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LA PSICOLOGIA A SCUOLA

Le strategie ed i metodi di studio


Tutti i docenti si pongono il problema dei contenuti e del metodo di insegnamento; in pochi però si domandano come insegnare ad imparare.
Ci si concentra infatti sul prodotto delle attività di apprendimento ignorando o trascurando il processo. I corsi di recupero sono quasi sempre centrati sui contenuti, sui prodotti delle attività di apprendimento, e non su come apprendere.
È necessario però che le strategie ed i metodi vadano rispettati: non si può pensare alle strategie come ricette già pronte valide per tutti.

PROCESSO DI PRODOTTO DELLE ATTIVITÀ
APPRENDIMENTO DI APPRENDIMENTO

Deve essere personalizzato Le conoscenze saranno sicuramente

da soggetto a soggetto. complete.


Le strategie di studio

L'apprendimento si divide in apprendimento intenzionale ed apprendimento incidentale.
Quello intenzionale richiede uno sforzo consapevole per raggiungere un certo obbiettivo, mentre quello incidentale si verifica quando ci ricordiamo qualcosa anche senza aver fatto uno sforzo consapevole per ricordare.

Lo studio si caratterizza in tre fasi:
1. Prelettura: implica la definizione degli obbiettivi. Si consiglia di programmare il tempo di studio e scegliere il luogo in cui studiare, per un profitto migliore.
2. Lettura, Comprensione ed Elaborazione: dei contenuti. Si consigliano strategie per sottolineare o schematizzare.
3. Memorizzazione e Rievocazione: delle informazioni. Esistono strategie per ricordare più a lungo.

STRATEGIE SCRITTE:


Sottolineare, evidenziare o cerchiare: mettere in evidenza concetti che si vogliono far emergere dal testo.
Annotare parole o concetti chiave: si individuano solamente concetti o parole importanti.
Riassumere con parole proprie: Forma di ripetizione dei contenuti.
Costruire diagrammi, schemi o mappe concettuali: Sono utili per creare collegamenti fra le varie parti del discorso ma anche per avere una base veloce e personale.

STRATEGIE NON SCRITTE:


Ripetere: può essere in forma silenziosa o ad alta voce. Puoi ripetere l'intero testo o porzioni di questo in risposta a delle domande precise.
Autointerrogarsi: Può essere fatta da soli o con un compagno.
Costruire modelli mentali e fare collegamenti: Tramite vecchie e nuove informazioni.

Immaginare: Aiuta sia la comprensione che il ricordo.
Usare Mnemotecniche: Aiutano a fissare meglio i contenuti da apprendere dell'attività di studio.

Intenzionale: Richiede uno sforzo consapevole per raggiungere un ciao certo obbiettivo .
APPRENDIMENTO:

Incidentale: È l'apprendimento che permette di ricordare qualcosa ciao io senza aver fatto uno sforzo consapevole.

STUDIO: Prelettura Lettura, comprensione ed elaborazione Memorizzazione


Implica la Lettura, comprensione ed elaborazione Memorizzazione e
definizione dei contenuti. rievocazione del
degli argomenti. materiale.


STRATEGIE DI STUDIO:


Scritte: Non scritte:
- Sottolineare, evidenziare o cerchiare. Ripetere.
- Annotare parole o concetti chiave. Autointerrogarsi.

- Riassumere con parole proprio. Immaginare.
- Costruire diagrammi, schemi o Usare Mnemotecniche.
mappe concettuali. Costruire modelli mentali e fai ciao collegamenti.


INSIEME DI STRATEGIE METODO DI STUDIO


METODI DI STUDIO


I passi del metodo PQ4R

1. Preview (scorsa rapida): È la scorsa preliminare con cui si focalizza il contenuto.
2. Question (porsi delle domande): Questa fase prevede di porsi delle domande circa i contenuti che si accinge a studiare. Queste domande ci consentono di organizzare le conoscenze acquisite nella lettura – studio – ripetizione del testo, secondo i requisiti iniziali.
3. Read (leggere): Questa fase consiste in una prima lettura del materiale. La prima lettura andrebbe fatta senza sottolineare o creare annotazioni, schemi o diagrammi.
Queste strategie cercano di focalizzare le parti importanti. Lo scopo è collegare vecchie e nuove informazioni e favorire la rielaborazione.
4. Reflect (riflettere): Questa fase consiste in una seconda lettura a scopo di approfondimento e di riflessione personale sui contenuti. È fondamentale utilizzare sottolineature, riassunti, diagrammi o schemi.
5. Recite (ripetere): In questo passo il materiale letto va ripetuto, anche solo mentalmente. Ripetere serve per ricordare ed in genere rende più motivante lo studio. Qui bisogna dar risposta alle domande iniziali.
6. Review (ripassare): Ripetere il materiale più volte per fissare i concetti principali ed inserire le informazioni in un aspetto più globale.

Fasi fondamentali dello studio:

1. La fase della prelettura o skimming ci consente di effettuare un esame preliminare del testo: essa ci fornisce un'organizzazione preventiva. Questa fase ci permette di avvicinare il testo con un atteggiamento di gestione intenzionale, che sostituisce il passivo assorbimento delle informazioni.
2. La fase precedente a quella della lettura è il passo del porsi delle domande. Dopo la prelettura gli studenti devono stabilire che contenuti si andranno a studiare. Questa fase è utile per trovare i veri e propri argomenti importanti, facilitandone il recupero in un secondo tempo.
3. Si arriva quindi alla fase della lettura che serve ad avere una visione d'insieme dei contenuti. Come se fosse lo sfondo di un quadro.
4. Durante la seconda lettura si procede alla sottolineatura mettendo in rilievo le informazioni importanti o le parole chiave. Bisogna evidenziare solamente le porzioni di testo che danno una risposta alle domande iniziali.
5. La fase successiva è quella della ripetizione – riformulazione: in questa fase è fondamentale l'organizzazione da dare ai contenuti schematizzandoli in mappe concettuali.
6. Ora avviene un controllo globale. Si dovranno rileggere le parti che non sono ancora chiare.
7. Testare le proprie conoscenze tramite autointerrogazioni o meglio interrogazioni reciproche.

Prelettura: Organizzazione preventiva Gestione Intenzionale Assorbimento Attivo

Domande: Argomenti importanti Facile recupero

Lettura: Visione d'insieme dei contenuti

Seconda Lettura: Sottolineatura Informazioni importanti Risposte alle domande iniziali

Ripetizione e Riformulazione: Organizzazione da dare ai contenuti Schematizzare in mappe

Controllo Globale: Parti non ancora chiare Interrogazioni

LE MAPPE CONCETTUALI

Le mappe concettuali furono ideate a Novak.
È arrivato alla creazione di queste mappe mentre stava studiando un gruppo di bambini.
La mappa concettuale è una rappresentazione gerarchica e grafica di una rete di concetti.
Esse sono uno strumento efficace per organizzare informazioni.
Questo tipo di mappe sono particolarmente utili nella fase di ripetizione-rielaborazione.
Serve a mettere in luce le articolazioni di ciascun concetto, le relazioni fra concetti e le concatenazioni logiche.

Come costruire una mappa concettuale?


I dieci passaggi fondamentali

1. Identificare una domanda principale che metta a fuoco il problema, le questioni, o l'ambito conoscitivo che si desiderano mappare.
2. Mettere in ordine i concetti, sistemando quello più chiaro e completo in cima alla mappa. È utile riflettere sulla domanda focale per decidere la disposizione dei concetti.
3. Rivedere la lista e se necessario aggiungere altri concetti.
4. Iniziare a costruire la mappa sistemando il/i concetti più completo/i e generale/i in alto.
5. In seguito, selezionare i concetti subordinati da sistemare sotto ogni concetto generale. Evitare di sistemare più di tre o quattro concetti al di sotto di ogni altro concetto.
6. Collegare i concetti con delle linee. Contrassegnare le linee con una o alcune parole di collegamento. Queste dovrebbero definire la relazione tra due concetti, cosicché tutto possa essere letto come un'affermazione o una preposizione coerente.
7. Rielaborare la struttura della mappa, aggiungendo, sottraendo o cambiando i concetti. Questa operazione può essere eseguita diverse volte.
8. Cercare i legami incrociati tra i concetti nelle diverse sezioni della mappa e tracciare delle linee di collegamento.
9. Applicare alle etichette concettuali esempi specifici di concetti.

Le mappe concettuali possono essere realizzate in molti modi diversi per lo stesso gruppo di concetti.


Domanda principale: Problema Mappa Soluzione

Disporre i concetti: Domanda focale Mettere in ordine i concetti

Rivedere la lista: Aggiungere altri concetti

Costruire la mappa: Disporre i concetti Concetti più completi e generale in alto

Collocare i concetti subordinati: Sotto i concetti generali

Collegare i concetti:Con linee, assegnando a queste una parola di collegamento Lettura a frasi

Rielaborare la struttura della mappa: Aggiungendo, togliendo o cambiando concetti

Cercare i legami incrociati tra i concetti: Nelle diverse sezioni Linee di collegamento

Applicare etichette concettuali: Esempi specifici di concetti.


Nel saggio “Didattica costruttivista. Dalla teoria alla pratica” si propone un percorso operativo per la costruzione delle mappe concettuali in classe, in cui inizialmente si lavora con l'intero gruppo, per passare poi ad una fase in cui si lavora in sottogruppi.

Fasi del metodo operativo:

Identificare il concetto centrale dell'argomento di studio.


Riconoscere poi la domanda focale, cioè che orienta il processo di individuazione di concetti che si possono ricollegare al primo. Questa fase serve per ridurre all'essenziale il materiale da studiare.


Segue poi la raccolta dei concetti che si può effettuare con tecniche di brainstorming. L'insegnante può scrivere su un cartelloni il concetto principale e gli studenti con dei Post-it possono inserire i concetti.


Terminata la raccolta si può procedere alla selezione dei concetti, discutendo insieme sui criteri scelta. Partendo dai concetti selezionati si costruiscono le mappe concettuali. Si consiglia di lavorare in piccoli gruppi facilitando il confronto tra studenti e la partecipazione attiva. Ogni sottogruppo costruirà la propria mappa.


Dopo aver discusso collettivamente si può stendere una mappa comune fino ad arrivare ad una sistematizzazione condivisa.


Strategie di studio e metacognizione

Tra gli anni 60'/70', si pone l'accento principalmente sulle strategie dirette alla lettura, comprensione ed apprendimento del testo. Intorno agli anni 80' l'attenzione dei ricercatori si è spostata sulle variabili che riguardano il lettore. L'uso delle strategie era utile nell'immediato, ma spesso le stesse strategie non venivano riutilizzate o trasferite per altri apprendimenti. L'aspetto critico era il mantenimento e il trasferimento delle strategie apprese. L'uso delle strategie andava affiancato ad un approccio metacognitivo.
In base alle conoscenze metacognitive1, il soggetto è in grado di dire come mai si dimentica delle cose, come si fa ad imparare, che effetto determina il passare del tempo sulla memoria, ecc. I processi metacognitivi di controllo2, invece, riguardano la capacità di verificare l'andamento della propria attività mentale mano a mano che si svolge e mettere in atto particolari strategie.
Conoscenze e controllo non sono elementi distinti, anzi, il controllo è certamente legato alle conoscenze possedute, come pure le conoscenze sono alimentate da esperienze precedenti e da come queste sono state affrontate e comprese. In genere si può dire che ad un maggiore livello metacognitivo corrisponde una migliore prestazione poiché il compito è svolto con maggiore competenza e impegno prolungato nel tempo.


In sintesi, riflettere criticamente sul metodo di studio adottato in modo “spontaneo” , conoscere i propri processi cognitivi (ad esempio: “Quali sono i fatto interni/esterni che mi aiutano a rimanere concentrato?” “come riesco a memorizzare meglio?”), riuscire ad osservare i propri processi cognitivi mentre sono in funzione nelle attività di studio (“In questo momento sono troppo distratto da altri pensieri, ho bisogno di concentrarmi!”; “la strategia di memoria per immagini non mi aiuta in questo compito, provo con le rime verbali!”), sono variabili importanti che permettono un graduale adattamento delle strategie di studio alle proprie caratteristiche personali.
Un ulteriore elemento di cui tener conto per l'adozione di una certa strategia e la personalizzazione del metodo di studio è fornito dalla conoscenza degli stili cognitivi. Si può parlare di stile cognitivo quando si manifesta una tendenza costante e stabile nel tempo a utilizzare una classe di strategie per affrontare un determinato compito.

Stili cognitivi

Una persona che adotta uno stile cognitivo globale difronte ad un testo tende a cogliere inizialmente l'aspetto generale, invece una persona che adotta uno stile cognitivo analitico difronte ad un testo tende a cogliere inizialmente i particolari.
Un soggetto che adotta uno stile dipendente si basa maggiormente sui dati che gli vengono forniti ed è più legato alla situazione stimolo; possiede una percezione poco differenziata e fortemente denominata dall'organizzazione del campo. Contrariamente un soggetto che adotta uno stile dipendente è più flessibile nel fronteggiare le diverse situazioni stimolo; si lascia poco influenzare dal contesto e ha un atteggiamento più autonomo.
Lo studente che adotta uno stile verbale utilizzerà preferibilmente strategie di apprendimento come riassunto, invece lo studente che adotta uno stile visuale punta su strategie come immagini mentali, legami grafici e rappresentazioni grafiche.
Una persona che adotto uno stile convergente si basa sulle informazioni di cui dispone, procede secondo una logica convenzionale e converge verso una risposta unica e prevedibile. Una persona che adotta uno stile divergente invece parte da un'informazione data per procedere in modo autonomo e creativo.
Un soggetto che adotta uno stile sistematico procede gradualmente, prendendo in esame le variabili singolarmente. Una persona invece che adotta uno stile intuitivo procede per ipotesi che cerca di confermare o confutare.
Lo studente che adotta uno stile impulsivo prenderà decisioni in poco tempo, senza riflettere più di tanto. Lo studente invece che adotta uno stile riflessivo prenderà tempo per dare una risposta esauriente ed adeguata alla domanda posta.


Lo stile cognitivo di ognuno tende a stabilizzarsi nel tempo attraverso un processo di carattere circolare, per cui l'adozione dello stile preferito conduce a risultati migliori che, a loro volta, stimolano la motivazione a portano a riutilizzare le stesse strategie.
Un obbiettivo di apprendimento allora sarà quello di imparare a riconoscere il proprio stile cognitivo, fare esperienza di altre stili, imparando a distinguere le situazioni, ad esempio i materiali o i compiti in cui è preferibile utilizzare uno stile anziché un altro.
La conoscenza del proprio stile cognitivo può permettere di orientarsi nella scelta delle strategie utili per rielaborare ed organizzare le informazioni ricavate dalla lettura di un testo.
Dal punto di vista dell'insegnante, la conoscenza dei diversi stili cognitivi dovrebbe suggerire l'utilizzo di differenzi modalità di presentazione dei materiali didattici e di verifica delle conoscenze.

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