Storia del Vicino Oriente antico
La cronologia
La ricostruzione cronologica è ancora ipotetica. Può essere su base archeologica, ossia sui reperti, o su base testuale, ossia sui documenti scritti. Può essere assoluta, con date il più possibile esatte, o relativa, con una successione di reperti ed eventi senza date assolute.
La cronologia archeologica relativa avviene tramite lo scavo stratigrafico. L’archeologo taglia livello per livello, ricostruendo le fasi in base alla successione dei livelli. Su base archeologica, la cronologia assoluta avviene con il radiocarbonio, la termoluminescenza e la dendrocronologia. Il radiocarbonio, anche se molto preciso, in condizioni non ottimali può fornire solo un’indicazione massima. Per la dendrocronologia è necessario avere almeno uno spicchio completo di tronco.
Su base testuale-documentaria: la cronologia è relativa e avviene costruendola sulla base di una successione di eventi, come una lista di sovrani. La documentazione più antica è la lista reale sumerica del III millennio. Nel II millennio abbiamo invece una lista di importanti funzionari eponimi. Nell’età paleobabilonese il nome dell’anno è dato a posteriori a seconda degli eventi importanti avvenuti nell’anno passato.
La datazione incrociata invece consiste nel mettere in relazione le potenze del Vicino Oriente che avevano rapporti tra loro.
Situazioni ambientali
In Mesopotamia vi sono grandi palme, il legno però non è resistente e non regge l’invecchiamento una volta tagliato. Non ci sono le cave di pietra. Il terreno era fortemente salino. C’è tanta argilla. L’architettura sarà basata su mattoni di argilla cotti al sole. Anche il supporto scrittorio sarà in argilla. Il legno veniva inviato dal Libano, il posto più vicino. Era quasi del tutto priva di risorse minerarie. La mancanza di materie prime spiega come mai la politica mesopotamica era così aggressiva ed espansiva.
In Siria non potevano essere installati impianti di irrigazione in quanto l’acqua passava in un terreno roccioso. L’agricoltura era quindi pluviale, legata ai cicli di pioggia.
La Turchia invece aveva molti boschi. Si costruiva utilizzando il legno. In Turchia, come a Cipro e in Oman, vi erano miniere di rame. I giacimenti di stagno erano in Afganistan e Tagikistan. Vi erano steppe e deserti impraticabili fino all’addomesticamento del dromedario nel 1000 a.C. Nessuno di questi paesi era autosufficiente.
Coesistevano così due modelli sedentari. Uno che coltivava rimanendo fisso nel sito, strutturandosi dal punto di vista sociale e amministrativo, l’altro seminomade come gli allevatori che si spostavano stagionalmente, organizzati con grandi clan in un sistema patriarcale.
La rivoluzione neolitica
Durante il Neolitico, nel Vicino Oriente, avviene quel mutamento socio-economico che porterà le comunità di cacciatori-raccoglitori non produttori di cibo verso una società più stabile a economia produttiva praticante l’agricoltura e l’allevamento di bestiame. Non si tratta di un cambiamento repentino bensì di un lungo processo graduale. Il processo, detto di “neolitizzazione”, non fu una scelta meditata siccome non si avevano esperienze pregresse con la quale confrontarsi. Fu frutto spesso di scelte inconsce.
I primi villaggi erano collocati sulle sponde dei fiumi o presso le oasi. Durante il neolitico nascono le prime forme di agricoltura cerealicola. Furono addomesticate le piante come il farro, la lenticchia, il cece, l’orzo. Queste piante crescevano spontaneamente soprattutto in un’area definita “mezzaluna fertile”. Il termine fu coniato negli anni '20 per indicare un territorio che si estende dalla valle del Nilo fino alla costa orientale del Mediterraneo. Si tratta degli attuali territori dell’Egitto settentrionale, del Libano, della Giordania, di Israele, della Siria settentrionale, della Turchia sud-orientale, dell’Iraq settentrionale e orientale e dell’Iran sud-occidentale.
La cultura natufiana
Il processo vede i suoi presupposti nella cultura natufiana in un periodo compreso tra il 1200 e il 9600 a.C. Un esempio è il sito ritrovato del villaggio Natufiano di ‘Ain Mallaha. Questo sito documenta una comunità di cacciatori-raccoglitori che per la prima volta innescano un processo di sedentarizzazione, precedente all’avvento dell’agricoltura. Nei siti natufiani non c’è una produzione di cibo ma un’economia che sfrutta un insieme di risorse alimentari. Si hanno reperti di osso lavorato, pietra levigata, oggetti che raffigurano animali e raramente figure umane.
Neolitico preceramico A e B
Nascono per la prima volta villaggi stabili di comunità agricole. Il processo non fu omogeneo e si sviluppò in diverse aree dislocate (monti Zagros, Tauro, Levante, Eufrate). La ceramica è risultata essere un prodotto tardivo rispetto all’introduzione dell’agricoltura. Secondo uno schema cronologico, il Neolitico si può suddividere in Neolitico preceramico A (9600-8500) e Neolitico Preceramico B (8500-7000).
PPNA: Il Neolitico si afferma in un periodo con il clima abbastanza mite, con una piovosità distribuita regolarmente durante l’anno. Nel sito di Gerico è stato possibile individuare case circolari con il primissimo uso del mattone crudo ed una struttura che avrebbe potuto avere un ruolo pubblico, costituita da un’interessante installazione (una torre chiusa da un muro spesso) interpretata come efficace sistema di protezione dalle esondazioni del fiume. È visibile una forma embrionale di religione legata al culto degli antenati. I corpi venivano sepolti sotto le case senza corredo funebre. In questi villaggi la struttura sociale è ancora di tipo egualitario ma compaiono personaggi che si assumono in forma temporanea la responsabilità di guidare la costruzione di opere ecc. È un potere di natura effimera, non ereditaria.
PPNB: il numero di siti aumenta considerevolmente. Risulta inizialmente in continuità con il periodo precedente. L’architettura domestica è fortemente standardizzata, di forma rettangolare. I siti di questo periodo hanno rilasciato sculture e bassorilievi con animali e demoni, testimonianza di un mondo religioso ancora in trasformazione. È presente una divinità maschile, mentre la figura femminile è rappresentata come rapace o serpente. Nell’Anatolia il periodo preceramico B si attesta soprattutto nei suoi momenti finali. È rimasto il sito di Catalhoyuk (7200/6200) con uno schema agglutinante con case rettangolari il cui accesso era sul tetto. Talvolta queste case presentavano alcune installazioni di culto come corna di bue e bucrani. Le case stesse diventavano luogo di culto. La religione coinvolge così la sfera domestica, i defunti venivano seppelliti all’interno della casa ed erano correlati a pitture e dipinti. Non esisteva una struttura pubblica. Si intende ancora come una società di tipo egalitario.
Il Neolitico ceramico
Intorno al 7000 a.C., in tempi relativamente brevi, si attesta un cambiamento di ampia portata nel Vicino Oriente. Molti siti del preceramico vengono abbandonati, probabilmente a causa del deterioramento climatico e ambientale e la crescita demografica. L’agricoltura e l’allevamento diventano attività sempre più economicamente significative. La produzione della ceramica diventa di uso comune anche se risulta malamente cotta.
Le culture mesopotamiche: Hassuna e Samarra
Nella fascia pedemontana della Mesopotamia settentrionale, l’alta percentuale di piovosità permette di garantire la pratica dell’agricoltura non irrigua. Si sviluppa la cultura Hassuna che può essere considerata la prima vera e propria cultura contadina di queste regioni. Le case rettangolari in fango hanno cortili attrezzati con focolari esterni. La società Hassuna è una comunità stabile con una parziale mobilità. Coltiva grano e orzo. La ceramica è dipinta in rosso con motivi lineari e geometrici, vengono applicate decorazioni come teste di animali.
Leggermente più recente è la cultura di Samarra che, insediando i primi siti ad agricoltura irrigua, stabilizza maggiormente l’economia di sussistenza con una diminuzione graduale della dipendenza dalla caccia. Le costruzioni ritrovate oltre ad avere funzioni residenziali presentano anche luoghi connessi probabilmente a forme culturali. Nell’organizzazione sociale i gruppi Samarra mantengono una struttura di tipo egalitario anche se ci sono indizi che rivelano una crescita all’interno della società di famiglie e individui che assumono ruoli preminenti anche se forse ancora in forma effimera. La ceramica è fine, dipinta e decorata su di un fondo marrone con articolati motivi geometrici.
VI millennio: cultura Halaf
Tra il 6000 e il 5200 si sviluppa una cultura per la prima volta riconosciuta nel sito di Carchemish. La casa Halaf è rettangolare. Presenta un carattere bimodale, cioè da una parte ci sono siti di tipo permanenti con una comunità piuttosto stabile, e dall’altra numerosi villaggi hanno costruzioni effimere di natura stagionale. Non ci sono edifici con specifiche funzioni pubbliche o religiose. La ceramica fine è dipinta con motivi geometrici e principalmente dai Bukranium, ossia la rappresentazione più o meno stilizzata di crani di bue.
La cultura Ubaid in Mesopotamia
La prima occupazione della piana si ha tra il VII e il VI millennio a seguito del ritiro delle acque del Golfo Persico che lasciarono il terreno molto salino. Questo insieme al clima arido e alle inondazioni spesso devastanti impedirono lo sfruttamento dell’area senza l’ausilio di sistemi di irrigazione. Nella cultura Ubaid si ha una società strutturata per grandi nuclei familiari. Si hanno dei ritrovamenti nel sito di Tellel-‘Oueili, dove si trovano edifici con pianta tripartita, una grande sala e un focolare centrale. Il tetto è sorretto da due serie di pali e i muri perimetrali decorati con pilastri aggettanti. Si sono riconosciute diverse fasi:
- Ubaid 0, 1, 2 comprendono produzioni dipinte riccamente che ricordano lo stile della cultura di Samarra
- Ubaid 3, 4 considerato il periodo “classico”. Collocate nel corso del V millennio. La decorazione si riduce a elementi standardizzati.
L’espansione della cultura Ubaid favorisce la scomparsa del modello Halaf. Si afferma l’uso dei sigilli e delle cretulae e il metallo.
Il IV millennio
Nel IV millennio si evidenziano profondi mutamenti nella società. Per la prima volta in Mesopotamia si formano le città e lo Stato. Lo Stato è la più complessa forma di organizzazione socio-politica. È un sistema centralizzato costituito da sovrani di ruolo, slegati da legami di parentela. È un’organizzazione stratificata, diversificata attraverso modelli che si basano sulla specializzazione lavorativa. L’economia è controllata dall’élite. La religione può essere in mano a sacerdoti a tempo pieno.
I periodi antico e medio Uruk
La cultura Uruk fa esplicito riferimento all’antica città sud-mesopotamica. Si suddivide in antico (Eanna, livelli XII- VIII), medio (Eanna, livelli VII- VI), tardo (Eanna, V-IV). Le trasformazioni delle società mesopotamiche si manifestano già a partire dalla prima metà del IV millennio, dove, una distribuzione diversificata della ricchezza, che comporta ovviamente un dislivello economico, dà origine alle prime forme di disuguaglianza sociale.
Uno dei siti chiave per il periodo è quello di Tell Brak, nella Siria nord-orientale. Si riscontra un’architettura pubblica monumentale con muri in mattone crudo che raggiungono lo spesso di 2 metri. L’edificio più significativo è il “Tempio ad occhi”. Nell’Anatolia sud-orientale e nell’Iraq settentrionale si hanno chiari segni di complessità sociale nell’architettura e nel materiale archeologico. Per quanto riguarda le ceramiche si tratta di produzioni molto grossolane, realizzate rapidamente, mal cotte e con superfici non trattate.
Il periodo tardo Uruk - La rivoluzione urbana
Nella seconda metà del IV millennio, nel periodo detto Tardo Uruk, si raggiunge l’apice del processo di formazione di organizzazioni sociali complesse. L’intero territorio si suddivide in una rete molto articolata di insediamenti distinti gerarchicamente. In questa realtà coesistono gruppi nomadi, o seminomadi con popolazioni sedentarie. Si consolida un sistema sociale fondato sulla disuguaglianza all’interno della comunità. Parte della popolazione Uruk produce beni destinati a gruppi che hanno acquisito potere politico e offrono in cambio sostentamento e protezione.
Il IV livello dell’area sacra di Eanna vede un’occupazione di edifici monumentali che probabilmente avevano funzioni cerimoniali o genericamente pubbliche. (Nell’area sacra di Eanna, il Tempio C, D, Tempio in calcare, Salone a pilastri, Tempio a coni di pietra, Edificio a mattoncini, Tempio rosso, Palazzo E. Nell’area sacra del dio Anu, il Tempio Bianco.) Le prove dell’esistenza di sistemi di organizzazione complessa nell’ambito della società Tardo Uruk sono confermate dai primi documenti di contabilità e di registrazione economica con sigilli, cretulae e bullae.
Nella seconda metà del IV millennio si intensificano i rapporti con varie regioni del Vicino Oriente. In alcuni casi la natura di questi rapporti era costituita da veri e propri movimenti di popolazione per fondare nuovi insediamenti in località prive di occupazione. L’espansione Uruk si focalizzava sulla necessità da parte dei centri della Mesopotamia meridionale di reperire materie prime come il metallo, il legno, le pietre preziose, di cui la regione era priva. Era quindi motivata dal fatto di voler controllare l’accesso alle ricche risorse anatoliche e iraniche. Alle zone colonizzate erano garantiti grano, orzo e prodotti finiti.
Il III millennio (fine IV)
Nella prima metà del III millennio si attesta la presenza dei Sumeri nella Mesopotamia meridionale e Accadi nella Mesopotamia settentrionale. I Sumeri arrivano dall’est. Caratterizzano la storia tra il 3500 e il 2000. La lingua sumera è isolata, agglutinante. L’accadico appartiene al ceppo delle lingue semitiche.
Nel corso del IV millennio, gli insediamenti rurali del sud diminuiscono progressivamente in numero mentre aumenta la popolazione totale che si addensa nei centri di dimensioni superiori. Probabilmente dovuto anche questo al ritiro delle acque. Sono attestate due tipologie di fonti scritte, i rendiconti amministrativi e i testi lessicali. Entrambe le tipologie attestano una società stratificata secondo un ordine gerarchico e altamente specializzata a livello lavorativo. Viene introdotto un sistema metrico standardizzato.
Il sistema delle razioni
In cambio della prestazione obbligatoria, l’amministrazione centrale retribuisce i lavoratori con una certa quantità di orzo, tessuti e olio. Le razioni sono commisurate al tipo di mansione, all’età, al sesso, allo status sociale. I compiti lavorativi sono suddivisi in base agli stessi criteri di età e sesso su cui si basa la retribuzione. Un ruolo importante sembra esserne svolto dalla figura del cosiddetto re-sacerdote. La distinzione tra funzioni temporali e religiose si avrà solo nell’età protodinastica.
I sigilli e la scrittura
La documentazione disponibile è limitata quasi esclusivamente a due centri: Uruk e Susa. Da Uruk provengono dall’area sacra dell’Eanna, dove le tavolette sono state gettate come materiale di riempimento. Si sono ritrovati piccoli oggetti in argilla o pietra che possono essere interpretati come contrassegni numerici. Per la fase più antica si è ipotizzato potessero esser contenuti in materiali deperibili.
La forma di questi oggetti varia a seconda del tipo di bene che conta. A volte possono anche presentare dei fori. Sono detti Token (tituli e calculi). Vengono inseriti in una massa di argilla detta Bulla. Esse presentano spesso una sigillatura che occupa tutta la superficie. Successivamente le bullae presenteranno un’impronta di quello che contiene in modo che non sia necessario distruggere il documento per verificarne il contenuto. Successivamente diventa inutile riempire la bulla, così si appiattisce e diventa una tavoletta con impressi sopra i pittogrammi.
Il sigillo può essere funzionario, a scopo amministrativo, o privato per garanzia personale e ornamento. Si suddividono in sigilli a stampo, usati come timbro, a cilindro, velocizza la procedura. Usato per garantire l’inviolabilità. Di solito impressi sull’argilla. Nel periodo Ubaid (IV millennio) iniziano a particolarizzarsi con disegni di figure umane. Le scene sui sigilli spesso riproducono opere reali di statue o dipinti.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Archeologia e storia del Vicino Oriente antico II
-
Storia del Vicino Oriente Antico - appunti
-
Storia del vicino oriente antico
-
Storia del Vicino Oriente Antico