Scoperta Particella di Dio, orgoglio tricolore

Mirko C.
Di Mirko C.

Scoperta la Particella di Dio, il bosone spiegato a tua nonna

Grida, applausi e pianti. Non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime Peter Higgs, mentre la ricercatrice italiana Fabiola Gianotti presentava i dati al pubblico del CERN di Ginevra. Lui è il fisico che nel 1964 teorizzò l’esistenza di una particella in grado di giustificare l’esistenza della materia nella forma in cui la conosciamo, con una massa e una forma propria. Dopo 48 anni di esperimenti si è arrivati finalmente ad osservare la famosa “Particella di Dio”, come nel tempo è stata soprannominata. Un traguardo importantissimo della scienza, al raggiungimento del quale hanno contribuito oltre 600 menti eccellenti sfornate dalle nostre università, un successo che tiene alti gli onori della ricerca italiana.


COS’E’ IL BOSONE DI HIGGS
- La fisica delle particelle studia tutto ciò che esiste all’interno di un atomo, quindi arriva ad indagare come è fatta la materia che ci circonda e come si comportano le sue componenti più microscopiche. Il Bosone di Higgs è una particella più piccola dell’atomo che è in grado di spiegare il motivo per cui l’universo che conosciamo è così come si presenta ai nostri occhi: fatto di materia con una propria massa. Una particella importantissima, alla base della nostra stessa esistenza.

LA FISICA DELLE PARTICELLE: TEORIE E MODELLI - La fisica contemporanea è una scienza che in un certo senso è appena nata. Quello che si conosce è infinitamente piccolo rispetto a quello che resta da scoprire e da capire. Ci sono tanti limiti tecnologici che, una volta superati, aprono la strada per nuovi traguardi. Un mondo affascinante dove un livello, sblocca l’altro, in un percorso di conoscenza virtualmente infinito. Per adesso la maggior parte delle cose è solo teorizzata, cioè spiegata secondo modelli matematici. Uno di questi modelli, detto Modello Standard, è la ricetta che contiene tutti gli ingredienti necessari per creare la materia, e quindi l’universo, le stelle, i pianeti e i rispettivi abitanti. Questi ingredienti sono organizzati in gruppi, ci sono i mattoni fondamentali (quark e leptoni), e le particelle messaggere come i fotoni e i gluoni, i quali sono la “colla” che tiene unito tutto il mix. E poi c’è il Bosone di Higgs, che è una sorta di polvere magica che permette a tutti questi componenti di interagire tra loro, legarsi, animarsi. Attirando a se le altre particelle crea degli aggregati. Questi hanno una massa, creano delle interazioni e degli attriti e per questo non sono più in grado di muoversi alla velocità della luce, condizione sulla quale si basa la maggior parte delle leggi della fisica.

COME E’ STATO SCOPERTO - La scoperta è avvenuta al CERN di Ginevra, uno dei centri all’avanguardia mondiale per quanto riguarda la fisica delle particelle. Qui si sono succeduti molti team formati da migliaia di ricercatori provenienti da tutto il mondo. Gli esperimenti più importanti sono stati ATLAS e CMS, che sono stati effettuati usando un macchinario detto “acceleratore di particelle” chiamato LHC: un anello con un diametro di 20 chilometri, costituito di acciaio, magneti e cavi. Diecimila tonnellate di altissima tecnologia in grado di sprigionare una potenza enorme. Al progetto hanno partecipato oltre 600 scienziati italiani e il nostro Stato ha investito ben 480 milioni di euro in sei anni come contributo per la costruzione di LHC.

PERCHE’ SI CHIAMA PARTICELLA DI DIO - In realtà il Bosone di Higgs non doveva chiamarsi “Particella di Dio”. In un libro di fisica del 1993 fu chiamato "The Goddamn Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question?". The Goddamn Particle, ovvero “la particella maledetta”, che a causa della censura diventò “The God Particle”, la “Particella Dio”, che per successiva storpiatura diventò la “Particella di Dio”. Un soprannome mai condiviso da Higgs che, seppur ateo, lo ha sempre considerato potenzialmente irrispettoso verso le persone credenti.

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