Le scienze della comunicazione
Non esiste una scienza unitaria. Ci sono difficoltà nella definizione del proprio oggetto di studio. Non esiste una sola "idea" di comunicazione, bensì tante idee quante sono le implicate nell’analisi, portando a derivazioni scientifiche e culturali in vario modo. Esiste difficoltà di inquadramento dell’oggetto empirico, che è confuso entro un arco assai variabile che spazia dalla "onnicomprensività" del paradigma informazionale, che comprende anche gli scambi tra macchine, alla "selettività" del paradigma relazionale, che considera pienamente comunicativo soltanto quel processo in cui si raggiunga la formulazione di un’unità sociale a partire dai singoli individui.
Ostacoli al disegno di una "mappa scientifica" della comunicazione
- L’esasperante eclettismo degli approcci scientifici
- Le particolari caratteristiche dell’oggetto-comunicazione
- Idiosincrasie cognitive radicate nell’evoluzione culturale del nostro secolo (che richiedono più fede che verifica scientifica)
Competenza comunicativa: la capacità di produrre e comprendere messaggi nell’interazione comunicativa.
Modifiche strutturali dei flussi comunicativi
- Aumento straordinario della facilità di accesso (incremento della competenza comunicativa)
- Moltiplicazione dei canali comunicativi e la semplificazione e automazione del loro funzionamento
- Ampiezza inusitata del raggio di azione
Comunicazione: rendo comune, unisco, notifico, prostituisco.
L’elaborazione di autonomi paradigmi scientifici per la comunicazione ha dovuto scontare contemporaneamente due circostanze traumatiche:
- La moltiplicazione generalizzata delle possibilità comunicative
- Le cesure culturali del Novecento che - tramontate le certezze positiviste - hanno sottoposto a revisione e crisi profonda tutti i paradigmi scientifici. Il tentativo di disegnare un profilo preciso per gli studi sulla comunicazione non è quindi segnato da un "normale" avvicendamento di paradigmi, ma piuttosto dalla brusca confluenza di riferimenti epistemologici diversi.
Due diversi atteggiamenti conoscitivi:
- Mantenimento di solide fondazioni, senza verificare del tutto le loro capacità di effettiva reazione al "nuovo mondo" e comunque precludendo all’analisi porzioni importanti della realtà, non afferrabili con una strumentazione "pesante"
- Edificazione di modelli originali, decisi a raccogliere la sfida dei tempi, ma perciò stesso in perenne difficoltà rispetto alla solidificazione di una base stabile
Communication research: Stati Uniti anni ‘20; punto d’incontro tra vari contributi e le più disparate risorse. Insieme agli incontri fecondi tra apporti complementari, non potevano mancare i contrasti tra le varie discipline intorno alle formule, le definizioni, le demarcazioni. Merito indiscutibile di essere riuscita a stratificare con il tempo un settore scientifico con fisionomia propria. Attenzione ai fenomeni macrocomunicativi. Influenza neopositivista, della psicologia comportamentista; interpretazione generale come "fatto sociale" esterno all’uomo edella comunicazione come flusso massificato, quindi inquadrabile come processo astratto, riconducibile a formule fisico-matematiche ed applicabile ai più svariati ambiti.
L’esplosione del sistema comunicativo ha contribuito quindi a creare uno spazio scientifico nuovo, ma anche a perpetuare i vizi della communication research: sbilanciamento dell’attenzione verso i grandi apparati comunicativi, fenomeni macrocomunicativi e incapacità di separare la chiave specifica degli studi sulla comunicazione dalla sua dimensione di evento di massa. L’evidente consonanza tra la formazione di un contesto specifico di ricerca e l’attenzione prevalente per le grandi comunicazioni ha favorito e rinsaldato l’idea che la comunicazione contemporanea coincida essenzialmente con la comunicazione di massa. Sbandamento ideologico che porta ad interpretare in chiave di presenza sociale essenzialmente invasiva e massiccia; radicalizzazione della discriminante tra micro e macrocomunicazione, che copre le contraddizioni analitiche anziché contribuire a risolverle.
La crescita del sistema delle comunicazione di massa ha messo in risalto l’uso prevalentemente propagandistico che ne è stato fatto dai regimi dittatoriali. Questo porta a una connotazione della comunicazione come processo essenzialmente strumentale e volontario - bullet theories - con il requisito della volontarietà insistentemente ed esclusivamente riferito al comunicatore.
Comunicazione
- Procedimento: entità fissa, processo sociale determinato attraverso cui attivare scambi al livello dell’azione sociale o veicolazione del pensiero
- Costruzione di senso: entità mobile, luogo dell’azione sociale in cui lo scambio è più impegnativo e prevede la costruzione reciproca dei significati selezione attraverso i processi di rifiuto e condivisione dei contenuti
Per Statera: communication research = studio integrato, a livello sociale, culturale e psicologico, del processo della comunicazione e degli effetti dei mass media sul pubblico. Linguaggio: un codice, - umani (verbali e non) o animali - che trasmettono, conservano ed elaborano informazioni. Se si considera il linguaggio come medium è possibile attribuire alla comunicazione lo status di processo generale in cui il linguaggio è manifestazione particolare, sotto l’aspetto della costruzione, regolazione ed interpretazione dei messaggi. Designando l’insieme dei codici linguaggio come (e soprattutto riconducendovi anche fenomeni espressivi ipocodificati) si ripropone invece una tendenziale identificazione del linguaggio con la comunicazione - informazionalismo - ipostatizzazione del ruolo delle componenti informazionali nell’interazione dell’organismo con l’ambiente e con se stesso, facendolo coincidere con l’interazione stessa.
Umberto Eco - 1965 - decodifica aberrante
- Incomprensione o rifiuto del messaggio per assenza di codice (il messaggio è segnale fisico non decodificato o "rumore")
- Incomprensione del messaggio per disparità di codici (il codice dell’emittente non è ben compreso dal destinatario)
- Incomprensione del messaggio per interferenze circostanziali (il codice dell’emittente è compreso dal destinatario ma è modellato sul proprio "orizzonte di attesa")
- Incomprensione per delegittimazione (il codice dell’emittente è compreso dal destinatario ma il senso viene stravolto per motivi ideologici)
Guerriglia semiologica = decodifica intenzionalmente divergente. Eco subordina la comunicazione alla significazione, poiché la significazione è immanente a qualsiasi atto comunicativo.
Goffman
- Ritiene che il numero delle funzioni del linguaggio è pari alle situazioni che l’uomo può inventare
- La comprensione dell’atto linguistico è determinata anche dalla cultura e dal contesto di riferimento
- Distinzione tra il significato di una frase e l’uso che ne fa il parlante
- Nozione di frame (schema interpretativo che dà senso ad un flusso di eventi)
Movimento cognitivista
Valorizza il ruolo della comunicazione nella formazione della personalità, nella determinazione della condotta umana e nello svolgimento dei processi mentali e delle esperienze interiori. Ha focalizzato i principali filoni di ricerca sulla percezione, l’attenzione, la memoria, il ragionamento (problem solving) e soprattutto il linguaggio. Sotto l’influenza della teoria dell’informazione e della cibernetica, si ha un modello dell’organismo umano come sistema complesso, assimilando il funzionamento della mente umana ad un sistema comunicativo "informazionale" (servomeccanismi).
Sociologia: analisi dei sistemi comunicativi nel loro complesso e delle loro funzioni all’interno della società. Indaga soprattutto le condizioni sociali, economiche e culturali nelle quali hanno luogo soprattutto le operazioni di produzione, diffusione e ricezione dei messaggi.
Ricerche e contributi fondamentali
- Lasswell: primo tentativo sistematico di analisi delle tecniche di persuasione nel 1927; adottò per primo la tecnica di rilevazione "content analysis"; studio dell’influenza politica, della comunicazione su questioni politiche e ideologiche e sui canali attraverso i quali i leader politici esercitano la loro influenza.
- Carl Hovland: affrontò i problemi legati alla comunicazione e alla persuasione durante la II guerra mondiale; "nuova retorica scientifica": una serie di precetti e di accorgimenti tesi a rendere più convincente il messaggio.
- Katz e Lazarsfeld: ricerche sull’influenza personale nelle comunicazioni di massa. Le categorie e i metodi di indagine sono propriamente sociologici: questionario, variabili di tipo demografico o socioeconomico. I risultati principali possono essere condensati nella scoperta del Two step flow ("flusso di comunicazione a due fasi") e nella valorizzazione del ruolo degli opinion leaders all’interno del processo comunicativo, diviene apprezzabile il ruolo degli atteggiamenti, non più riferibili in maniera diretta alla semplice "esposizione".
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