Il problema del Numero Chiuso

Marco Sbardella
Di Marco Sbardella


Alcuni corsi universitari prevedono un numero limitato di posti (numero programmato) definito a livello nazionale. La selezione degli studenti viene effettuata in base al risultato di un test attitudinale predisposto dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Generalmente i test, anche se definiti attitudinali, mirano semplicemente a verificare la conoscenza dello studente relativamente ad alcune discipline specifiche, e sicuramente non sono in grado di stabilire la reale attitudine a frequentare con profitto il corso di studi. L’Unione degli Universitari fin dalla sua nascita ha sempre lottato per ribadire il diritto costituzionale del libero accesso alla formazione.

Questo diritto purtroppo viene eluso in molti modi e questa tendenza pare allargarsi in maniera preoccupante.

Il numero chiuso è stato legalizzato, per alcune facoltà, con la legge n. 264 del 2 agosto 1999.

Questa prevede che siano a numero programmato, definito a livello nazionale, i corsi di laurea in:

· Medicina e Chirurgia;

· Medicina Veterinaria;

· Odontoiatria e Protesi Dentaria;

· Scienze Motorie; · Architettura;

· Scienze della Formazione Primaria;

· i corsi universitari di nuova istituzione (o attivazione) per un numero di anni corrispondente alla durata legale del corso,

· i corsi o le scuole di specializzazione individuate da specifici decreti,

· le Scuole di Specializzazione per l'Insegnamento Secondario,

· i corsi di formazione specialistica dei medici e le scuole di specializzazione per le professioni legali.

Sono invece programmati dagli Atenei, quei Corsi di Laurea per i quali l'ordinamento didattico preveda l'utilizzazione di laboratori ad alta specializzazione, di sistemi informatici e tecnologici o comunque di posti-studio personalizzati; i Corsi di Laurea (vecchi Diplomi Universitari) afferenti alle facoltà mediche o per i quali l'ordinamento didattico prevede l'obbligo di tirocinio come parte integrante del percorso formativo, da svolgere presso strutture diverse dall'ateneo. Vincere i ricorsi è diventato molto più difficile. La tecnica attuale è fare ricorso, ottenere dai Tar una sospensiva e sperare che nel frattempo arrivi una sanatoria dal parlamento. Non vi fidate quindi di chi vi offre la possibilità di un ricorso collettivo e rivolgetevi alle associazioni studentesche per informazioni più dettagliate sulla situazione legislativa.

Per qualsiasi informazione sui test e su eventuali azioni legali contro lo sbarramento dell’accesso nelle università contattate info@udu.it avvocato@udu.it

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