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La Germania divisa
I difficili rapporti tra USA ed URSS impedirono la riunificazione della Germania. Quando le regioni occupate da USA, Francia e Gran Bretagna vennero riunite economicamente (1948), i sovietici reagirono con il blocco di Berlino: essi impedirono il passaggio dei rifornimenti lungo le strade e le ferrovie che univano Berlino ovest alla Germania occidentale. Berlino occidentale, che si trovava all’interno della zona di occupazione sovietica, si trovò così completamente isolata. La città fu allora rifornita con un grande ponte aereo (rapida successione di aerei per il trasporto di cose e persone): tra il luglio 1948 e il maggio 1949 213.000 voli arrivarono a Berlino ovest, con 1.700.000 tonnellate di merci.

Nel 1949 le tre regioni di occupazione statunitense, francese e inglese costituirono la Repubblica Federale Tedesca (RFT) o Germania occidentale, legata agli USA e inserita nella NATO; nello stesso anno le regioni occupate dall’URSS costituirono la Repubblica Democratica Tedesca (RDT) o Germania orientale, alleata dell’URSS. La città di Berlino rimase ugualmente divisa in due parti, legalmente ai due Stati. La RFT divenne uno Stato democratico e con diversi partiti, mentre nella RDT l’unico partito era il Partito socialista unificato tedesco.

Nella Germania orientale vi era molto malcontento nei confronti del regime comunista tanto che nel giugno 1953 vi fu una rivolta che fu repressa con l’arresto di 5.000 persone e molti tedeschi fuggirono all’Ovest, attraversando il confine. Le fughe continuarono ad essere molto numerose, soprattutto a Berlino: qui nel 1961 il governo fece costruire una barriera di separazione, lunga 46 km che divideva la città in due parti. Il muro di Berlino divenne uno dei simboli della guerra fredda.

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