Igiene ed educazione sanitaria
Corso di laurea in scienze della formazione primaria
Docente: Paolo Marinelli
Anno Accademico: 2007/2008
Argomenti del corso
- Definizione, contenuti ed obiettivi dell’igiene: concetto di salute globale; livelli di prevenzione; educazione alla salute.
- L’epidemiologia come strumento di studio delle malattie infettive e cronico-degenerative: le metodologie epidemiologiche; agenti patogeni e fattori di rischio.
- Epidemiologia generale delle malattie infettive: cause, sorgenti, serbatoi, veicoli e vettori d’infezione; modalità di contagio; malattie endemiche e malattie esotiche; epidemie e pandemie.
- Profilassi generale delle malattie infettive: notifica; accertamento; isolamento e misure contumaciali.
- Profilassi immunitaria delle malattie infettive: vaccini, sieri ed immunoglobuline; calendari vaccinali.
- Epidemiologia e profilassi di malattie a diffusione aerea: influenza; meningiti.
- Epidemiologia e profilassi di malattie esantematiche: morbillo; rosolia.
- Epidemiologia e profilassi di malattie a trasmissione fecale: epatite A, poliomelite, febbre tifoide.
- Epidemiologia e profilassi di malattie a trasmissione ematica: epatiti B, C e Delta; AIDS.
- Epidemiologia e profilassi di malattie a patogenesi tossinfettiva: difterite; tetano.
- Igiene degli ambienti confinati: inquinamento indoor; fattori fisici, chimici e biologici del microclima; benessere ambientale.
- Igiene degli alimenti e della nutrizione: principi alimentari; educazione alimentare; metodi di conservazione degli alimenti; tossinfezioni alimentari.
- Igiene dell’acqua: ciclo dell’acqua; approvvigionamento e distribuzione; potabilità.
- Igiene dell’aria: composizione e proprietà fisiche; inquinamento outdoor.
Igiene
Definizione
È una branca della medicina finalizzata a promuovere e conservare la salute del singolo e della collettività. Essa è una scienza che si è evoluta nel tempo, trasformandosi da individuale in pubblica e quindi in sociale.
Contenuti
Si occupa di studiare i fattori di rischio e le cause di malattia e prevenire le esposizioni.
Obiettivi
Il suo obiettivo primario è che ogni individuo nasca sano e mantenga sano e inalterato lo stato di salute.
Concetto di salute globale
L’O.M.S. definisce la “salute” come “lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale” e non solo l’assenza di malattia. È un traguardo, è una salute ideale e non reale in quanto il completo benessere non è molto raggiungibile, ci si può solo avvicinare. Inoltre, il benessere fisico è molto più facile da raggiungere rispetto a quello psichico e sociale.
Livelli di prevenzione
La prevenzione (nata nel 1400) è un insieme di attività e opere attuate al fine di promuovere e conservare lo stato di benessere e di evitare l’insorgenza delle malattie. Ci sono tre livelli di prevenzione a seconda degli obiettivi e dei tempi di intervento:
- Prevenzione primaria: È quella che interviene nel periodo pre-patogenetico ed ha per oggetto l’individuo sano non solo clinicamente ma anche biologicamente; in questo modo si determina nel tempo la riduzione dell’incidenza delle malattie. È quella fatta dai legislatori attraverso vaccini.
- Prevenzione secondaria: È una specie di screening il cui obiettivo è la scoperta e la guarigione dei casi di malattia prima che essi si manifestino clinicamente; il suo strumento è la diagnosi precoce, in questo modo si determina una riduzione della mortalità non sull’incidenza delle malattie.
- Prevenzione terziaria: Il suo obiettivo è quello di impedire l’invalidità nelle persone già ammalate, quindi essa entra in campo nel periodo post clinico e si identifica con la riabilitazione o rieducazione e con la prevenzione delle ricadute.
Epidemiologia
È una branca dell’igiene che studia come una malattia si distribuisce in una popolazione al fine di individuare le cause e i fattori che ne determinano l’insorgenza; deriva dal greco e significa “discorso su una malattia del popolo”. È nata a metà dell’800 in Inghilterra con Snow che voleva studiare l’epidemia del colera e si accorse che partiva dalle condotte di acqua inquinata e stagnante.
Le metodologie epidemiologiche
La metodologia epidemiologica si basa su due livelli:
- Epidemiologia osservazionale: Essa studia la distribuzione delle malattie nella popolazione in base al tempo e allo spazio e anche le caratteristiche delle persone colpite. Questi studi permettono di avere un quadro generale sul fenomeno in esame. Lo studio da eseguire è di tipo descrittivo con il quale è possibile definire dove si manifesta una determinata condizione di salute o di malattia, quando si manifesta e chi viene colpito. Questi studi si basano sulla raccolta e sull’analisi da dati provenienti dalle statistiche correnti o dati ufficiali. E si divide a sua volta in descrittiva e analitica.
- Epidemiologia sperimentale: Verifica, invece, la validità di ipotesi formulate negli studi di epidemiologia osservazionale attraverso interventi quali bonifiche ambientali, vaccini.
Fattori di rischio
La capacità di un oggetto, sostanza, alimento, ambiente, ecc., di arrecare danno viene definita come pericolo. Il rischio esprime la probabilità che tale danno si verifichi ossia che un pericolo si estrinsechi. Esempio: un recipiente contenente un veleno rappresenta un pericolo; se ben custodito in un luogo non accessibile è improbabile che tale pericolo si trasformi in rischio ed è difficile che arrechi un danno. Il rischio può essere espresso dalla seguente formula: R = D x P (R = rischio D = danno P = probabilità). Quindi con il termine fattore di rischio si indica una condizione vale a dire tutto ciò che risulta associato con la malattia oggetto di studio; cioè tali fattori aumentano la probabilità di contrarre una determinata patologia. Tuttavia, la malattia può manifestarsi anche in loro assenza e la loro presenza non comporta necessariamente la malattia (causa non necessaria e non sufficiente).
Epidemiologia delle malattie infettive
Le malattie infettive vengono studiate e classificate dall’epidemiologia in base alla distribuzione spaziale e geografica, all’andamento cronologico e alla distribuzione demografica. Secondo un rapporto O.M.S. del 1996 le malattie infettive sono ancora la prima causa di morte prematura sul Pianeta. Inoltre, secondo la distribuzione una patologia infettiva viene definita:
- M. sporadica: Se si presenta con casi rari senza tendenza a diffondersi (es. tetano).
- M. endemica: Quando è presente costantemente in un determinato territorio (es. varicella, morbillo, tubercolosi) e solo in quel territorio può essere contratta; si presenta a volte in modo sporadico.
- M. epidemica: È il contrario della sporadica, molti casi si concentrano in un luogo e i casi sono legati tra loro, cioè traggono origine da un comune fattore eziologico (es. tifo, colera).
- Pandemia: Si ha quando un’epidemia si diffonde ad almeno due continenti (es. influenza, AIDS).
- Esotica: Non è presente in Europa ma solo nei paesi esotici; si può però importare e può essere solo epidemica (es. malaria, febbre gialla).
Agenti patogeni
Gli agenti patogeni per la specie umana sono:
- Batteri: Sono esseri piccoli visibili a volte al microscopio. Sono esseri unicellulari e quindi sono anche molto resistenti a varie temperature; ci sono di diverse forme, si possono dividere, possono passare ad altri batteri le loro informazioni, così da estendere l’infezione.
- Virus: Sono l’estremo caso dei batteri; sono capaci di entrare in una cellula e di nutrirsi del materiale genetico. Danno false informazioni così costringono la cellula a creare altri virus. La cellula sovraccarica si romperà e lascerà liberi i virus creati.
Le malattie infettive si trasmettono con il contagio: Il contagio parte dalla sorgente (individuo infetto) che può trasmettere la malattia in diversi modi:
- Via verticale: È unica per direzione e verso, da madre a figlio con la gravidanza, con la placenta, l’allattamento.
- Via orizzontale: Essa può avvenire in due modi:
- Contagio diretto: L’agente patogeno passa da un individuo all’altro tramite rapporti sessuali o contatti fisici ma anche per via aerea senza alcuna interposizione.
- Contagio indiretto: Il passaggio dell’agente patogeno avviene per interposizione di un tramite che a seconda dei casi può essere chiamato veicolo (alimenti, mezzi inanimati quali acqua) o vettore (esseri animati quali insetti, zanzare).
In base a tutto ciò le malattie infettive possono essere distinte in molto contagiose, poco contagiose e non contagiose; quindi sono molto contagiose tutte le malattie trasmesse a contagio diretto. Inoltre, per serbatoio d’infezione si intende l’habitat naturale in cui vive il virus e si moltiplica; invece si definisce portatori d’infezione ospiti infetti, contagiosi e asintomatici, cioè ha in sé la malattia ma non la manifesta, dal punto di vista clinico è sano. Ce ne sono di diverse categorie:
- Precoce: È colui che elimina l’agente patogeno già nel periodo di incubazione della malattia.
- Convalescente: Dopo la malattia, nella convalescenza, a volte il virus, il germe rimane nel corpo e può essere trasmesso anche dopo molto tempo.
- Sano: È un ospite che non è stato malato e non lo sarà mai ma che trasmette la malattia.
Cause delle malattie
Dirette e indirette: Es. malattie infettive ad es. la malnutrizione, ambienti insani, sporchi; esse potenziano le cause dirette e possono causare le malattie se si sommano, quindi sono multiple e non necessarie.
Profilassi delle malattie infettive
La profilassi è quella scienza che ha lo scopo di prevenire l’insorgenza e la diffusione delle malattie infettive mediante misure dirette nei confronti del triangolo epidemiologico. Essa si distingue in:
- Generale: Consiste nell’applicazione di tutti i mezzi validi ad evitare l’insorgenza delle malattie infettive.
- Speciale: È rivolta, invece, a prevenire una singola e determinata malattia.
Inoltre si distingue una:
- Profilassi indiretta: Con interventi rivolti all’ambiente, es. bonifica, igiene urbana e delle case, smaltimento dei rifiuti.
- Profilassi diretta: Che consiste in tutte quelle misure dirette a neutralizzare una fonte di infezione per limitarne il contagio.
La profilassi diretta è basata su procedure distinte cronologicamente quali:
- Notifica: Consiste nell’informare le autorità competenti dell’insorgenza di un nuovo caso di malattia infettiva; la segnalazione va effettuata dal medico di base al Servizio Ecologia della A.S.L. competente territorialmente.
- Isolamento: Il servizio Igiene della A.S.L. mette in isolamento il malato infettivo per evitare il contagio e l’inquinamento dell’ambiente; esso può essere:
- Domiciliare fiduciario: Per patologie endemiche.
- Domiciliare con piantonamento: Vi si ricorre in via eccezionale se l’infermo non è trasportabile.
- Contumacia: Si attua, invece, per i soggetti sani ma sospetti per aver avuto contatto con persone infette durante il periodo di contagiosità.
- Inchiesta epidemiologica: Consiste nella raccolta di tutte le informazioni utili a definire tempi, cause, e modalità di insorgenza di ogni caso di malattia infettiva per risalire alla sorgente di infezione.
- Disinfezione e disinfestazione: Cioè tutte le misure profilattiche per distruggere i microrganismi patogeni (disinfezione) ed i macroparassiti (disinfestazione). In base ai tempi di intervento essa può essere:
- Continua: Viene effettuata a letto del soggetto contagioso e su tutto ciò che viene a contatto.
- Periodica e terminale: Sono indicate per le pratiche di disinfezione ambientale.
- Accertamento: Una volta sospettata una patologia infettiva bisogna accertarla e diagnosticarla il più presto possibile attraverso esami strumentali e laboratoriali.
Vaccini e vaccinoprofilassi
La vaccinoprofilassi è quella pratica sanitaria che ha lo scopo di prevenire l’insorgenza delle malattie infettive favorendo le difese immunitarie attraverso la somministrazione di vaccini. I vaccini sono farmaci in grado di indurre il sistema immunitario a rispondere attivamente.
Il sistema immunitario
Insieme di elementi che vengono coordinati al fine di impedire la penetrazione dell’agente patogeno; ed è formato da cellule ed elementi di immunoglobuline. Già dalla nascita è presente una parte del sistema immunitario ma non possediamo ancora tutti quei elementi che servono per avere un sistema immunitario specifico. Il sistema immunitario di barriera è rappresentato dalla cute che ci protegge e dalle mucose respiratorie che ci permettono di non ammalare.
I vaccini
Sono preparati biologici di elevato potere antigenico, somministrati per indurre uno stato di immunità attiva nei riguardi di determinati patogeni. I vaccini oggi disponibili possono essere raggruppati in due grandi categorie: vaccini tradizionali e di nuova generazione. I vaccini tradizionali a loro volta possono essere suddivisi in vaccini antimicrobici e vaccini antitossici. Invece, i vaccini di nuova generazione sono distinti in vaccini sintetici, vaccini a DNA ricombinante e vaccini antidiotipo.
I requisiti fondamentali dei vaccini
- Immunogenicità: Ossia la capacità di indurre una risposta adeguata quando opportunamente somministrato che viene influenzata da alcuni fattori quali età, sesso, alimentazione.
- Efficacia: È necessario distinguere tra efficacia del vaccino ed efficacia della vaccinazione; la maggior parte dei vaccini oggi dimostra un’efficacia protettiva superiore al 90%.
- Innocuità: Ossia l’incapacità di causare una malattia; anche se dopo la somministrazione di un vaccino possono verificarsi reazioni indesiderate e complicanze di vario grado e severità.
Le controindicazioni
Cioè le indicazioni a non vaccinare, si distinguono in controindicazioni:
- Vere: Presenza di malattie infettive o febbrili, deficit immunitari, terapia cortisonica, gravidanza.
- False: Sono alcune malattie minori quali raffreddore, allergia, asma, prematuri, malnutrizione.
Vie di somministrazione
I vaccini possono essere somministrati per via:
- Orale: Molto pratica e molto gradita agli interessati.
- Intramuscolare: È la più utilizzata e molto spesso si effettuano più vaccini contemporaneamente.
Reazioni indesiderate
Non vanno confuse con le controindicazioni e durano da 1 a 3 giorni e l’esito che ne consegue è favorevole; esse consistono quasi sempre nella febbre che compare nelle prime 24 ore o nei primi 3 giorni. A volte possono comparire reazioni allergiche. I vaccini in genere vanno conservati in frigo altrimenti possono comportare una non risposta o insufficiente.
Malattie a trasmissione aerea
Influenza
È una malattia infettiva, acuta ed altamente contagiosa a decorso generalmente benigno che colpisce le vie respiratorie inferiori e superiori. Può presentarsi in forma sporadica ma più spesso in forma epidemica o pandemica. La malattia ha un periodo di incubazione breve di uno o due giorni e si manifesta con rino-tracheo-bronchite febbrile associata a malessere, nausea, vomito, diarrea, la malattia si esaurisce in tre - sei giorni lasciando uno stato di spossatezza. Il periodo di massima incidenza è quello invernale, la sorgente di infezione è l’uomo ammalato o portatore sano, invece il serbatoio sono alcuni mammiferi inferiori (volatili, suini, cavalli). La trasmissione avviene per contatto diretto o per via aerea, con le goccioline di saliva infetta.
Meningite
È una malattia infettiva acuta e molto contagiosa causata dal meningococco. La via di ingresso di questo virus è il naso-faringe e il periodo di incubazione è di 2-10 giorni. Il contagio è particolarmente favorito da situazioni particolari quali sovraffollamento e scarsa igiene; più colpito è il sesso maschile e oltre il 50% dei casi si verificano in soggetti di età inferiore ai 5 anni. La notifica è obbligatoria anche per il solo sospetto e va intrapreso entro le 24 ore l’isolamento ospedaliero. La meningite è una malattia umana diffusa in tutto il mondo e in particolare nelle zone a clima caldo e secco e con alta densità abitativa. La sintomatologia progressiva si manifesta con febbre, cefalea, nausea, vomito, rigidità nucale e del dorso, delirio, convulsioni.
Malattie esantematiche
Sono esantematiche, cioè sulla pelle escono delle macchie o bolle eseguono un iter sempre uguale.
Morbillo
È una malattia esantematica molto contagiosa tipica della specie umana, lascia un’immunità permanente e colpisce soprattutto il bambino. Il periodo di incubazione varia da 10 a 14 giorni e la malattia ha una fase invasiva caratterizzata da febbre e dalla comparsa di macchie di Koplik; una fase eruttiva che va dal III al IV giorno caratterizzata con abbassamento febbrile, comparsa dell’esantema confluente (rosso vivo) e nuovo rialzo febbrile; e infine una fase esfoliativa che si manifesta con impallidimento dell’esantema ed inizio della disquama.
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