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Orzo

L'orzo è un cereale originario dell'Asia occidentale, coltivato fin dai tempi più remoti. Se ne sono trovati i semi nelle tombe degli antichi Egizi e nelle palafitte europee. Attualmente, nelle due diverse specie, è coltivato in tutti i continenti.
È una pianta erbacea che forma il cespo con culmi eretti poco nodosi, alti circa 1 metro. Le foglie sono lineari come quelle del frumento. La spiga, a sezione quadrangolare o esagonale, presenta le spighette disposte rispettiva¬mente a quattro e a sei file. È pure diffusa una varietà di orzo con spighette a due file (è l'orzo preferito per la fabbricazione della birra). Le glume sono munite di ariste molto lunghe; le cariossidi sono piuttosto rigonfie e ben aderenti alle glumelle.
Tra tutti i cereali, l'orzo è quello meno esigente per il terreno e per il clima. La tecnica colturale è quella indicata per il frumento.
Il primato mondiale nella produzione dell'orzo spetta all'U.R.S.S. con oltre 160 milioni di quintali annui. Seguono gli U.S.A. con 95 milioni di quintali, e quindi la Francia, il Canada, la Turchia, la Germania Occidentale, ecc. In Italia l'orzo ha meno importanza che in altri Paesi dove è coltivato per la fabbricazione della birra e dell'alcol.

La preparazione della birra richiede complicati procedimenti. I grani d'orzo vengono posti in speciali camere in cui arriva aria umida avente una temperatura di 18-20 gradi. In tal modo i semi germogliano e l'amido si trasforma in uno zucchero, chiamato maltòsìo. La germogliazìone viene quindi arrestata e l'orzo essiccato. Il prodotto, detto malto, viene infuso o decotto in acqua; poi si aggiunge il luppolo e lo si fa fermentare ad opera del lievito di birra che trasforma gli zuccheri in alcool.
Dall'orzo torrefatto si possono anche ottenere surrogati del caffè.

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