La scrittura cinese
La scrittura cinese non è mai stata presa in considerazione nel passato anche se è sempre stato importato materiale (e si presuppone ci siano state scritte sopra i pacchi) dalla Cina stessa, eppure si analizzò la scrittura cinese quando vennero importati i primi libri nel XVI secolo.
Ideogrammi o no?
I caratteri cinesi, secondo gli studiosi, non esprimono lettere o parole ma concetti e nozioni, così vennero chiamati ideogrammi (si pensava che non richiamassero per niente la fonetica, ma semplicemente idee); venne poi smentita questa idea, considerando i caratteri cinesi la vera e propria lingua cinese e non solamente "idee", sostenendo inoltre che non basta saper scrivere e leggere i caratteri cinesi per parlare tra due differenti popoli cinesi, ma serve anche un minimo di apprendimento siccome non basta guardare i caratteri per capire. Inoltre, i caratteri cinesi possono venire letti da tutte le popolazioni cinesi, anche se leggono in maniera differente a causa dei differenti dialetti.
Direzione della grafia
Un tempo veniva scritto dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra, ora si usa la scrittura in orizzontale sempre da sinistra verso destra, tipologia utilizzata dalla Repubblica Popolare Cinese (1949). Ogni carattere corrisponde a una sillaba e a un'unità semantica minima: è un segno minimo. Il cinese è una lingua sillabica. Nel cinese, vi è la corrispondenza uno ad uno dei termini con le parole dell’espressione orale in una lingua data.
Bambino italiano e bambino cinese alle prese con la scrittura e l’insegnamento
Un bambino italiano deve distinguere ed associare ai suoni corrispondenti solo 21 forme grafiche, dopodiché sarà in grado di leggere e interpretare tutte le parole scritte in italiano, avendo così accesso a tutto il vocabolario della sua lingua parlata in un sol colpo. Un bambino italiano impara a leggere non prima dei 4 anni. In Cina, non appena un bambino cinese è in grado di parlare può riconoscere un carattere, metterlo in relazione con una forma orale, sapere cosa significa: egli può veramente leggere alcuni caratteri fin dall’età di 2 anni. Ma non gli servirebbe a molto saper leggere un carattere per ogni sillaba che sa pronunciare, giacché una stessa sillaba può riferirsi a significati diversi e per ciascuno di questi verrà scritta in maniera diversa. Il bambino dovrà imparare più di mille caratteri per leggere testi semplici, e se incontrerà un carattere sconosciuto non sarà in grado di dedurne dall’aspetto né la pronuncia, né il significato.
Sillabe e caratteri
Nella pratica di questa lingua è possibile comunicare un messaggio per mezzo di un unico carattere, mentre una sillaba isolata è raramente comprensibile. Quando i cinesi non riescono a esprimersi in modo chiaro, tracciano sul palmo della loro mano i caratteri corrispondenti.
Comprensione del messaggio
Quando si parla, l’accento, le indicazioni fornite dalla situazione e l’intonazione contribuiscono alla comprensione del messaggio.
Omonimi
In cinese, come in altre lingue, gli omonimi sono una ricca maniera per i racconti comici; ma nel parlato comune si incontrano raramente ambiguità rilevanti. Nella lingua scritta il problema degli omonimi non si pone, proprio perché sono rappresentati da caratteri diversi. Il cinese antico comprendeva senza dubbio un numero molto maggiore di sillabe diverse rispetto al cinese moderno: gli omonimi erano quindi molto meno frequenti.
Segno minimo, unità minima
Quando parliamo di ‘segno minimo’ a proposito di un carattere, non si tratta dunque né del significante (la grafia) né del significato (il senso) ma del rapporto dell’uno con l’altro e della relazione dell’insieme composto da entrambi con una sillaba specifica.
Conoscere o indovinare il significato?
Il significato di un carattere è indipendente dagli elementi grafici che lo compongono: per capire il senso di un carattere non è sufficiente guardarlo, è necessario sapere a priori quale sia il suo significato, sapere ad esempio che la grafia ‘donna sotto un tetto’ si legge an e significa ‘pace, serenità’. Ciò non toglie che un cinese, quando incontra un carattere che non conosce, cerchi di indovinare, di immaginare di che parola si tratti, e spesso ci riesca.
Yangrou, scritto con i caratteri yang (montone) e rou (carne) significa ‘carne di montone’ ma questo meccanismo non si applica regolarmente, ad esempio con i due caratteri dong (est) e xi (ovest) si scrive la parola dongxi (cosa). A volte sono scritte con caratteri il cui significato ha qualche relazione con quello della parola composta, senza tuttavia che l’analisi dei singoli caratteri dia conto in maniera esaustiva e univoca del significato della parola.
Monosillabica o disillabica?
Spesso si dice che il cinese è una lingua monosillabica, sostenendo che ogni parola cinese è composta da una sola sillaba, il che però non risponde alla verità. Per parola, intendiamo tutto ciò che è delimitato da due spazi vuoti, ovvero un carattere. D’altra parte, poiché ogni carattere corrispondeva a una sillaba, si è giunti per deduzione a ritenere monosillabiche le parole cinesi. Nelle opere teatrali, così come nel discorso familiare, le parole monosillabiche possono superare il 50% del totale complessivo, e nei testi descrittivi contemporanei letterari o scientifici invece la maggior parte delle parole è disillabica, al contrario della scrittura wényan che trattava quasi tutti monosillabi. Le sillabe non costituiscono tutte elementi sintattici autonomi e di identico valore funzionale.
Dinastia Han e caratteri
I caratteri, a partire dalla dinastia Han, hanno una forma canonica detta kaisbu, ‘stile regolare’. La forma dei tratti deriva in gran parte dall’uso del pennello, distinguendo:
- Tratto orizzontale e verticale
- Il ‘punto’ (un segmento molto corto)
- L’uncino
- Gli obliqui
Tuttavia i principi che essi hanno stabilito per quel che concerne la direzione dei tratti vengono tuttora rispettati, qualunque sia lo strumento con cui si scrive.
Ordine dei tratti e degli elementi
L’aspetto di un carattere deriva dalla sequenza dei tratti, tracciati in un determinato ordine, per questione di leggibilità e chiarezza. Il mancato rispetto dell’ordine dei tratti viene considerato un errore di ortografia.
- Da sinistra verso destra
- Prima tratti orizzontali e poi verticali
- Se l’estremità di uno termina su un altro, prima il primo e poi il secondo
- Quando un carattere è racchiuso in uno spazio, prima di chiudere lo spazio va riempito
Vi sono tuttavia numerose eccezioni che non rispettano questi punti.
Caratteri semplici/complessi
Possiamo suddividere i caratteri in 3 classi a seconda che siano:
- Forme semplici
- Forme complesse
- Forme complesse che contengono un elemento dotato di valore fonico
Le forme semplici
Le grafie attuali dei caratteri non evocano spontaneamente nulla di concreto. Al massimo vi si può leggere la traccia di un profilo o di qualche caratteristica specifica dell’oggetto. Tuttavia, le linee tracciate hanno un potere evocativo e concreto.
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