Rocky Balboa


A trent'anni dal suo esordio nel ring del cinema, torna un' icona del cinepugilato, per dimostrare che c'è sempre un'ultima occasione. Basta non aver paura di salire per l'ultima volta sul ring.

Sono passati 16 anni da Rocky V e 30 dal primo Rocky quello che ci ha fatto ballare sulla poltrona del cinema, per schivare i pugni dei suoi mitici avversari. Quello che urlava Adriana, beveva uova crude al mattino e per allenarsi saliva le scale di un edificio di Philadelphia. L'ex campione dei pesi massimi, celebre come lo Stallone Italiano, vive di ricordi, che dispensa generosamente ai clienti abituali del suo ristorante, Adrian's, in memoria dell'amata moglie scomparsa. Suo figlio Milo si tiene a distanza, molto occupato nel volersi liberare dell'ingombrante figura paterna. Rocky non si allena più da anni, ma la nostalgia del 'quadrato', e dell'adrenalina del combattimento non l'ha mai abbandonato. Mason 'The Line' Dixon è l'attuale campione dei pesi massimi, ed è considerato dagli appassionati un pugile molto tecnico ma senza cuore. Un giorno, una simulazione al computer lo mette di fronte al Rocky Balboa dell'epoca d'oro. Con esiti disasstrosi per Mason. Ma chi vincerebbe se i due si dovessero incontrare veramente? Il manager di Dixon, a caccia di incontri facili e di pubblicità, lancia l'idea di verificare. E quel pazzo di Rocky, che ha quasi il doppio degli anni del suo sfidante, non si tira indietro. La prospettiva di un combattimento con Dixon significa una seconda opportunità, quella che non avrebbe mai pensato di poter avere, una possibilità su un miliardo per dimostrare a se stesso e a quelli che ama che non è ancora giunto il momento di dire che è finita.

Che senso ha riportare sul ring un'icona di trenta anni fa? Scritto, diretto, interpretato e prodotto da Sylvester Stallone, Rocky Balboa è il capitolo conclusivo di un destino: quello di un attore con il suo personaggio. Il binomio Rocky-Stallone è diventato un simbolo nel lontano 1976, quando uscì Rocky, scritto dall'allora sconosciuto Stallone e diretto da John Avildsen. Il film vinse tre Oscar, incluso Miglior Film, e incassò 117 milioni di dollari solo negli Stati Uniti. In Rocky Balboa il vecchio pugile, ritiratosi dal ring oramai da anni, tenta nuovamente l'assalto al titolo di campione dei pesi massimi perché quello è ciò che sa fare, e vuole provare a se stesso e agli altri che ancora sa farlo. A riprendere i ruoli ricoperti nella pellicola originale, troviamo Burt Young nel ruolo di Paulie, amico di vecchia data e cognato di Rocky, apparso in tutti i sei film della serie, e Pedro Lovell nella parte di Spider, un tempo suo avversario e ora cliente del suo ristorante. Bentornato Rocky!

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