Madame de Staël (1766-1817)
Madame de Staël nasce a Parigi nel 1766 e si forma nel salotto di sua madre frequentato da numerosi illuministi. Giovanissima inizia a leggere Montesquieu, Voltaire e Rousseau e il suo pensiero è fortemente influenzato da suo padre Jacques Necker. Si sposa con l’ambasciatore di Svizzera a Parigi e allo scoppio della Rivoluzione si entusiasma per il nuovo spirito di libertà; il Terrore l’obbliga a rifugiarsi in Svizzera dove pubblica le opere che hanno segnato tutta la generazione romantica. Ritorna in Francia nel 1797, ma le sue critiche a Napoleone la costringono a lasciare nuovamente la Francia. La Restaurazione mette fine al suo esilio e nel 1817 riapre il suo salotto parigino dove si discute delle idee liberali.
Le opinioni di Madame de Staël si fondano sulla cultura illuminista. Divisa dalla nuova sensibilità delle opere di Rousseau approfondisce lo studio della filosofia e letteratura tedesche. Poiché ha saputo creare un ponte tra il razionalismo e la spiritualità romantica, Madame de Staël è definita una preromantica.
Opere principali
Nel suo saggio “De la literature” del 1800, Madame de Staël analizza l’ascendente della religione, dei costumi e delle leggi sulla letteratura e l’influenza di quest’ultima sulla società. L’opera, influenzata dalla cultura illuminista, riprende le idee di un progresso costante che conduce le arti verso la perfezione e l’effetto dell’ambiente e del clima sullo sviluppo delle differenti letterature. Da qui Madame de Staël deduce la superiorità delle civiltà del Nord.
Madame de Staël si è spesso interrogata sul ruolo della donna nella società, in particolare se si trattava di una donna istruita con l’ambizione di scrivere. Delphine e Corinne sono dei modelli di superiorità, ma sono destinate al dolore e all’insuccesso. Madame de Staël analizza con acutezza il disprezzo ironico di cui le due donne sono vittime. Le due eroine sono donne libere e combattive che soffrono per amore e lottano contro i pregiudizi sociali.
“De l’Allemagne” (1810), studio degli usi e costumi e manifesto e manuale di letteratura, è divenuto ben presto celebre in tutta Europa. Qui l’autrice celebra il pensiero e la tradizione tedesca e la oppone alla cultura del sud poco incline al sogno e alla meditazione. Madame de Staël analizza tutto ciò che ha contribuito allo sviluppo dello spirito romantico e propone un rinnovamento poetico che si possa applicare alla letteratura francese, rimpiazzando la ragione con l’ispirazione e il mito della perfezione classica con le seduzioni del Medioevo cristiano. Il saggio si compone di quattro parti. La prima è una descrizione della società tedesca, la seconda è un confronto tra lo spirito francese fondato sul rigore e l’anima tedesca dominata dalle forze delle passioni; la terza è una critica all’Illuminismo e un elogio della filosofia idealista; l’ultima parte elogia la poesia tedesca rispetto alla sterilità poetica francese.
Benjamin Constant (1767-1830)
L’esistenza di Benjamin Constant è caratterizzata dalla versatilità e dalla contraddizione. All’inizio del XIX secolo è uno degli uomini politici più importanti della Restaurazione. Nato a Losanna, riceve un’educazione cosmopolita. I suoi numerosi viaggi, la vita sentimentale tumultuosa e una brillante carriera politica si riflettono nelle sue opere. Viaggia in tutta Europa a fianco di Madame de Staël, con la quale intrattiene una relazione burrascosa fino al 1808.
Attività politica
La sua attività politica è caratterizzata dalla passione e dal doppio gioco: nonostante l’ostilità a Napoleone, durante i cento giorni, si fa nominare Consigliere di Stato. Dopo la sconfitta di Waterloo, si rifugia a Londra, dove pubblica “Adolphe”; al suo ritorno in Francia i suoi scritti politici ne fanno uno dei teorici del pensiero liberale. Constant difende la monarchia costituzionale, che prevede due camere e il suffragio censitario maschile e lotta per la libertà di stampa, pensiero ed espressione.
Opere principali
Le sue opere sono in gran parte autobiografiche. Interessante è “Cecile”, la storia di un uomo diviso tra due donne; Cecile rappresenta sua moglie, mentre Madame Malbée è Madame de Staël. Anche l’“Adolphe”, una delle sue opere più importanti, contiene molti elementi autobiografici.
L’“Adolphe”, redatto nel 1806, è uno dei primi esempi di romanzo d’analisi, una confessione alla prima persona dove l’autore analizza a fondo i sentimenti, le riflessioni, i dubbi dell’eroe-narratore piuttosto che le vicissitudini della sua esistenza. Come Madame de Staël anche Constant è diviso tra la razionalità illuminista e la sensibilità romantica. La precisione con cui descrive le sfumature dei sentimenti deriva dall’unione tra una lingua classica e un’attenzione per l’introspezione.
François-René de Chateaubriand (1768-1848)
Chateaubriand è il primo rappresentante del romanticismo francese, perché è stato uno dei primi autori a seguire la strada dell'introspezione e del lirismo. Nato a Saint-Malo, a vent’anni si trasferisce a Parigi dove è introdotto alla corte e negli ambienti letterari. Dal suo soggiorno in America, nel 1791, nasce “Voyage en Amerique”: racconto autobiografico ma fortemente romanzato. Rientrato in Francia allo scoppio della rivoluzione, prende le difese della monarchia, ma è costretto a rifugiarsi in Inghilterra. Rientra clandestinamente nel 1800 e si afferma con il racconto “Atala” (1801) e “Génie du Christianisme” (1802).
Carriera e opere
Viene nominato ambasciatore a Roma da Napoleone; ma i rapporti tra i due sono difficili e Chateaubriand riprende i suoi vagabondaggi verso l’Oriente. Sotto il regno di Luigi XVIII che la sua carriera politica si fa brillante. Durante la Rivoluzione del luglio 1830, abbandona la politica e si dedica alla scrittura di “Memoires d’autre-tombe”.
“Atala” illustra l’armonia della religione cristiana con la natura e le passioni del cuore umano. Si tratta di una storia d’amore tra due indiani, di religione diversa; apprezzata soprattutto per il decoro esotico e la tragedia di un amore impossibile, che ha soluzione solo nella morte. In “Génie du Christianisme” tenta di dimostrare che il Cristianesimo viene da Dio, perché egli è eccellente. Con questo obiettivo, egli si interessa in particolar modo ai contributi artistici della religione cristiana, confrontandoli a quelli delle civiltà antiche e pagane. L'idea principale dell'opera è infatti che "solo il Cristianesimo spiega il progresso nella letteratura e nell'arte". Chateaubriand rimprovera agli scrittori del XVIII secolo (filosofi dei Lumi) di non aver conosciuto Dio.
“René”, apparso nel 1802 in “Génie”, ne è stato distaccato tre anni più tardi. Ormai è unito ad “Atala” di cui costituisce il seguito. Nell’intenzioni dell’autore l’episodio doveva essere l’esempio del potere di una religione, capace di guarire i mali del mondo. Nel racconto in parte autobiografico “René”, il protagonista incarna sia l’eroe romantico sia il male del secolo. L’eroe romantico è un giovane annoiato, la cui sensibilità estrema lo conduce a isolarsi per ammirare la natura selvaggia. L’inquietudine e il male di vivere spesso lo conducono alla disperazione e talvolta al suicidio. L’amore totale e passionale sembra essere irraggiungibile, perché si tratta di donne sposate o creature indifferenti all’amore. Se l’eroe invece è amato, talvolta egli risulta incapace di provare sentimenti. Quindi non gli resta che rifugiarsi nella religione, il sogno e l’introspezione.
Il mal de siècle è una mescolanza di incapacità di agire, di noia e disperazione che caratterizza tutta la generazione romantica, i cui rappresentanti non si sentono a loro agio nell’epoca in cui vivono. “Memoires d’autre-tombe” testimoniano la coscienza dell’autore di fronte a un mondo che cambia. Intraprende la storia delle sue idee e dei suoi sentimenti piuttosto che della sua vita. La memoria è per lui qualcosa che ci fa vivere il passato. L’autore non rispetta sempre la verità dei fatti e trasforma la sua esistenza in un’opera d’arte. Un giudizio personale sui fatti e sui personaggi si sovrappone a una descrizione oggettiva e a un fedele autoritratto. Possiamo dividere la produzione di Chateaubriand in tre fasi: tempo della passione (“Atala” e “René”), tempo della fede (“Génie”), tempo della memoria (“Memoires d’autre-tombe”).
Alphonse de Lamartine (1790-1869)
Lamartine, nato a Mâcon, si ispira a Rousseau, Chateaubriand e Madame de Staël. Una storia d’amore, nel 1816, con una donna sposata è all’origine della sua prima raccolta “Méditations poétiques”, il suo più grande successo letterario e capo fila della poesia romantica. Durante la Restaurazione intraprende la carriera diplomatica e compie un viaggio in Oriente, durante il quale sua figlia muore e il suo sentimento religioso viene messo a dura prova.
Carriera politica e letteraria
Ha un ruolo importante nella rivoluzione del 1848 e durante la II Repubblica diventa membro del governo. Il colpo di Stato di Napoleone III mette fine alla sua carriera politica. Lamartine ritorna alla poesia per lasciare una sorta di testamento e redige delle opere destinate al grande pubblico: si tratta di opere storiche o di biografie. Le prime raccolte di versi di Lamartine sono legate ai grandi temi della sensibilità romantica: la presenza dell’io poetico che descrive il suo amore, le sue riflessioni e i suoi sentimenti, la natura che riflette l’anima del poeta, e un sentimento religioso impregnato di misticismo. La natura è il riflesso della sensibilità, un rifugio contro i mali del mondo, un invito alla meditazione e la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio. La natura romantica è un paesaggio selvaggio e deserto, che si contempla la notte. Contemplando la natura l’uomo si rivolge a Dio, perché essa rappresenta il Creatore in persona. Le “Méditations” ottengono un tale successo che l’anno della loro pubblicazione, il 1820, è indicato come l’anno di nascita del Romanticismo francese.
Dopo aver approfondito i temi del Romanticismo si mette al servizio della democrazia e della giustizia. In un saggio, sottolinea la funzione civilizzatrice della poesia; il poeta si incarica di una missione sociale, quella di educare il popolo alle verità dell’amore, della ragione, dei sentimenti.
George Sand (1804-1876)
George Sand è stata una donna che s’è battuta per i deboli e ha rivendicato il diritto alla passione criticando il matrimonio. Ha passato la sua infanzia a Nohant, a 18 anni si sposa, ma lascerà il marito per installarsi a Parigi e consacrarsi alla letteratura. Il suo comportamento anticonformista e le idee vicine al cattolicesimo sociale ne fanno uno scandalo vivente per la morale borghese. I suoi primi romanzi sono un elogio della passione romantica contro la tradizione e i pregiudizi dei benpensanti.
Produzione letteraria
Dal 1840 si occupa di questioni sociali e si schiera in favore dei contadini di Nohant. Le opere “La mare au Diable” e “La Petite Fadette” sono dei classici della letteratura dell’infanzia. La produzione di Sand si divide in tre fasi: il periodo romantico, dominato dal tema della posizione della donna nella società, dal tema del matrimonio e la possibilità di divorziare; il socialismo mistico e, infine, i romanzi campestri situati in un quadro rurale, innocente e selvaggio. Sand ha sempre ricercato un’arte popolare che s’indirizzasse a tutti. I suoi romanzi campestri brulicano di creature provenienti dalle leggende contadine che lei ascoltava da bambina. Questa attenzione per le tradizioni culturali del suo paese natale fanno di Sand il primo scrittore regionalista francese.
Il suo primo romanzo, “Indiana”, riporta numerosi elementi autobiografici e l’autrice rinuncia all’egoismo e agli abusi del potere degli uomini. Le prime opere di Sand, ricche di sentimenti tipici del romanticismo, appaiono spesso prolissi.
Alfred de Musset (1810-1857)
Alfred de Musset è stato un talento precoce della poesia e del teatro romantico. Nato a Parigi, frequenta prestissimo gli ambienti romantici diventando amico di Hugo, Vigny e Lamartine. A 19 anni, pubblica “Contes d’Espagne et d’Italie” (1829), versi caratterizzati dal pittoresco e l’amore passione. La sua prima commedia “La notte veneziana” è un insuccesso, ma Musset continua a scrivere testi teatrali destinati più alla lettura che alla rappresentazione. Dopo la pubblicazione di “Rolla” (1833) conosce George Sand e tra i due inizia una grande storia d’amore tra gelosie, rotture e riconciliazioni. Questi anni sono però i più fertili sul piano letterario. Il fisico minato da un’esistenza disordinata e solitaria lo conduce verso una morte nell’oblio.
Opere principali
Musset ha sofferto molto per amore e le sue relazioni turbolenti si sono ripercosse sulle sue opere, infatti “Les Nuits” sono nate dalla delusione sentimentale dell’autore. L’autore dà prova di un’ironia pungente quando attacca i luoghi comuni della letteratura romantica. In “Rolla”, Musset esprime la dolorosa tensione tra dissolutezza e purezza. Il protagonista è un vero e proprio eroe romantico che non sa adattarsi alla società in cui vive e finisce per suicidarsi.
Dal 1835 al 1837, Musset compone il suo capolavoro lirico “Les Nuits” (Nuits de mai, d'août, d'octobre, de décembre) sui temi connessi tra loro del dolore, dell'amore e dell'ispirazione. Le Notti formano un itinerario diviso in 4 tappe. La lacerazione dopo la rottura e l’impossibilità di esprimerla: la lirica abbandona il poeta; le parole ritornano marcate dall’esperienza della solitudine; la frenesia cerca di sconfiggere il dolore prima della guarigione dove il poeta ritrova la sua lirica e può rimettersi a scrivere dei versi. Le opere teatrali di Musset hanno per tema le dispute dell’amore. L’apparente leggerezza del suo teatro nasconde tuttavia una vena pessimista e tragica. Il suo dramma più celebre è “Lorenzaccio” (1834). Il protagonista è eroico e dissoluto insieme, deluso dalla vita e dall’amore, incapace di rinunciare al vizio, ma sempre alla ricerca di un gesto che lo possa riscattare.
Théophile Gautier (1811-1872)
Théophile Gautier è stato uno scrittore, poeta, giornalista e critico letterario francese. Compie i suoi studi a Parigi e frequenta i romantiques frénétiques e nel 1830 partecipa alla battaglia d'Hernani, dove, vestito di un gilet rosso ciliegia, simbolo provocatorio ed antiborghese, si fa notare tra i difensori di Hugo. Si dedica alla scrittura di romanzi, racconti, pièces teatrali e articoli e raggiunge la notorietà con il romanzo “Mademoiselle de Maupin” (1836). Durante il secondo Impero, abbandona le passioni letterarie della giovinezza e si consacra al culto di un’arte pura, diventando il capo di una scuola che si oppone ai romantici (l’arte per l’arte).
Contributi letterari
Per Gautier l’arte non è legata alla morale o alla società, ma possiede un valore intrinseco che si nutre di citazioni tratte da opere del passato, che lo scrittore riprende e interpreta con ironia. L’arte deve essere un atto gratuito indipendente dalla conoscenza e legata piuttosto a delle suggestioni visive. Col capolavoro “Émaux et Camées” Gautier diventa il capo della scuola antiromantica, accordando grande importanza alla vista e al tatto. Dal 1850 la perfezione della forma diventa la principale preoccupazione dei poeti, che si considerano prima di tutto artigiani dei versi. Le teorie di Gautier sull’arte sono state un punto di riferimento per molti movimenti letterari successivi come il Parnassianesimo.
Nel racconto fantastico “La Morte amorosa” Gautier affronta temi come il vampirismo, lo sdoppiamento della personalità e il sonnambulismo. Gautier espone le sensazioni dei personaggi e gli avvenimenti facendo emergere dal racconto l’elemento fantastico, con l’imparzialità di uno scrittore realista. Il soprannaturale e l’irrazionale sono considerati il volto nascosto della realtà.
Victor Hugo (1802-1885)
Hugo è un monumento della letteratura francese e ha conosciuto sei regimi politici: inizia la carriera sotto la Restaurazione, si afferma durante il regno di...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.