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I segni della recessione: l’espansione demografica terminò verso la fine del XIII secolo. Questa portò a un esaurimento del suolo fertile e a un conseguente squilibrio tra il numero di cittadini e la produttività agricola. Ci fu inoltre una serie di carestie e epidemie (gravi quelle del 1315-1318) e un inasprimento del clima che portarono all’abbandono di molti villaggi (fino al 50% in Sicilia e Sardegna).

Dal topo all’uomo: un’altra conseguenza della crisi del ‘300 fu la peste. Essa era stata una malattia del ratto prima di passare all’uomo. La peste si era abbattuta sulle regioni mediterranee già durante l’epoca romana. Quella del ‘300 ha avuto probabilmente origine da un focolaio ai piedi dell’Himalaya, dove aveva trovato condizioni favorevoli. Da qui la peste fu portata in Cina, e in seguito attraverso le navi Genovesi raggiunse il mediterraneo nel 1348. Dopo aver colpito l’africa e l’Egitto colpì l’Europa provocando più di 30 milioni di morti. A intervalli di 9-1 anni il bacillo ricomparve ora in un luogo ora nell’altro.

La medicina dell’epoca: la medicina del tempo non aveva i mezzi per spiegare e contrastare la peste. Il rimedio universale era il salasso mediante il quale veniva eliminata una parte di sangue. La prevenzione della peste consisteva nella purificazione del corpo e dell’aria (considerata il metodo di trasmissione della peste).

La potenza del demonio: non esistendo una cura, e non sentendosi protetti dalla medicina, gli uomini facevano ricorso ai rimedi dei maghi: amuleti, talismani ecc… in questo modo i maghi si arricchirono. L’immaginario collettivo portò a credere che esistesse un untore il quale diffondesse la peste. Contro di lui gli uomini invocavano la protezione dei santi, soprattutto quelli specializzati in pestilenze (S. Rocco).

Le reazioni collettive: il terrore e l’impotenza portarono gli uomini a comportamenti isterici. Uno di questi fu rappresentato da bande di penitenti che pellegrinavano da una città all’altra flagellandosi e pregando, in modo da placare l’ira divina, e da rendersi puri e immuni al morbo. Per placare l’angoscia era necessario individuare a ogni costo un colpevole: egli era per forza un individuo diverso dagli altri, così furono perseguitati gli ebrei.

Le condizioni della vita materiale: la peste colpì in modo “classista”: nonostante anche i nobili morissero, erano molto inferiori rispetto al numero di poveri colpiti dal morbo (circa la metà). Il motivo di questa mortalità selettiva erano principalmente l’alimentazione. Oltre alla peste altre malattie colpirono gli uomini del medioevo: tifo, vaiolo, colera, lebbra ecc… la durata media della vita era di circa 35 anni.

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