Ad una settimana di distanza, le dichiarazioni del vice-ministro del Welfare, Michel Martone, ci fanno ancora un po’ sorridere. Definire “sfigati” gli studenti che si laureano oltre i 28 anni ha lasciato tutti perplessi e ha scatenato la rabbia soprattutto di tutti quegli studenti che lavorano tutto il giorno per mantenersi gli studi e si preparano gli esami la sera. Ma forse non sono solo gli universitari a sentirsi offesi. Infatti, nel mondo della politica non sono pochi quelli che hanno preso la laurea dopo i 28 anni e quelli che, invece, questo titolo di studio non l’hanno per niente.
POLITICI “SFIGATI” – Ovviamente, anche molti dei nostri politici hanno avuto motivi seri per laurearsi in ritardo. Antonio Di Pietro, per esempio, si è laureato a 28 anni in Legge mentre era un impiegato all’aeronautica. Alla stessa età ha conseguito una laurea in Lettere Nichi Vendola, mentre era già dirigente dei Giovani Comunisti e dell’Arcigay. Invece, per Alessandra Mussolini il percorso fu un po’ più travagliato: a 30 anni è entrata in Parlamento dichiarandosi dottoressa in Medicina, ma la vera laurea la conseguì solo un anno dopo. Il titolo di laurea in Ingegneria Ambientale è arrivato, invece, dopo i 40 per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Possiamo, invece, definire “studentessa lavoratrice” Mara Carfagna, che si è laureata in Legge nel 2000, anno in cui posava nuda sulle copertina di giornali famosi.
“SFIGATO” SPECIAL – Ma forse, a farci sorridere davvero sono soprattutto due nomi molto noti, uno dei quali particolarmente “caro” agli studenti: Mariastella Gelmini e Daniela Santanchè. La prima è diventata dottoressa in Legge a Brescia a 29 anni, con solo un anno di ritardo in base allo sfigatrometro di Martone. La sua tesi riguardava i Referendum, ma il suo relatore non ne fu particolarmente entusiasta visto che la definì “sciatta”. Invece, diverso corso ebbero gli studi della Santanchè che si è laureata in Scienze Politiche a Torino e che ha dichiarato di aver frequentato un Master alla Bocconi. Peccato che il “Master” in questione era solo un breve corso di una ventina di giorni aperto anche ai diplomati.
“SFIGATO” SENZA LAUREA – Nel mondo della politica sono comunque molti i nomi di quelli che sono riusciti a farcela anche senza un diploma di laurea. Un esempio sono Massimo D’Alema, Umberto Bossi, Francesco Rutelli, Livia Turco e Giorgia Meloni.
Secondo te, serve davvero una laurea per avere successo nel lavoro e nella vita?
Serena Rosticci








Commenti
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Die Gedanke sind frei Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!
3 mesi 14 giorni faMariastella Gelmini è laureata!
Scherzi a parte! Io credo che non importa a quanti anni prendi la laurea, alla fine non cambia il valore anche se è meglio prenderla presto, in modo da entrare nel mondo del lavoro prima. Per rispondere alla domanda aggiungo che oggi non importa ciò che sai, ma ciò che sai fare e questo vale soprattutto all'estero!
Io personalmente non so se andrò all'università, ma sono sicura che in Italia spesso e volentieri non vale ne ciò che sai, ne ciò che sai fare, ma vale molto di più la raccomandazione! E l'unico modo per farsi spazio tra i giganti è avere un'idea cioè fare e/o dare ciò che gli altri non offrono, oppure fare meglio ciò che altri hanno già fatto.
lucapier so che non centra niente la domanda,comunque: ora c'è di nuovo differenza tra chi prende 110 e chi prende ad esempio 78??(intendo differenza di punteggio finale!)
3 mesi 14 giorni faAli Q Che domanda complessa, questa! Da una parte, infatti, pare che oggigiorno non si possa fare niente o quasi senza una laurea, e a volte neanche con quella: poche sono infatti le aziende che assumono, perfino se hai un curriculum universitario di tutto rispetto. A maggior ragione, se hai solo un diploma sei tagliato fuori da molte cose. Di conseguenza capita di non riuscire ad avere successo nel mondo del lavoro proprio perchè non ti viene data neanche la possibilità di tentare, e questo solo perchè non hai le credenziali giuste, e non perchè non ne saresti capace.
, e ho sempre pensato che fosse l'unica cosa che davvero ti permettesse di emergere, di riuscire nel lavoro e nella vita. Il titolo di studio è importante, certo, ma non esiste solo quello. E io credo -forse mi sbaglierò, ma non importa- che le persone davvero intelligenti e brillanti prima o poi riescano ad emergere lo stesso, anche se non sono andate alla Sorbona o alla Normale. Il segreto è sempre lo stesso: trovare la propria strada.
3 mesi 17 giorni faDall'altra, invece, ho sempre avuto un'opinione personale differente. Sono sempre stata infatti una grande fan dell'intelligenza (l'intelligenza quella vera, quella viva e creativa, non la "secchionaggine"
Serena R. Parole sante Ali
3 mesi 17 giorni fa