Importante: leggi aggiornamento del 28-01-12.
Novità in vista per chi si è laureato o si sta laureando, a seguito delle norme introdotte nel decreto che oggi sarà varato dal Consiglio dei Ministri. Nei giorni passati si è parlato dell'abolizione del valore legale del titolo di studio, con relative polemiche. Tuttavia questo aspetto non verrà toccato, ma nei concorsi pubblici non si terrà più conto del voto di laurea, ma solo dell’esito della prova. Quindi dal 66 al 110 e lode, i laureati saranno tutti uguali agli occhi dello Stato.
18 E STO - Spesso, un’affermazione che si sente dire dagli studenti universitari è: “A me non interessa niente del voto, prendo tutto. L’importante è laurearsi”. Da oggi sarà davvero così. Infatti, nei concorsi pubblici, il voto della laurea non sarà preso più in considerazione perché conterà solo il risultato della prova. La naturale conseguenza è che, tranne nel caso della laurea in Medicina, disciplinata a livello comunitario, la laurea perderà peso nella selezione per la pubblica amministrazione. Quindi, non verranno assegnati punteggi in più, né per il voto, né per il tipo di laurea di cui si è in possesso. Inoltre, l'Anvur (l'agenzia delle valutazioni del sistema universitario) dall'anno prossimo stilerà una classifica delle migliori università italiane. Nei concorsi, infatti, l'ateneo di provenienza avrà molta importanza.
UNI SUL WEB AL VERDE - Un duro colpo arriva, in particolare, alle università telematiche. Si tratta di atenei che forniscono lauree tramite Internet dopo aver frequentato lezioni e sostenuto esami sul web. Infatti, il decreto afferma che vengano escluse: “tutte le università telematiche dalla ripartizione di una quota dei contributi di cui alla legge sulle università non statali legalmente riconosciute”. In parole povere, verranno azzerati i fondi che l’ex ministro, Mariastella Gelmini, aveva introdotto con il cosiddetto emendamento Cepu.
OGGI, SOLO RICERCA - Fino ad ora, come molti studenti universitari sanno bene, ai ricercatori veniva affidato, soprattutto, il compito di sostituire i professori a lezione o durante gli esami. Grazie al decreto che sarà approvato oggi, questo non sarà più possibile: i ricercatori dovranno fare esclusivamente ricerca. Inoltre, i bandi per i posti da assegnare per la ricerca dovranno essere pubblicati sulla “Gazzetta Ufficiale”.
Cosa ne pensate di queste novità? E' giusto considerare uguali studenti che hanno preso voti diversi alla laurea?
Serena Rosticci








Commenti
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Visitatore
Visitatore Il voto ha rovinato l'università perché molti studenti "studiano" esclusivamente per il voto ovvero non gliene frega niente di capire veramente quello che studiano ma si "attrezzano" per prendere il voto più alto possibile, oppure per mantenere una certa media sacrificano alcune materie dove invece potrebbero eccellere.
1 mese 29 giorni faL'assurdità è vedere studenti che rinunciano a facoltà come Ingegneria, Informatica, Fisica perché le medie dei voti sono basse e verrebbero penalizzati da chi selezione il personale (meglio una laurea in lettere con 110 e lode che una laurea in Informatica con 90/100 per essere assunto in banca!!!).
I voti poi sono soggetti a raccomandazioni veramente ignobili, ovvero ci sono studenti normali che vengono forzatamente tenuti sotto il 25 ed altri che senza fatica vengono portati a 30 su quasi tutte le materie, studenti di serie A raccomandati e poveracci di serie B con voti bassi e che meriterebbero di più.
Insomma ai voti non ci crede nessuno in particolare chi come me ha fatto l'Università perché NON C'E' MERITOCRAZIA ma solo BARONISMO.
giuliascientifico o.o
2 mesi 15 giorni fagiuliascientifico ma daiiiii u.u
2 mesi 15 giorni fatiscali Ma la meritocrazia dove è ? Incredibile !!!
2 mesi 21 giorni faDaniele Comunque alla fine la cosa non è passata, tranquillo
2 mesi 20 giorni faVisitatore Gm0yAD <a href="http://kbhwcvgkeqqt.com/">kbhwcvgkeqqt</a>
2 mesi 22 giorni faVisitatore It's wodrneful to have you on our side, haha!
3 mesi 2 giorni faRipano Eupilino Se ciò significa che non conterà più il voto bensì la preparazione, allora sono d'accordo. Resta il problema di attestare con certezza quest'ultima. Una riforma dei test sarebbe necessaria ma per niente semplice.
3 mesi 22 giorni fatroppapaura e poi si parla di meritocrazia..... d'accordo che in un certo senso il voto è relativo, però chi adotta la filosofia del "18 e sto" francamente non denota una grande preparazione, ma piuttosto un barcamenarsi per arrivare ad un obiettivo col minimo sforzo. E poi, se dovesse trovare nell'ambito lavorativo una situazione che non sa come gestire, proprio perchè non si era preparato adeguatamente su quella?
3 mesi 24 giorni famordillo ahi ma non facciamo confusione, si sta parlando di valore legale ai concorsi, non che il voto non abbia più valore; il voto continuerà ad avere un gran valore nel mondo del lavoro, ma se passa il decreto non sarebbe più condierato per l'ammissione ai concorsi, cosa a mio avviso, giusta dal momento che non esiste una omogenità di assegnazione dei voti sul territorio nazionale.
3 mesi 24 giorni faSerena R. Si mordillo, ma passare un concorso pubblico significa poter entrare nel mondo del lavoro (e anche con un bel posticino
). Quindi, come abbiamo precisato nella news, il voto della laurea non conterebbe solo agli occhi dello Stato...
3 mesi 24 giorni facelo8 ma il decreto è già stato approvato?
3 mesi 24 giorni faSerena R. Da quanto ho potuto capire, hanno deciso di aspettare per approfondire meglio la tematica
3 mesi 24 giorni facelo8 giacomo, certo hai ragione, però non si può paragonare un 110 e lode a un 70... e meno male che per me la laurea è ancora un lontano orizzonte... di qui a 10 anni le cose potrebbero cambiare altre 20 volte...
3 mesi 24 giorni faGiacomo J. Io credo che dovremmo un po' liberarci della cultura del "pezzo di carta" . Una persona deve dimostrare di valere a prescindere dal voto che qualcuno (a quale titolo, poi, è tutto da definire) gli ha appioppato..
3 mesi 24 giorni fadorin Tanto vale fare i muratori. Senza togliere nulla a loro
3 mesi 24 giorni farufy96 Bene...così si da la precedenza a chi si laurea nelle università private (Louiss, Bocconi, ecc) e non in quelle statali...con tanta gente ignorante che ci passerà davanti!
3 mesi 24 giorni faLo Stato vuole un branco di pecoroni o di falliti se uno a 28 anni non è laureato solo perchè la mattina studia e il resto del giorno lavora!
Serena R. Ma ci pensate? Un 110 uguale ad un 66... Ho quasi i brividi...
3 mesi 24 giorni faStellaa* Lo Stato ci vuole ignoranti! -.-
3 mesi 24 giorni faPensateci..
lenlauret Questa nuova legge se da un lato, dovrebbe incentivare i ragazzi a laurearsi in breve, perchè sparirà la c.d. ansia della media, da un lato manda al diavolo il merito...e chi si è impegnato di più non avrà nessun riconoscimento. A me non piace. Scusate la franchezza.
3 mesi 24 giorni faDaniele Beh, secondo me il voto conta eccome!
3 mesi 24 giorni fa