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RIASSUNTI FABIETTI

STORIA DELL’ANTROPOLOGIA

Per quasi tutto il XIX sec.: l’etnologia mappava tutto ciò che esisteva ed esisteva sui selvaggi.

1. Nascita dell'antropologia

Nel corso della seconda metà del '700 era nata una vera e propria letteratura sui selvaggi. I racconti di missionari, esploratori, mercanti e soldati creavano una tradizione dove prevalevano elementi di moralismo, pregiudizio, esotismo e meraviglia.

La figura del selvaggio, assumeva un duplice ruolo, specie un cui l’europeo poteva contemplarsi per vedere raddrizzata la sua scomposta figura. Tuttavia il selvaggio restava ancora una figura subordinata all’uomo civilizzato. La ricerca degli atlanti sulle popolazioni Irochesi contribuì ad un indirizzo più specifico dell’etno-antropologia.

Presso tutti i popoli era presente un'idea di essere superiore ed ere le basi per la costituzione di una nuova disciplina. Inoltre, a partire dal 1792 con la nascita della Prima Repubblica francese, venne l’idea di concepire una scienza avente per oggetto l’uomo come essere naturale e sociale dotato di ragioni. Quando Napoleone guidò una campagna d’Egitto, si costituì un pool di studiosi che raccolsero informazioni venne fondata a Parigi la Société des observations sur l’homme per iniziativa di Jauffret.

Uno dei scritti che testimoniava le novità del progetto della Società portò la firma di de Gerando che poneva l’importanza dello studio dei selvaggi per una maggiore comprensione dell’umanità.

Tuttavia nel 1805 Napoleone decise chiudere l’Istituto Nazionale di ricerca. Secondo l’ossani una rivisitazione dell'uomo non era proponibile da un punto di vista che nessun popolo visitato a distanza di anni, aveva dato prove di una qualche forma di civilizzazione: riteneva che la ricerca sui selvaggi servisse a considerare il senso e tale posizione lo aveva ricevuto da nato.

Questa teoria poggiava la sua convinzione sull’apparente permanenza della condizione originaria dei popoli. Tuttavia le scoperte di Charles Darwin portarono a una nuova visione.

RIASSUNTI FABIETTI

STORIA DELL’ANTROPOLOGIA

Per quasi tutto il XIX sec.: Il metodo più innovativo del Savant subisce una decisa e decisive si è dedicato sui “selvaggi” o gli uomini vissuti

1. Nascita dell’antropologia

scrittiaggiungendo ai suoi observstrateri civiltà europea. Nel corso della seconda metà del 700 era nata una vera e propria letteratura sui selvaggi:

racconti di missionari, esploratori, mercanti e soldati creavano una tradizione dove prevalevano elementi di moralismo, pregiudizio, esotismo e meraviglioso La figura del selvaggio assumeva un duplice tratto: poetico-di-no-il-selvaggio. di Rousseau era un personaggio a mettà: spo

in cui l’europeo poteva contemplarsi per vedere raddrizzata la sua scomposta, figura. Tuttavia tuttavia era caratterizzata da un’impresa, figura subordinata all’uomo civilizzato. La ricerca dei dettagli

sul le popolazioni Iroch contribuì a un indirizzo più specifico dell’etno-antropologia. .egli – adottò una sorta di metodo comparativo per dimostrare che presso tutti i popoli era presente.

andare da un essere superiore creoèe e i basi per la costituzione di una nuova distinzione. Inoltre, a

partire dal 1792 con la nascita della Prima Repubblica Francese, l’idea di creare una storia di vita

comitato. di istruzione Pubblica organizzativa un Istituto Nazionale. che espanse per cominciare

concepire una: scienza avente per oggetto l’uomo e la sua natura e le questa raccolse

Napoleone guidò una campagna d’Egitto, si costituì un pool di studio ragioni teografi, ingegneri, matematici, pittori,...) che raccolsero importanti verità fondativa: a Parigi la “Société des

osservateurs de l’homme per iniziativa di Jauffret, che si proponeva un studio comparativo di

société et delle culture. Lo scop era quella di osservare l’umanità nella sua caratterizzazione

del lo società. e delle culture Lo scop era quella di osservare l’umanità nella sua caratterizzazione

fisica-sociale, linguistica, secondo il principio di confronto con la differenzia analizzando le differenze, gli osservatori dell’uomo aprivano lo spazio per un discorso che veniva a fondare

un nuovo oggetto di studio e un nuovo sapere. Uno degli scritti che testimoni le novità del

progetto della Società porta la firma di de Gerando che poneva in evidenza l’importanza dello-studio dei selvaggi per una maggiore comprensione dell’umanità. che costituivano

doveva farsi viaggiatore

doveva farsi viaggiatore

Durante le condizioni originaria dei popoli (nasce la figura del viaggiatore filosofo).

Tuttavia nel 1805 Napoleone fece chiudere l’Istituto Nazionale di ricerca, perché aveva stilato

un programma in cui la scienza era subordinata allo stato burocratico; gli osservatori vennero sensamente chiamati “ideologues”coloro che si occupano ssilot a incide.

Nel corso dei successiv

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-DEA/01 Discipline demoetnoantropologiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Antropologia culturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Moro Elisabetta.
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