Pillow fight: attenti a quel cuscino

Cristina Montini
Di Cristina Montini


Dal Pacifico all’Atlantico, di nazione in nazione si sta diffondendo e contagia sempre più persone, giovani e non: non stiamo parlando di nessuna nuova influenza che minaccia la salute dell’umanità, ma di uno straordinario rimedio anti-stress: la “pillow fight”.

PILLOW FIGHT - Mai sentito parlare di “pillow fight”? Allora ve lo spieghiamo noi. È una iniziativa nata a San Francisco (stavolta gli americani hanno avuto una bella trovata!) per combattere lo stress quotidiano e scaricare le tensioni che si accumulano tra studio, lavoro e impegni vari: i partecipanti si danno appuntamento in una piazza e danno libero sfogo alla loro energia tirando a destra e a manca cuscinate a più non posso.

LA BATTAGLIA DI ROMA - E i “pillow fighter” sono scesi in campo anche a Roma. In 400 si sono armati di cuscini e hanno combattuto una storica battaglia che si è conclusa senza spargimento di sangue, ma solo di piume. L’appuntamento era stato fissato nella piazza di Santa Maria in Trastevere, domenica 27 aprile alle ore 18, e l’invito è stato lanciato dal blog ufficiale The Roman Pillow Fight ormai arrivato già alla quarta edizione di questa meravigliosa iniziativa.


CHE SPETTACOLO! - È stato il campanile della chiesa, alle 18, a dare il via ai combattimenti e dopo circa un’ora la piazza era ricoperta da un soffice manto di piume e circondata da turisti e curiosi che si sono goduti, un po’ increduli, lo spettacolo. E lo stress trasformato in allegria.

REGOLE RIGIDE: SOLO CUSCINI MORBIDI - Ma le regole parlano chiaro: niente cuscini “contundenti”, non si può colpire chi non è munito di cuscino e nemmeno chi implora pietà o vuole rimanere neutrale ed evitare federe con bottoni e cerniere che possono far male.

CHI LO FA PER SPORT - Ma ce anche chi la presa sul serio. In America la cosa ha preso piede ed entusiasmato talmente tanto le persone che la battaglia dei cuscini è diventata uno sport, con tanto di Lega sportiva ufficiale, la “Pillow Fight League”. Ma più precisamente l’invenzione è canadese ed è venuta in mente ad un’ex batterista, Stacey P. Case, che durante un concerto è rimasta colpita dalle ballerine che sul palco si tiravano dei cuscini e ha immaginato che ne potava nascere uno sport!

Avete mai partecipato ad uno di questi “morbidi scontri”? Vi piacerebbe farlo? Ditecelo commentando la news!

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