Facezam, l'app che riconosce le persone e le fa trovare su Facebook: bufala o verità?

Facezam era destinata a mettere in ginocchio la privacy degli utenti del mondo. Per fortuna o purtroppo però era tutta una bufala. Nelle scorse settimana su alcuni giornali internazionali, come il Telegraph, erano spuntate notizie relative ad un'app, simile a Shazam, che era in grado di riconoscere il profilo di uno sconosciuto da Facebook tramite una foto. Tutto finto, dietro lo scherzo infatti una agenzia di marketing, che ha scomodato i piani alti di Palo Alto, e alzato un polverone sulla questione sicurezza e violazione dei dati sensibili.

Facezam: l'app rivoluzionaria mai esistita

Sarebbe dovuta uscire il 21 marzo, alcuni famosi giornali d'oltreoceano ne avevano già riportato notizia, in molti erano in fila per intervistare il presunto CEO, peccato che dopo un po' è uscito fuori che Facezam, in realtà, non esisteva e mai lo sarebbe stata. L'applicazione avrebbe dovuto riconoscere i volti degli sconosciuti, ricercando quello giusto nel database di Facebook, soltanto grazie ad una foto realizzata con la fotocamera del cellulare. Avrebbe fatto per i volti quello che Shazam fa con le tracce musicali.

La bufala: cosa è successo

E se in un primo momento l'applicazione era stata salutata come idea rivoluzionaria, in seguito si sono sollevate innumerevoli perplessità. Da una parte Facebook che è dovuta intervenire per smentire l'uscita della tecnologia capace di accedere ai loro database e ai dati sensibili degli utenti, dall'altra le discussioni sulla privacy. A quel punto la Zacozo Creative, agenzia specializzata in Viral Marketing Agency, è dovuta uscire allo scoperto e svelare la verità su una applicazione di pura fantasia.

Una tecnologia possibile? Si ma con dei limiti

Passata l'ondata di entusiasmo, si è posta la questione: esiste o potrebbe esistere una tecnologia di questo tipo? In realtà non viviamo in un contesto tecnologico molto lontano da quanto si vede nei film di fantascienza, dunque in teoria il riconoscimento facciale è realizzabile e funziona. Alessandro Acquisti, professore di tecnologia dell'informazione e delle politiche pubbliche presso la Carnegie Mellon University, intervistato da Mashable.it, ha dimostrato che un sistema di questo tipo potrebbe generare problemi di vario tipo: violazione dei dati sensibili, limiti tecnologici per lo sviluppo e gli eventuali errori legati all'uso, e in ultimo la questione etica, nessuno sarebbe più anonimo e difficilmente riusciremmo ad accettarlo.

Carmine Zaccaro
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