Test d’ingresso, dentro a tutti i costi: 3 su 4 già pronti al ricorso

foto di test d'ingresso 2016 dentro a tutti i costi

Se il test d’ingresso sbarra la strada, esiste sempre la via del ricorso. Quel che conta è passare e, pur di raggiungere lo scopo, la stragrande maggioranza degli aspiranti universitari si dice pronto a ricorrere al tribunale. Basta una qualsiasi eventuale irregolarità, seppur minima, riscontrata durante il giorno delle prove. I più agguerriti in questo senso? I candidati al test di Medicina. A una settimana esatta al via alle prove di ammissione alle facoltà ad accesso programmato, Skuola.net racconta chi sono e cosa sono disposti a fare i ragazzi che tenteranno la sorte con i test d’ingresso 2016 grazie ai dati di una web survey su circa 1000 di loro.

NON PASSO? FACCIO RICORSO - È il 47% degli aspiranti universitari a dichiarare che, se non dovesse superare il test a causa di qualche grave irregolarità, farà ricorso. Più sfacciato un altro 1 su 4, che invece afferma che gli basterà una piccola infrazione al regolamento. Proprio tra questi ultimi, com’è facile immaginare data la tendenza degli ultimi anni, ci sono più candidati ai test di Medicina rispetto alla media. In pratica, ben circa 3 su 4 considerano l’eventualità di ricorrere alle vie legali.

Vuoi sapere come funziona il meccanismo dei ricorsi? Guarda il video:

BLOCCATI DAL TEST - Ragazzi esasperati dalle prove di ammissione? Forse, visto che spesso sono proprio queste a tenerli fermi per anni. Se circa il 22% dichiara di non essere fresco di diploma, tra questi il 46% racconta di essere già al secondo tentativo, il 12% è al terzo. La parola d’ordine è, quindi, non mollare: qualora il test vada male - ricorso a parte - la maggioranza (neodiplomati e non) ci vuole riprovare, seppure con modalità differenti: il 37% s’immatricolerà in un corso simile e sosterrà gli esami che gli sarebbero riconosciuti se, l’anno successivo, riuscisse a superare la prova. Un altro 18% invece ripiegherà su una seconda scelta per ritentare la sorte nel 2017. Uno su 7, poi,dedicherà l’anno esclusivamente a prepararsi per il prossimo test. Pochi gli esterofili: solo il 3% è disposto a giocare la carta dell’università straniera per aggirare il numero chiuso.

TENTARE PIÙ VIE - Del resto, lasciarsi più porte aperte è pur sempre una strada da percorrere per provare a non rimanere fuori dal mondo universitario. Lo pensa quel 25% degli iscritti pronto a sostenere due test d’ingresso, lo ribadisce oltre il 47% che farà lo stesso con ben tre prove di ammissione. Sono soprattutto gli aspiranti medici a scegliere di provare più test, evidentemente perché a conoscenza del numero di ragazzi che ogni anno non supera il test di Medicina.

DENTRO A OGNI ‘COSTO’ - E pur di accedere alla facoltà dei sogni non si bada a spese: se il 59% del campione racconta di non aver speso più di 100 euro per prepararsi alle prove di ammissione, oltre 1 su 5 afferma invece di aver destinato a questo scopo un budget che va dai 100 ai 300 euro. Non manca pure un 12% che ha addirittura speso sopra i 500 euro pur di essere preparato in maniera adeguata, tra cui una buona percentuale di aspiranti medici.

MI PREPARO DA SOLO - Il fai-da-te vince nel 78% dei casi: 2 ragazzi su 5 raccontano infatti di essersi preparati svolgendo simulazioni online, un altro 36% studiando in solitudine sui libri. Da uno a tre mesi è il tempo medio che la maggior parte dei candidati ha passato a studiare (il 27% un mese, il 22% da due a tre mesi). Non manca tuttavia pure un 11% che racconta di aver passato un anno sui libri pur di sentirsi davvero pronto al test.

SOLO PER AMORE - La passione è comunque il motore che il 56% delle volte muove il popolo del test d’ingresso verso la scelta del corso di laurea. Anche in questo caso sono per lo più i ragazzi iscritti al test di Medicina ad aver il fuoco sacro per la professione. Non manca un consistente 27% che invece è mosso più dal desiderio di trovare un lavoro e che per questo sceglie un corso che offre un buon numero di sbocchi occupazionali. Tra questi, c’è una percentuale superiore alla media di iscritti al test di Professioni sanitarie.

Serena Rosticci

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