Analisi e valutazione dei sistemi per l'istruzione
L'autovalutazione d'istituto
Con il D.P.R. n.275 del 1999 è stata formalizzata l'autonomia delle Istituzioni scolastiche già prevista dall'articolo 21 della legge 59/1997. L'art.4 (D.P.R. n.275) riconosce alle Istituzioni scolastiche il compito di individuare “le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle Istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati” in cui elemento innovativo è l'autovalutazione dell'istituto.
Essa non è altro che la conoscenza degli elementi fondamentali del servizio scolastico e la loro valutazione in termini di efficacia ed efficienza per rispondere in modo adeguato alle esigenze dell'utenza. Tra i molti aspetti dell'autonomia delle Istituzioni scolastiche che richiamano la necessità dell'Autovalutazione di Istituto, si segnalano in particolare:
- La libertà di innovare in campo didattico, educativo ed organizzativo.
- Il decentramento delle responsabilità finanziarie, gestionali ed educative a livello del singolo Istituto.
Il concetto di Autovalutazione di Istituto (A.I.) solo recentemente è stato introdotto nel nostro Paese ed è definita come “un’ispezione sistematica (descrizione e analisi) da parte di una Scuola, un sotto sistema o un individuo (insegnante, capo di Istituto) dell'attuale funzionamento della Scuola come primo passo di un processo di miglioramento”.
Tale definizione consente di mettere in risalto gli attributi che qualificano il concetto di autovalutazione d’istituto, ovvero un'attività valutativa volta ad acquisire informazioni sulla natura dell'oggetto considerato e ad accertarne il valore e il merito attraverso modalità rigorose e formalizzate, valutazione di un soggetto individuale o collettivo interno alla Scuola sottoposta a valutazione, un insieme di condizioni organizzative ed educative che qualificano l’erogazione del servizio formativo da parte di un ben determinato Istituto scolastico per poi avviare un processo di miglioramento della scuola.
Pertanto l’istituto scolastico è definito come un’‘organizzazione che eroga un servizio a beneficio degli utilizzatori. La produzione del servizio scolastico attiva un processo che, partendo dagli obiettivi, sviluppa una serie di operazioni per ottenere un risultato, rappresentato dall’apprendimento.
Le fasi del processo di produzione del servizio scolastico
- Analisi della domanda di competenze: si attua esaminando i fabbisogni formativi del pubblico di riferimento (studenti) e il contesto territoriale in cui si svolge l’attività scolastica ed i trend dello sviluppo sociale ed economico.
- Definizione dell’offerta formativa: si selezionano i fabbisogni cui rispondere, in base all’intenzionalità formativa della Scuola.
- Progettazione: si delinea la strategia da seguire, prospettando i risultati da raggiungere.
- Pianificazione: si individuano e si selezionano: risorse, operazioni, tempi e modalità di controllo.
- Attività didattica: si trasmettono le conoscenze secondo modalità e tempi che facilitino l’apprendimento da parte del discente.
- Valutazione: si misurano gli scostamenti delle prestazioni e dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi prefissati.
- Feedback e valorizzazione dei risultati ottenuti: si decidono le strategie per evitare il ripetersi delle non conformità e si definiscono le modalità per valorizzare i risultati prodotti.
Per l’erogazione di un processo ottimale
- Agibilità ed efficienza delle strutture e dotazioni scolastiche
- Professionalità degli operatori
- Organizzazione ed efficienza della struttura direzionale
- Regolamentazione e descrizione del processo di produzione mediante modelli di riferimento
Il processo deve essere tenuto sotto controllo per garantire che tutte le operazioni si svolgano nel modo e nelle condizioni previste. I requisiti del controllo di un processo sono una chiara definizione degli obiettivi di controllo, una precisa attribuzione delle responsabilità ed una selezione attenta degli oggetti del controllo.
Il servizio scolastico è il risultato di un insieme di attività che devono essere programmate, governate e controllate. La qualità si consegue se tutti i processi e le attività della Scuola sono guidate da principi, criteri e metodo di lavoro per produrre risultati di qualità (sistema di qualità).
Si tratta di realizzare un modello di gestione centrato sulla concezione della scuola come organizzazione che eroga un servizio agli studenti e alle loro famiglie ma anche all'intera comunità. Gli strumenti operativi utili per effettuare la misurazione della qualità della scuola, sono gli indicatori di qualità ovvero fonti informative che rivelano la qualità della Scuola.
Il processo autovalutativo-decisionale
Il processo autovalutativo-decisionale può essere suddiviso in tre fasi o livelli:
- Ricognizione: rilevazione dei dati utili alla descrizione delle caratteristiche salienti dell’Istituto scolastico.
- Interpretazione: analisi delle informazioni raccolte in modo da delineare un quadro dei principali punti di forza e di debolezza.
- Decisione: formulazione di precise strategie d’azione per elevare il livello qualitativo del servizio scolastico.
L’elaborazione degli indicatori si attua nell’ambito della fase di ricognizione. Nel campo dell'istruzione, un indicatore è una statistica rilevata, sistematicamente e periodicamente. Un indicatore consiste nella misura di una variabile che fornisce un'informazione significativa per descrivere e valutare il funzionamento di un intero sistema scolastico.
Gli indicatori possono essere distinti in tre categorie:
- Indicatori di tipo nominale: consentono di classificare gli oggetti e/o di rilevare se un fenomeno è presente o assente.
- Indicatori di tipo ordinale: permettono non solo di classificare un fenomeno, ma anche di ordinarlo in base alla sua intensità.
- Indicatori di tipo metrico: consentono, sulla base di un'unità di misura, non solo di ordinare degli oggetti, ma anche di quantificarne le distanze.
Un’ulteriore classificazione distingue tra:
- Indicatori semplici: rappresentati da un'unica misura; ad esempio, la dimensione media delle classi.
- Indicatori composti: rappresentati dalla somma o dalla messa in relazione di più misure semplici (indici); ad esempio, numero di studenti / numero di computer per la didattica.
Un buon sistema di indicatori della qualità della Scuola richiede le seguenti condizioni: la continuità di rilevazione, l’estensione della rilevazione, l’affidabilità e la possibilità di aggregare i dati. Gli indicatori esprimono misure per valutare la qualità della Scuola; una buona qualità si ha quando il valore degli indicatori migliora costantemente nel tempo, è uguale o superiore alla media del sistema di riferimento e tende al valore massimo.
Il CLIP model
L’uso degli indicatori deriva da un approccio alla “qualità” nato nel campo del management aziendale. La ricerca di un modello universale è problematica, e si configura come realtà complessa caratterizzata tante variabili, da aver bisogno di un modello descrittivo, utile a chiarire le modalità di funzionamento del sistema Scuola più che a spiegarne le cause.
Un modello descrittivo che riporta corrispondenze tra momenti decisionali e momenti valutativi è il CIPP Model. L’acronimo “CIPP” riprende i quattro ambiti di valutazione riferiti ad altrettanti momenti decisionali che contraddistinguono il modello:
- Context
- Input
- Process
- Product
Il modello valuta l’efficacia di un Istituto scolastico in base ai risultati conseguiti (PRODUCT) dai suoi alunni, integrando questi dati con i vincoli del contesto (CONTEXT) nel quale la Scuola opera, le tipologie di risorse (INPUT) di cui dispone e le caratteristiche dei processi (PROCESS) che vengono attivati al suo interno a livello di classe e di Istituto. Il CIPP Model muove da un’idea di valutazione come processo di raccolta di informazioni utili a prendere decisioni circa il programma educativo.
L’approccio del CIPP model classifica gli indicatori in quattro categorie che permettono di sintetizzare le principali dimensioni e aspetti dell’azienda scolastica:
- Contesto: aspetti rilevanti del territorio in cui è inserita la Scuola e delle caratteristiche degli alunni.
- Risorse: dotazioni strutturali, umane e finanziarie.
- Processi: modalità con cui la Scuola si organizza al suo interno ed i fenomeni più significativi della vita scolastica.
- Risultati: esiti dell’azione scolastica.
L'analisi del contesto
È importante conoscere:
- Le caratteristiche del territorio e delle famiglie di provenienza degli alunni.
- I livelli di ingresso degli stessi alunni.
- Organismi o centri che possono integrare l'azione educativa della Scuola.
Esiste una forte relazione tra le caratteristiche del territorio, delle famiglie e della Scuola (contesti sociali) ed i risultati degli alunni. È necessario analizzare il contesto per programmare le opportune attività volte al superamento degli ostacoli sociali e culturali di partenza. In questa ottica, è ugualmente rilevante conoscere i livelli di ingresso degli alunni, sia per la programmazione dell’attività didattica, sia per l’analisi dei risultati finali conseguiti.
Gli indicatori di contesto descrivono le principali caratteristiche dell'area nella quale opera la Scuola sotto l'aspetto culturale, formativo e socio economico, il livello culturale delle famiglie degli alunni ed il loro grado di preparazione. In dettaglio analizzano:
- Livello culturale familiare degli alunni
- Caratteristiche d’ingresso degli alunni
- Qualità dell’immagine esterna
La valutazione del contesto, nel quale opera la Scuola, prevede l’analisi delle caratteristiche degli alunni al momento del loro ingresso nella Scuola. La verifica dei livelli di partenza degli alunni avviene attraverso prove oggettive cui sono sottoposti gli studenti al momento dell’inizio delle attività, in alternativa si fa riferimento all’analisi degli esiti del ciclo scolastico precedente.
Accanto alle valutazioni del ciclo scolastico precedente, vengono utilizzati indicatori che analizzano altri elementi del contesto quali:
- Pendolarismo: percentuale di alunni che impiegano più di 30 minuti per raggiungere la Scuola
- Handicap: percentuale di alunni portatori di handicap
- Lingua madre: percentuale di alunni stranieri
La qualità dell’immagine esterna è la percezione positiva o negativa dell’Istituto da parte dei soggetti che interagiscono con esso. Un indicatore della percezione dell’Istituto è rappresentato dalla percentuale di studenti che hanno presentato domanda di iscrizione per la prima volta dal Distretto o dal bacino d'utenza, rispetto ai potenziali del Distretto. Anche l’andamento delle iscrizioni nell’ultimo triennio è un buon indicatore della attrattività della Scuola.
L'analisi delle risorse
È rilevante per verificare la consistenza e il grado di utilizzazione delle risorse esistenti, confrontando i dati locali con quelli comprensoriali e provinciali. Tipologie di risorse analizzate:
- Risorse strutturali e tecnologiche
- Risorse umane
- Risorse finanziarie
In linea generale, una maggiore disponibilità di risorse umane rispetto agli alunni dovrebbe migliorare i risultati finali; tuttavia, analisi più approfondite dimostrano che al di sotto di una certa soglia di alunni per classe i processi di apprendimento si impoveriscono; pertanto, è importante confrontare i due elementi:
- Numero insegnanti / totale studenti
- Numero unità personale tecnico e amministrativo / totale studenti
Nell’analisi delle risorse umane è rilevante considerare la stabilità delle stesse, che di per sé non costituisce un valore assoluto, ma rappresenta comunque un elemento importante, per verificare la continuità dell’azione didattica. Come indicatori utili all’analisi delle risorse finanziarie è possibile utilizzare il rapporto tra alcune voci di bilancio e il numero di alunni.
L'analisi di processo
Esamina le modalità attraverso le quali la Scuola opera per ottenere i risultati previsti, analizzando dati ed informazioni relativi ai processi messi in atto dalla Scuola nel corso dell’anno scolastico sia per l’aspetto dell’organizzazione che per l’area educativo-didattica:
- Organizzativi (clima scolastico, abbandono)
- Didattici (formazione docenti, attività di recupero, verifiche)
Un indicatore di risultato viene considerato generalmente come una misurazione quantitativa finalizzata alla valutazione del risultato di un individuo, di un gruppo, di un'istituzione o di un sistema. Negli istituti scolastici, un possibile esempio di input è l'accertata capacità cognitiva o la condizione socio-economica di uno studente al momento della sua iscrizione; mentre un output è dato dal voto d'esame al completamento del ciclo di studi.
Con riferimento agli studenti della Scuola secondaria di secondo grado, si propongono quattro indicatori, a cui si aggiungono un indice riassuntivo e un secondo indice che tenta di compendiare in una misura sintetica la qualità delle scuole.