Verso il Referendum: Tv e social network, le finestre dei giovani sulla politica

Marcello G.
Di Marcello G.

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Chi l’ha detto che i giovani non sono interessati alla politica? Spesso si sente dire che i ragazzi appaiono distanti dall’attualità, poco attenti ai grandi temi. Qualcuno sostiene che le nuove generazioni non siano poi così preoccupate di seguire l’andamento del dibattito pubblico, rischiando di perdere di vista le questioni che un domani riguarderanno da vicino anche loro. Eppure c’è un numero consistente di loro che s’interessa alle vicende politiche di casa nostra, informandosi attraverso un uso massiccio dei media, tra cui si fanno largo internet e social network. A dircelo una ricerca condotta dall’istituto di ricerca SWG e da Skuola.net su un campione di 1.755 utenti, tra i 15 e i 25 anni.

Politica nazionale o locale?


Per quanto riguarda la politica nazionale o locale, dalla ricerca emerge che, tra i giovani che si interessano di politica, c’è attenzione maggiore nel seguire le vicende che riguardano tutto il Paese rispetto alle questioni regionali o del proprio Comune. Il 73% dei ragazzi osserva con maggior attenzione, più di una volta a settimana, la politica nazionale: il 38% dice di farlo ogni giorno, il 35% almeno un paio di volte. La politica locale, invece, attrae meno della metà degli intervistati (raggiungono il 43%): il 28% se ne occupa due volte a settimana, solo il 15% tutti i giorni. Specifichiamo che si tratta di percentuali che si riferiscono al segmento dei giovani interessato alla politica.

I giovani preferiscono la Tv, ma si fa strada Internet


Ma a quali fonti si rivolgono le nuove generazioni per rimanere aggiornati su politica e dintorni? Grosso modo sono le stesse che interpellano per informarsi anche sulle altre questioni: numeri in linea con i flussi di traffico mossi dai più giovani. Come era prevedibile, la Tv ha ancora il monopolio delle notizie, se non altro per la praticità di ascoltarle: il 64% dei ragazzi che si informano di politica usano questo strumento, ancora di più (il 68%) se si tratta di under18. Ma la crescita di Internet è sotto gli occhi di tutti: il 42%, infatti, naviga sui siti dei quotidiani online; un dato che tra i maggiorenni sale al 46%. Anche se i giornali sono sempre più braccati dai social network (opzione scelta dal 39% del campione). Più indietro i siti generalisti, al 23%; prosegue inesorabile il crollo dei quotidiani cartacei, relegati a un modesto 21%.

L’ascesa dei social network: Facebook non teme concorrenza


I social network, dunque, sembrano essere la nuova frontiera dell’informazione. Le ultime ricerche parlano chiaro. E i ragazzi non fanno che avvalorare la tesi. Molto però dipende dal tipo di piattaforma; alcune si prestano più di altre a veicolare notizie. Facebook, in questo, batte tutti e quasi in 4 casi su 5 (l’88%) è il social interpellato prima degli altri per scovare le novità politiche; un canale preferito soprattutto dagli over18. I minorenni, invece, sembrano più affezionati a Instagram, più ‘visual’ e, perciò, di rapida consultazione, anche se solo il 10% del totale lo mette al primo posto. Leggermente meglio Twitter (27% di preferenze) che, però, agli occhi dei giovani appare una cosa più da adulti.

Fanpage, profili ufficiali, blog e condivisioni: ecco il nuovo volto dell’informazione


In ogni caso, anche se prendiamo come punto d’osservazione lo stesso social network, non tutti s’informano allo stesso modo. Esiste tuttavia un minimo comune denominatore. Il 51% dei ragazzi che si informano tramite i social sceglie le pagine ufficiali dei giornali e delle testate che parlano di politica (sono soprattutto maggiorenni) confermando il graduale spostamento dei lettori dai siti internet ai social. Molto gettonate tra i maggiorenni – sono in media al 44% delle preferenze, al 47% tra gli over18 - anche le pagine o i blog personali di esperti della materia. Mentre i più giovani tendono a preferire un’informazione ‘indiretta’, affidandosi ai commenti e alle condivisioni sul feed del singolo social network (sono il 41%, rispetto a una media del 35%). Livelli simili anche per i profili dei politici, scelti dal 36%; meno appeal per le pagine dei partiti, ferme al 25%.

Famiglia e amici: solo qui si discute di politica


Ma un conto è seguire la politica, un altro è intervenire nel dibattito. In questo caso, i ragazzi, si dividono. Il 57%, infatti, confessa di parlare non così frequentemente di politica (il 9% praticamente mai). Il 43%, invece, cerca di approfondire attraverso il dialogo con gli altri; anche se solo il 10% ritiene di farlo molto spesso. Confronti che, però, nella maggior parte dei casi rimangono confinati tra le mura domestiche o nella cerchia delle persone più vicine: il 67% degli intervistati parla di politica prevalentemente in famiglia, il 46% con gli amici più stretti. Mentre la scuola e il luogo di lavoro non sembrano i contesti più adatti per affrontare certi discorsi, considerato che appena il 29% ne parla con i compagni di classe (o con i colleghi) e ancora di meno – il 25% - si aprono con insegnanti e superiori.

Marcello Gelardini

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