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Antropologia culturale - Levi-Strauss - appunti

Appunti per l'esame di antropologia culturale, relativi al corso della prof.ssa Elisabetta Moro, sulla vita dell'antropologo Claude Levi-Strauss. Gli argomenti sono vita, formazione culturale, studi, pensiero di quest'ultimo, lo strutturalismo, la polemica con l'impostazione storico-evolutiva dell'antropologia

  • Per l'esame di Antropologia Culturale del Prof. E. Moro
  • Università: Suor Orsola Benincasa - Unisob
  • CdL: Corso di laurea in scienze dell'educazione
  • SSD:
Compra 2.99 €

Voto: 5 verificato da Skuola.net

  • 31-10-2014
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Antropologia culturale - Levi-Strauss - appunti
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Claude Lévi Strauss
Claude Lévi-Strauss (Bruxelles, 28 novembre 1908) è un grande antropologo francese. Egli ha applicato il metodo di indagine strutturalista agli studi antropologici. Claude Lévi-Strauss nasce a Bruxelles ma si trasferisce presto con la famiglia a Parigi dove suo padre lavorava come ritrattista e pertanto la sua formazione culturale avviene nel clima intellettuale parigino. Studia legge e filosofia alla Sorbona di Parigi non concludendo gli studi in legge, ma laureandosi in filosofia nel 1931. Inizia ad insegnare in un liceo di provincia condividendo questa sua esperienza con Maurice Merleau-Ponty e con Simone de Beauvoir. Le sue posizioni filosofiche sono molto critiche nei confronti delle tendenze idealiste e spiritualistiche della filosofia francese del periodo fra le due guerre, soprattutto perché egli riconosce in se stesso un'esigenza di concretezza che lo porta verso direzioni completamente nuove. Egli scopre presto nelle scienze umane, in particolare nella sociologia e nell'etnologia, la possibilità di costruire un discorso più concreto e innovatore sull'uomo. Decisivo fu per Lévi-Strauss l'incontro con Paul Rivet, che conobbe in occasione dell'esposizione di Jacques Soustelle al Museo Etnografico, e con Marcel Mauss del quale fu allievo. Egli rimane affascinato dal forte senso del concreto che scaturisce dall'insegnamento di Mauss e dal metodo che egli utilizza per spiegare e analizzare i riti e i miti primitivi. Nel 1935 viene offerto a Lévi-Strauss di andare ad insegnare sociologia a San Paolo in Brasile, dove una missione culturale francese aveva avuto l'incarico di fondare l'università. Questa sarà l'occasione per conoscere un mondo completamente diverso da quello europeo ma soprattutto per entrare in contatto con le popolazioni indie del Brasile che diventeranno l'oggetto delle sue ricerche sul campo. Il suo esordio nel campo dell'antropologia avviene gradualmente. Nei primi tempi, quando è libero dagli impegni universitari, compie brevi visite nell'interno del paese. Organizza poi una spedizione, della durata di qualche mese, tra i Bororo e infine una missione, che durerà un anno, nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica dove incontrerà "i veri selvaggi", cioè le popolazioni meno acculturate e nello stesso tempo più interessanti. L'analisi di queste esperienze di antropologo sul terreno si trovano in Tristi Tropici, un'opera pubblicata nel 1955 Tornato in Francia nel 1939 viene mobilitato allo scoppio della seconda guerra mondiale ma nel 1941, subito dopo l'armistizio, a causa delle persecuzioni contro gli ebrei, è costretto a fuggire e riesce ad imbarcarsi per gli Stati Uniti. A New York conosce e inizia a frequentare molti altri intellettuali emigrati e ad insegnare presso "La Nuova Scuola per le Ricerche Sociali". Insieme a Jacques Maritain, Henri Focillon e Roman Jakobson, egli è considerato uno dei fondatori dell'École Libre des Hautes Études, una specie di università-in-esilio per accademici francesi. Gli anni trascorsi a New York sono per LéviStrauss molto importanti per la sua formazione. La sua relazione con il linguista Jakobson gli è d'aiuto per mettere a punto il suo metodo di indagine strutturalista. (Jakobson e Lévi-Strauss sono infatti considerati le figure centrali dello strutturalismo). Lévi-Strauss è anche considerato, insieme a Franz Boas, uno degli esponenti maggiori della antropologia Americana. Insegna questa disciplina presso la Columbia University a New York e il suo lavoro gli fa ottenere un titolo che gli servirà per essere accettato con facilità negli Stati Uniti. Nel 1948 Lévi-Strauss ritorna a Parigi e in quell'anno consegue il suo dottorato alla Sorbona con una tesi maggiore e una minore, come era tradizione in Francia, dal titolo "La famiglia e la vita sociale degli Indiani Nambikwara" (The Family and Social Life of the Nambikwara Indians) e le "Le strutture elementari della parentela" ( The Elementary Structures of Kinship). The Elementary Structures of Kinship viene pubblicata l'anno seguente e immediatamente considerato uno degli studi più importanti di antropologia sui rapporti di parentela fino a quel momento effettuati. Già Emile Durkein, aveva pubblicato un famoso studio, dal titolo Forme elementari della vita religiosa, frutto di una analisi su come i popoli organizzano le loro famiglie esaminando le strutture logiche che vengono a formarsi nelle relazioni tra i vari
componenti. Mentre, tra gli antropologi inglesi, Alfred Reginald Radcliffe-Brown sosteneva che la parentela era basata sulla discendenza da un comune antenato, Lévi-Strauss sostiene che la parentela era basata sull'alleanza tra due famiglie che si viene a creare quando una donna proveniente da un gruppo sposa un uomo appartenente ad un altro gruppo. Tra gli anni 1940 e 1950 Lévi-Strauss continua le sue pubblicazioni e ottiene sempre maggior successo. Al suo ritorno in Francia lavora come amministratore della CNRS, al Musée de l'Homme e in seguito all'École Pratique des...
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