendo salde le origini, è diverso da essere immersi Ελληνες, da un impero omogeneo. Il nome loro era non greci ma elleni: il nome non ha lo stesso significato. Il doppio nome di greci è il nome romano, dato dai romani in epoca tardo ellenistica. È un tema controverso e tuttora oggetto di studi. Passarono nelle fonti romane delle stirpi particolari, piccole comunità denominate in modo dispregiativo col suffisso latino -us sostituito dallo standard -os. Da Grecus il termine in occidente rimase non molto invariato, diventando il termine attuale, non accettato dai greci. Il termine Ελληνες ha una storia complicata: comparso già con Omero, indica una piccola regione della Grecia centrale che appartiene al guerriero Achille. Nell'Odissea il nome collettivo è ΕΛΛΑΣ, assente ma è presente il termine ampliamento del concetto di patria con Grecia centrale e Argo, comprendente Micene, e i territori degli Atridi. Col tempo il termine si è diffuso a indicare la totalità del luogo e della popolazione. Il panellenismo però non si realizzò mai, nemmeno sotto Alessandro. Primo a dichiararlo fu Isocrate con il Ελληνες Panellenico. Il nome si afferma per tutta l'epoca arcaica, compare nel catalogo di Esiodo e si afferma con i giochi Panellenici e le Olimpiadi: vi erano giudici che stabilivano la partecipazione degli atleti in base all'appartenenza greca. Il problema sorse nel V secolo con la partecipazione di Alessandro Magno, ma si risolse con le sue origini epiche da Eracle. Il criterio venne modificato con la presa del potere di Alessandro. C'è quindi chi è escluso. Secondo Erodoto è greco chi condivide, mantenendo base linguistica, costumi, abitudini, credenze religiose simili, soffermandosi sulla partecipazione ai sacrifici. Il Ελληνες cittadino deve essere incluso in questo perché legge di comunità. Può essere ottenuto o per discendenze di sangue o per insegnamento. Allo scoppio delle guerre persiane ciò è nella totalità della popolazione, pur rimanendo ciascuna comunità fedele alle sue particolari radici. I persiani sono non greci e quindi l' Ελληνες si sente autorizzato βαρβαρος, a combattere contro il colui che parla male il greco e che balbetta, il quale inizialmente è indicato come straniero e infine nemico. Romani, cartaginesi, frigi, persiani, assiri, ed altri sono considerati barbari dai greci. I minoici non parlano greco eppure sono da considerarsi come la radice del mondo ellenico, dalla cui caduta dipende il Medioevo ellenico. Il criterio linguistico non è applicabile del tutto. La storia greca può finire in vari momenti: battaglia di Cheronea, 217 a.C. con la pace di Naupatto, o con la distruzione di Corinto nel 146 a.C., o ancora con Azio nel 31 a.C. alla caduta dell'ultimo regno ellenistico. Se si segue il carattere linguistico si arriva fino al 1453, se il carattere politico, fino alla caduta delle poleis moderne con la fine dell'impero ottomano.

Appunti

Medioevo ellenico. Lefkandi, strutture aristocratiche. Inizio con la guerra di Troia, spostamento dei dori da nord a sud e colonizzazione coste Asia minore a partire dal VIII secolo. Colonizzazione da parte delle isole indicata da Erodoto e da Tucidide dopo la guerra di Troia. Colonizzazione a lui contemporanea è iniziata con la seconda colonizzazione del VIII secolo. Egli, parlando degli Ioni, distingue le varietà del dialetto tra loro, i dori e gli eoli. Riflessioni dei greci sulle loro origini con diversità e comunanze: dinastie eroiche sbarcano in Ionia attraverso l'Egeo e fondano le varie comunità. Ciò è successivo alla diaspora micenea del Medioevo ellenico. Le prime città nascono in area greco-asiatica, tra il X e il XI secolo come Smirne, Mileto, quest'ultima capitale culturale fino al V secolo. Molti negano questa prima colonizzazione, soffermandosi sulla seconda. Queste tre stirpi formano una costruzione a posteriori in area asiatica per poi stabilirsi in ο area eolica, ionica. Atene non aveva e non ha al momento colonie. Movimento di terra e non per mare: migrazione dorica. Erodoto narra che i dori sono un popolo del Pindo, vicino alla Macedonia, nella doride, scesi assieme agli eraclidi, discendenti di Eracle, i cui capi cacciati dalla Grecia dovevano tornare per riprendersi i regni. Gli eraclidi si fanno accompagnare dai dori in mutua assistenza. Per mostrare il possesso della terra essi si giustificano con eroi greci spodestati, e loro, essendo discendenti, si sentono in dovere di riprendere. Essi riprendono i regni di Messenia, di Argo e di Laconica. Per parlare di questo arrivo i greci usano un mito di comunanza. Questo mito dei dori è comune nel IV secolo e accennato al V. È il prologo delle poleis successive.

Società omerica: la società di Lefkandi era fiorente, con tecniche avanzate ma si è arrestata. Non abbiamo modello unitario a causa di destini differenti in Grecia. La società omerica è un'unica base, ricavata dallo storico Finley. Omero ricorda elementi micenei, della società di mezzo, e delle poleis con i suoi elementi essenziali come agorà, mura, palazzi reali ecc... nell'Iliade vediamo dei capi, dei piccoli re, divisi sul senso dell'onore e col senso concorrenziale. Il poema indica eroismi di grandi protagonisti. Nell'Odissea vi è il primus inter pares, coloro che si espongono alla battaglia, riflessione della realtà sulla letteratura. Odisseo è intelligente, è di buoni consigli, con idee chiare di giustizia e di stato nuovo con leggi più forti della vendetta. A Itaca coi proci vi è indicata una forte aristocrazia οίκος, mantenutasi in epoca arcaica. Ci sono le case, definite concetto che ingloba lavoratori, territori e schiavi al soldo del padrone. Vi è quindi strutturazione economica ben organizzata ma tale solo con Odisseo, coi Proci no sviluppo in quanto rumoreggiano in assemblea, non decidono. Il grosso problema storico: manca una società in cui vi è un sovrano, tranne Epiro, Macedonia. Queste monarchie omeriche del nord persistono ma al sud non vi sono registrazioni, se non come magistrati che non rimanevano in carica a vita. In γενη, epoca classica troviamo anziché l'οίκος, il ossia gruppo con discendenza comune. φυλαι Le greche indicano le suddivisioni della polis ed erano composte dalle varie tribù che la costituivano. I re omerici venivano definiti big man. In antropologia, grazie all'esperienza della società nella Polinesia moderna, indica l'accumulo di ricchezza da parte di uno che le ridistribuisce sotto forma di doni. L'Iliade e il suo problema nasce col problema della ridistribuzione, il cruccio di Achille. Il modello non va bene perché nell'esempio della Polinesia chi dà va in miseria. È l'uomo che accumula surplus che prevale. I re non potevano essere quindi big man.

I greci di epoca storica erano Achei, provenienti dall'Achaia. Il nome non rimase. Perché? Achei erano in parità con gli Ioni, di conseguenza occorreva unire il tutto sotto un unico nome. Esiodo ricerca tutte le genealogie dei greci, continuato nel VI secolo con l'emersione degli elleni e la parità delle altre stirpi.

Scrittura: alfabeto adattato da quello fenicio del IX secolo, del sistema consonantico, sovrabbondante per la fonetica dei greci, con talvolta l'attribuzione di un suono vocalico. I greci sapevano di questa acquisizione, Erodoto ne è testimone dichiarando che si trattasse proprio di una copiatura. I fenici inoltre erano presenti nei dintorni. Vantaggio della scrittura alfabetica: nascita e formazione dell'etrusco, del latino. L'alfabeto non ha molte lettere e rende ragione alla lingua greca di allora. Coppa di Nestore è indicante di questo sviluppo, recante dei versi di formula omerica, con relative lettere. Altre iscrizioni ritrovate a Gabii fanno intendere un contatto temporale con gli eubei nell'Italia pre romana.

Mare e movimento coloniale: seconda colonizzazione del VIII secolo. Mobilità orizzontale è spostamento di persone da un luogo a un altro. È il caso dell'Odissea con il tema del viaggio. Odisseo dona racconti falsi ma verosimili, riflesso della realtà con chi raccontava seguendo la tradizione omerica, indicante il mare come posto di meraviglia. Esiodo racconta viaggi negli stretti pericolosi. Colonizzazione greca: occupazione di αποικια, territori e sudditanza alla madrepatria. Vado via da casa, usata dai greci per definire la colonizzazione. Concetto ripreso anche in epoca moderna dagli inglesi. Cause comuni alla storia. Dalla Grecia delle madrepatria molto povera, a causa della sovrappopolazione, dell'iniqua distribuzione di terreni, insufficienti colture, dissidi politici e commerciali, si sviluppa lo spostamento di massa, estendendo quindi il fattore letterario. È difficile stabilire la tipologia di colonia, se agricola o commerciale ma sappiamo che il commercio era gestito da aristocratici che possedendo navi, si attrezzavano per una condivisione degli affari. Commerciavano in siti dove dovevano instaurare buoni rapporti. La società etrusca documenta in tal senso una struttura simile. Una famiglia poteva gestire traffici per altri conti. Per avere beni bisognava possedere dei poderi. Il piccolo commerciante, più tardo, comprende rapporti simili ma con più limiti. Il commercio arcaico πραξιες. Εμποριον, si chiamava termine impiegato per designare realtà diverse tra loro con un'unica comunanza di essere un centro di scambi e commerci. In letteratura vi è differenza sottile di genere politico con l'αποικια, non di uso in quanto la popolazione αποικια condivideva la città con altre etnie e entrambi i termini si distinguono poco. Comporta fondazione di nuova città non autonoma, mentre il secondo termine rappresenta una città autonoma. La città di Adria è un emporio, collocato sui bracci settentrionali del Po, ed era un punto strategico per i commerci prima veneti, poi etruschi, infine greci. Dal punto di vista istituzionale non abbiamo fonti e non sappiamo come si reggeva la politica cittadina, non essendo né veneta, né etrusca, né greca. Gli empori non sono liberi mercati. Le popolazioni locali controllavano i commerci e percepivano tasse sulle merci e sugli attracchi. Colonie maggiormente collocate in Magna Grecia e in Sicilia, in zone ricche. La storia greca non viene intesa come movimento nel piccolo mondo coloniale. In Sicilia la terra a disposizione non aveva paragoni, tanto da divenire il granaio dei greci.

Nel VIII secolo si assiste al boom greco detto rinascimento greco, con un boom economico e sociale non indifferente per l'epoca. I greci riprendono rotte già percorse nel Medioevo ellenico e in precedenza dai micenei. La colonizzazione riprende con effetti permanenti in senso culturale. Talvolta le colonie fondano altre colonie. I maggiori e i primi colonizzatori sono gli Eubei, con insediamenti come Cuma, o anche in Asia minore. L'economia greca antica non è mai esclusivamente agricola o commerciale. Seconda fu Corinto, prendendo una buona parte della Grecia occidentale, creando Corfù. Siracusa da colonia comincia a crearne a sua volta. Mègara, città dorica assieme a Corinto, colonizza la Sicilia e il Mar Nero con la fondazione di Bisanzio. Le correnti e i venti portano molte volte verso est, per cui si giustificano colonie come Calcedone, vicino a Bisanzio, e altre colonie nel Mar Nero. I siti di queste città interne erano collocati in zone molto pescose, il che fece la ricchezza della colonia e della città di Bisanzio. Dal Mar Nero venivano pellicce, ori, grano, ambra, schiavi e pesce, dalla Sicilia il grano, dall'Iberia i metalli, dalla costa africana grani e materiali pregiati come avorio, uova di struzzo, piume, ebano, dall'Italia meridionale veniva la pece. Tutto il meridione aveva l'opportunità di scambio. I greci operavano la colonizzazione prima sulle isole, instaurando una solida base, per poi spostarsi sulla terraferma. Risalendo i fiumi si collegavano colonie su due versanti opposti come Ionio e Tirreno.

Abitudini: consultando l'oracolo di Delfi, si stabiliva l'obiettivo di collocazione della colonia. Nella nave l'ecista, il fondatore della colonia, portava sulla nave una fiamma sacra di buon auspicio. Le donne non potevano salire a bordo e venivano rapite a forza nei luoghi locali. Non potevano imbarcarsi per motivi sessuali e superstiziosi, come motivo di contaminazione sacrale per il fatto mestruale. I greci vivevano sotto la paura della contaminazione, sia sessuale che mortale, e si riparavano in ogni motivo contattando esperti nel campo che purificava il luogo. Gruppi piccoli di uomini quindi si insediavano e tramite l'unione con donne giovanissime date dalle famiglie locali e i loro figli erano greci a tutti gli effetti. Un greco imparava nozioni grazie all'educazione casalinga. Tali donne imparavano il greco in poco tempo e lo trasmettevano ai figli, che probabilmente erano bilingui. Le tesmoforie erano società femminile atte alla loro formazione, al fine di comprendere le tradizioni greche e di avere una famiglia legittima. Il culto di Demetra fu portato nelle colonie grazie alla sacerdotessa di Demetra, base fondante di questa istituzione. L'ecista, essendo il capo, dirigeva tutto. Εποικια, αποικια. è l'unione di una colonia con una già fondata, passando dal termine Con Corinto i legami erano più stretti con le colonie, talvolta troppo egemonico. Per le colonie di Sicilia, Tucidide descrive il perché dei conflitti dell'isola, descrivendone l'importanza, citando il nome di tutti gli ecisti. Egli ricercava da chi se ne intendeva come Antioco di Siracusa, grande conoscitore della Sicilia, autore a noi non giunto del tutto. Base di tutto è Siracusa, non la più antica, base cronologica e stato coloniale che gli ateniesi tentarono di sconfiggere. In loco c'erano cronologie relative di Nasso e Siracusa, riportate da Antioco ma ora perdute. Abbiamo racconti tardi molto rimaneggiati e uniti in chiave mitica. Cirene: ci parla molto Erodoto, collocata nell'Egeo a Thera, fondata dagli spartani, e rifondata sulla costa libica. I greci trovavano degli snodi sacri perché se decidevano di andare avrebbero dovuto decidere anche di tornare. Ma se il motivo dell'avventura era stato deciso causa la discordia politica e sociale (stasis, o conflitto interno) essi non possono tornare per divieto. È questo il caso di Cirene, ma per tornare era necessario rendere un sacrificio alla divinità di Apollo, consacrandola a chi compiva il sacrificio. Questo simbolismo rimase nel diritto attico. Essi avevano quindi la possibilità di partire ogni 5 anni. Se non si voleva partire si poteva passare per la pena capitale. Naucrati, il più grande emporio conosciuto dai greci, collocato in Egitto. Ovunque i greci andassero fondavano luoghi sacri nelle colonie e il più importante era l'Ellenion. Questo elemento implica una diversità nel caso egiziano: il santuario qui era comune, cioè indicante la progressiva ricerca di unità, essendo molto sparsi.

I legislatori: alcune colonie sono più avanzate delle poleis e portano a degli sviluppi superiori alle madrepatrie. Un campo è l'evoluzione del diritto, avvenuta con lentezza nella storia greca: si registrano conseguenze molto diverse e forti rispetto al vecchio diritto. Si può parlare di diritto ellenico. Il caso di Cirene per la condanna a morte in seguito al rifiuto di una partenza è un esempio cardine. I limiti di una polis rendevano di fatto un greco straniero molto r...

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessio28 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Antonetti Claudia.
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