Daniele di Daniele
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Io non ho paura di Ammaniti

Il libro Io non ho paura è un libro scritto dall'autore italiano Niccolò Ammaniti. Ispirato al romanzo è stato girato anche un film che prende il nome del romanzo Io non ho paura. Le vicende raccontate sono ambientate nel paese di Acqua Traverse, nell'Italia meridionale. Si tratta di un paese molto piccolo. Viene raccontata la storia del piccolo Michele Amitrano, il protagonista del romanzo di Ammaniti, che è un bambino molto intelligente e amante del calcio. Michele proviene da una famiglia povera e ha anche una sorella più piccola di lui, Maria. La storia comincia con Michele e altri ragazzi della sua età che stanno giocando. Per difendere una ragazza del suo gruppo, Michele deve mettere in pratica una penitenza: entrare in una casa diroccata.
Dopo esserci riuscito il ragazzo, nel tentativo di uscire dall'abitazione, cade senza però avere problemi fisici. Successivamente Michele vede un buco profondo nell'abitazione, da cui scorge un ragazzino incatenato, con cui stringerà un'amicizia.

Indice

Io non ho paura
Il protagonista
Personaggi di Io non ho paura
Riassunto Io non ho paura
Storia dal punto di vista del bambino rapito
Messaggio del romanzo
Film Io non ho paura
Descrizione del protagonista del film
Differenze tra libro e film
Trama e analogie tra film e libro
Commento Io non ho paura
Recensione Io non ho paura
Io non ho paura, film
Io non ho paura di Ammaniti

Io non ho paura


Titolo Libro: Io non ho paura
Autore: Niccolò Ammaniti
Genere: "Io non ho paura" è un romanzo di formazione, cioè un'ampia descrizione delle vicende di uno o più personaggi. È un romanzo di formazione che rappresenta il processo di formazione del protagonista, attraverso vicende, incontri, esperienze.
Ambiente: E' estate del 1978 e il clima è torrido. Il libro Io non ho paura è ambientato nella campagna meridionale: il paese si chiama Acqua Traverse, una frazione di Lucignano composto da quattro case in tutto, se si esclude un grande casale dell'Ottocento, senza una piazza, senza strade se non lo stradone centrale. Un minuscolo centro abitato disperso tra infiniti campi di grano, un luogo immaginario ma incredibilmente realistico.

Il protagonista


Michele Amitrano è un ragazzino di nove anni di famiglia povera, ha una sorellina più piccola. Gli piace il gioco del calcio, è molto bravo in porta e gli piace cercare sempre nuove avventure e fare escursioni sulla Scassona, la vecchia bicicletta del padre. Michele è un bambino altruista, generoso, disponibile, responsabile e maturo.

Personaggi di Io non ho paura


Bambini:
Maria Amitrano è la sorella di Michele, ha cinque anni, indossa gli occhiali, di imitare e seguire il fratello.
Filippo Carducci è il bambino che è stato rapito, ha nove anni ed è biondo. È rappresentato come un mucchio di stracci, la faccia è nera e sudicia e i capelli sottili sono impastati con la terra. Non riesce ad aprire le palpebre per lo sporco. Le narici sono otturate dal moccio e dalle croste. Vede in Michele il suo angelo custode, colui che lo può liberare dal "signore dei vermi" e portarlo al sicuro.
Salvatore Scardaccione ha nove anni ed è il migliore amico di Michele. È solitario, ma molto sveglio. Sarà lui a tradire Michele in cambio di una lezione di guida del fratello di Antonio.
Antonio Natale, detto il teschio, è il più grande della banda, ha dodici anni, gli piace comandare ed è il capo. È grosso, forte e coraggioso e se qualcuno disobbedisce diventa cattivo e sono guai.
Barbara Mura fa parte della banda, ha undici anni ed è cicciottella. Quando viene organizzata una sfida, la penitenza tocca sempre a lei perché arriva ultima. Si innamora di Michele, colpita dalla sua generosità nel dichiararsi pronto a fare la penitenza al posto suo.

Adulti:
Teresa, la mamma di Michele, ha trentatré anni. È ancora bella: ha i capelli neri che le arrivano a metà schiena, gli occhi scuri e grandi come mandorle, una bocca larga, denti forti e bianchi e un mento a punta. È alta, formosa, ha il petto grande e un bel sedere. È severa, ma è sempre pronta a difendere il figlio.
Pino Amitrano, il padre di Michele, fa il camionista e il suo sogno è quello di arricchirsi per portare la propria famiglia al Nord. Proprio per realizzare questo sogno diventa uno dei rapitori di Filippo. È un uomo piccolo, magro e nervoso. Ha i capelli neri, tirati con la brillantina, la barba ruvida e bianca sul mento. Odora di sigarette e di colonia. È una persona buona e generosa e vuole molto bene a Michele.
Felice Natale è il fratello maggiore di Antonio e ha vent'anni. È molto cattivo con i bambini. Porta i capelli corti, gli piacciono le armi e veste sempre con giacche e pantaloni mimetici. Gira sulla sua 127 e ha il compito di sorvegliare Filippo. Picchia i più deboli e viene definito un "povero diavolo".
È molto solo, senza né un amico né una donna.
Pietro Mura è il padre di Barbara. È un uomo basso e tozzo, con un paio di baffoni neri che gli coprono la bocca. Ha fatto per tanti anni il barbiere a Lucignano, ma ora fa il contadino. Ha partecipato anche lui al rapimento.
Sergio Materia è il capo dei rapitori. Ha sessantasette anni, viene da Roma e ha fatto molta prigione per una rapina. È un uomo magro, ha la testa pelata, ma sopra gli orecchi gli crescono dei capelli giallastri che tiene raccolti in una coda. Ha il naso lungo, gli occhi infossati, le sopracciglia lunghe e bionde e porta gli occhiali. Fa inoltre un sacco di rumori: tossisce, soffia... fuma molto.

Riassunto Io non ho paura


Ecco il riassunto di Io non ho paura. Un gruppo di ragazzi si ritrova, come ogni giorno, a scorrazzare su e giù per una collina. Siamo nel 1978, è estate, con un caldo torrido. Il calore entra nelle pietre, la terra si sbriciola e il respiro è faticoso.
Michele Amitrano, il protagonista, per difendere una ragazza del gruppo, togliendola da un grosso imbarazzo, si propone al posto suo per eseguire la penitenza: arrivare al piano superiore di una casa diroccata e disabitata senza poter utilizzare né le scale né i gradini ridotti a un ammasso di pietre.
Dopo molte difficoltà, riesce a salire; arrivato al davanzale della casa, deve buttarsi per proseguire, e uscire dalla stessa, ma cade a terra in malomodo. Il ragazzo ha per pochi attimi paura, ma riesce poi a muoversi, si guarda intorno e percepisce di essere caduto su una tettoia trasparente ricoperta da un materasso, al di sotto intravede un buco profondo.
Con grande stupore nota delle sembianze umane: si tratta di un bambino raggomitolato su se stesso.
Forse dorme, forse è morto... ma, mentre riflette, viene chiamato dagli amici e con loro ritorna a casa.
Davanti alla casa, Michele trova il camion del padre; con gioia accoglie il genitore che mostra un regalo: una gondola veneziana con i remi, da lasciare come soprammobile sopra la televisione. Nella notte, Michele pensa con angoscia al ragazzo imprigionato nel buco e la mattina dopo ritorna sul luogo per verificare quello che il giorno prima aveva visto.
È tutto vero. Il bambino è lì, incatenato e chiede con insistenza dell'acqua. Inizia così un rapporto di aiuto amicizia, anche se a volte rimane Michele impressionato dai discorsi del ragazzo.
Cerca di confidarsi con il padre, ma capisce che c'è qualcosa di oscuro, di misterioso e ingiusto, e che la sua famiglia è complice di un grave fatto: il rapimento di Filippo Carducci.
Intanto arriva un amico del padre che per un certo periodo abiterà con loro, con grande scontento di Michele. Per una leggerezza infantile confida al migliore amico di aver trovato un bambino chiuso in una buca circondato dalla sporcizia e del crudele piano di tagliare le orecchie al rapito.
Ritornato sul luogo del sequestro, cerca di confortare il bambino e lo porta all'aperto riuscendo anche a farlo camminare; sono diventati amici.
Ma improvvisamente compare Felice (un complice dei sequestratori) che lo minaccia con un fucile e lo costringe ad allontanarsi. Riferirà tutto al padre, il quale lo fa giurare:non vedrà mai più il bambino, altrimenti questi verrà ucciso.
Michele con difficoltà cerca di mantenere la promessa, finché capisce che è arrivato un momento decisivo e grave; sente infatti delle minacce di morte per il bambino rapito e corre subito a liberare il recluso. Nel frattempo si fa male ad una caviglia, ma non si ferma. Quando finalmente arriva da Filippo, lo aiuta ad uscire dal buco e gli ordina di andarsene. Egli obbedisce, ma subito dopo il padre di Michele arriva dentro il buco e spara all'istante.


Storia dal punto di vista del bambino rapito


Mi chiamo Filippo Carducci, ho nove anni e sono biondo.
Sono qui rinchiuso in un buco sporco e sudicio e non riesco a capire se sono morto o vivo. Il signore dei vermi viene qualche volta a controllare se ci sono ancora e fa la guardia, ma fortunatamente ci sono i miei amici orsetti lavatori che mi aiutano.
Da qualche tempo un bambino viene sempre a trovarmi; è gentilissimo e si preoccupa molto per me. La prima volta che è venuto, sembrava sorpreso di vedermi in quel buco e ha iniziato a lanciarmi qualche pietra. Io ero troppo debole per alzarmi, così sono rimasto immobile.
È ritornato il giorno dopo. Lui parlava ed io lo ascoltavo anche se sembrava il contrario. Mi diceva che lui si chiamava Michele ed aveva nove anni proprio come me. Io avevo una gran sete così alla fine gliene ho chiesta un po'; gentilmente è andato a prendermela e me l' ha calata giù in un secchio con una corta. Mi sono dunque fiondato a bere con la coperta sopra il corpo. Mi piace molto stare coperto in quel modo perché oramai non sono abituato alla luce e mi da molto fastidio. Poco dopo gli ho chiesto del cibo, ma non me ne ha dato perché suppongo non ne avesse.
Se n'è andato promettendomi di ritornare. E così fece. È ritornato il giorno seguente con qualcosa da mangiare e mi ha fatto una strana domanda: mi ha chiesto se per caso avevo mangiato una fettina di carne. Non ho risposto e senza accorgermene ho cambiato discorso. Gli ho parlato degli orsetti lavatori. Credo che mi abbia preso per pazzo ma non mi importa. È sceso sotto ed io non lo vedevo proprio: non riuscivo ad aprire le palpebre per lo sporco ed avevo tutti i capelli arruffati. Mi sono alzato e sono andato verso di lui, ma si è spaventato e se n'è andato.
Come sempre è ritornato e si è accorto che finalmente mi avevano lavato ma ho tenuto gli occhi chiusi. È sceso giù da me e mi ha pregato di aprire gli occhi. Lo ho accontentato, ma per pochi secondi. Poi mi ha detto che mia madre mi stava cercando, ma io sapevo che era morta e basta. Mi ha chiesto di salire su in superficie e, siccome insisteva, gli ho detto di si. Mi ha portato su con fatica, ma sono stato molto bene con lui perché sono ritornato a sorridere. Quando siamo tornati nel buco, il signore dei vermi ha preso Michele e lo ha tirato fuori. Credo che lo abbia maltrattato e non so se sarebbe ritornato di nuovo, anche se me lo aveva promesso.
Ora non ero più un segreto così mi hanno scaraventato in un altro buco molto più lontano di prima, affinché nessuno mi avrebbe trovato. E Michele? Speravo tantissimo di rivederlo; per me era diventato come un angelo custode. Ma non mi troverà mai!
Sono passati due o tre giorni rinchiuso qui, senza vedere nessuno. Michele mi ha abbandonato...
Alla sera ecco vedere qualcosa che si muove. Il buco si apre lentamente. È Michele! È venuto a salvarmi e a portarmi via per sempre.
Mi aiuta così ad uscire e ho notato che gli fa male una caviglia. È rimasto nel buco e mi ha detto di scappare in modo che poi lui mi avrebbe raggiunto. Non ci credevo, ma lo ho fatto. Mi sono allontanato un po', poi ho visto un uomo avvicinarsi al buco con una pistola in mano ed ha sparato. Ha ucciso Michele! Tutto per colpa mia... solo colpa mia... Dovevo esserci io lì.
L'uomo sembra parecchio dispiaciuto dopo aver fatto quel gesto, sembra suo padre. Ecco un'ambulanza: li porta via tutti e due. Mi sento così in colpa...


Messaggio del romanzo


In Io non ho paura Il bambino ha molta fiducia negli adulti e gli piace divertirsi con gli amici, ma nella seconda parte si ritrova a fare una scelta molto importante. Inoltre ha molto da insegnare a tutti perché tratta di un bambino che cerca di vincere la paura per aiutare uno sconosciuto, cui è diventato molto legato.

Giudizio: Il libro Io non ho paura mi ha colpito molto per l'attualità degli eventi descritti, per la capacità dell'autore di mettere in risalto i sentimenti e le emozioni del protagonista. La lettura è piacevole, con la voglia costante di continuare; il tema trattato permette riflessioni e ognuno di noi si interroga sul comportamento che avrebbe tenuto. Consiglio questo libro a tutti per il suo linguaggio semplice, chiaro e divertente.



Film Io non ho paura


Titolo: "Io non ho paura"
Regista: Gabriele Salvatores
Produzione: Colorado Film, Cattleya, Medusa Film
Prodotto da: Maurizio Totti, Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz
Direttore della fotografia: Italo Petriccione
Montaggio: Massimo Fiocchi
Scenografia: Giancarlo Basili
Sceneggiatore: Niccolò Ammaniti, Francesca Marciano
Costumi: Patrizia Chericoni, Florence Emir
Musiche di: Pepo Scherman, Ezio Bosso
Location: Un posto del Sud, un deserto di grano in Basilicata, il caldo torrido, l'immenso cielo blu striato da poche nuvole

Cast bambini:
* Michele = Giuseppe Cristiano
* Filippo = Mattia Di Pierro
* Barbara = Adriana Conserva
* Teschio = Fabio Tetta
* Maria = Giulia Matturro
* Salvatore = Stefano Biase
* Remo = Fabio Antonacci

Cast adulti:
* Pino = Dino Abbrescia
* Felice = Giorgio Caroccia
* Pietro = Riccardo Zinna
* Madre di Filippo = Susy Sanchez
* Sergio = Diego Abatantuono
* Anna = Aitana Sànchez-Gijòn

Descrizione del protagonista del film


Michele, ovvero Giuseppe Cristiano, è un bambino non molto alto di nove anni, magro, con i capelli castano scuro e gli occhi castani. Nel film è generoso, altruista, responsabile e maturo.</p><br>

Colonna sonora: Gabriele Salvatores usa molto spesso gli archi perché non sono invasivi e lasciano il segno. Ad esempio nei momenti di movimento e di corsa, la musica aumenta e si fa più veloce; nei momenti di suspance, la musica si fa più bassa e più lenta. Essa diventa importantissima per provare così ad immedesimarsi nel film.

Le scene più importanti: L'inquadratura è all'altezza degli occhi del protagonista, che ci fa sentire coinvolti in quello che sta accadendo. Le spighe di grano danno l'idea di nascondere qualcosa, tutto può succedere perché possono celare segreti e pericoli. Filippo pensa di essere morto perché dopo un po' che intorno a te vedi solo pareti, fango e buio e nessuno delle persone che ami viene a tirarti fuori, alla fine pensi solo quello.
I colori delle scene sono importanti, come ad esempio il buio buco che nasconde il bambino, il sole accecante che crea un bagliore con la telecamera, il giallo del grano che fa pensare alla piena estate.


Differenze tra libro e film


*Nel film a Michele viene regalata una bicicletta nuova, mentre nel libro, Michele non riceve nessun regalo.
* Nel film, Sergio è romano ed umanizzato dalle proprie storie familiari, mentre nel libro, Sergio è milanese e fino alla fine non sembrerà assumere tratti umani
* Nel film, Michele racchiude i mostri cattivi nella propria pancia per poter addormentarsi facilmente, nel libro, Michele li trasforma in filastrocche che racconta sotto le lenzuola
* Nel film Michele è molto affezionato alla Scassona, nel libro Michele non mostra molto interesse per la Scassona
* Nel film Barbara cerca di fidanzarsi con Michele, nel film Barbara non prova nemmeno ad avvicinarsi a Michele
* Nel film Salvatore ha molte squadre di Subbuteo e ne regala una a Michele, nel libro, Salvatore ha delle macchinine e ne regala una a Michele
* Nel film la riconciliazione tra Michele e Salvatore è molto più verosimile e adolescenziale e cercano di mettere da parte i loro problemi per poter fare pace, nel libro, la riconciliazione tra Michele e Salvatore avviene solo quando Michele urla con voce adulta contro Salvatore per farsi dire dove i grandi nascondono
* Melichetti è un buon uomo ma le voci dei suoi maiali lo rendono cattivo agli occhi dei bambini, nel libro Melichetti è un uomo duro che minaccia i bambini di darli in pasto ai propri maiali
* Nel film Michele non compra nulla da mangiare per Filippo, nel libro Michele con 500 lire va a comprare del pane per Filippo
* Nel film Michele si fa male ad una caviglia, nel libro, Michele arriva da Filippo sano e salvo
* Nel film Michele dopo lo sparo si ferisce solamente vedendo poi l'immagine confusa del padre, nel libro Michele subisce lo sparo
* Nel film Filippo non torna indietro, nel libro, Filippo ritorna sui suoi passi ed esclama una frase strappalacrime mentre si avvicina a Michele, che apre gli occhi tendendogli la mano
* Nel finale del film, Sergio, non compie atti particolari. Nel finale dle libro Sergio cerca di avvicinarsi a Filippo e vuole ancora ucciderlo, ma viene fermato dagli elicotteri dei carabinieri[newpage]
Differenze tra il film e il libro "Io non ho paura" di N. Ammaniti
Per certi versi, le esigenze cinematografiche arricchiscono la trama di una maggiore veridicità, eliminando alcuni passi del romanzo poco utili ai fini del racconto. Alcune piccole trovate letterarie (quali la bicicletta nuova di Michele) vengono purtroppo a mancare.
Tra le differenze principali del film, abbiamo ]il personaggio di Sergio(Diego Abbatantuono). Nel libro è romano ed umanizzato dalle storie famigliari che racconta a Michele prima di addormentarsi. Sullo schermo lo vedremo diventare milanese e, fatta eccezione per le foto della moglie brasiliana, non sembrerà in alcun modo voler assumere tratti umani. Questo è dovuto alla necessità di dover mantenere tra i cattivi il personaggio in modo che possa incarnare il finale leggermente diverso dal libro. Se nel film Sergio avesse raccontato la brutta fine di suo figlio Francesco, difficilmente avrebbe potuto dimostrarsi così spietato da voler uccidere il bambino sequestrato nonostante la vicina resa dei conti.
L'espediente fantastico di Michele che racchiude dentro la propria pancia i mostri cattivi come rituale per potersi addormentare, e le riflessioni bambinesche sulla prigionia di Filippo, nel film vengono trasformati nelle filastrocche e nei monologhi sotto le lenzuola del piccolo protagonista intento a scrivere le possibili ragioni della prigionia del bambino.
Nel film sono completamente assenti alcuni particolari quali l'attaccamento alla bicicletta rotta, la "Scassona", a cui Michele è così affezionato da recuperarla per la missione finale, lasciando da parte Red Dragon, la bicicletta nuova regalatagli dai genitori. Oppure il tentativo di fidanzamento di Barbara con Michele, o l'attaccamento dei bambini a un cane randagio comune, o la scena dell'auto che schiaccia Felice. Quest'ultima è stata logicamente eliminata nella sceneggiatura in quanto ribadiva inutilmente degli elementi già noti allo spettatore-lettore.
Le squadre di Subbuteo di Salvatore (un amico di Michele) diventano, nel film, delle macchinine, evitando il concetto di ricchezza della casa del bambino, con conseguenti estensioni moraliste.
La riconciliazione tra Salvatore e Michele, nel libro, è molto più verosimile e adolescenziale rispetto a quella nel film. Nel romanzo, infatti, i due bambini stanno giocando a nascondino e mettono da parte i propri problemi per poter vincere al gioco. Nel film, Michele urla con voce adulta contro Salvatore che gli vuole svelare dove i grandi hanno nascosto Filippo solo a patto che facciano pace.
Un chiaro esempio di come l'immagine traduca perfettamente i pensieri e le riflessioni del romanzo, è dato dai maiali di Melichetti. A questi, nel romanzo, viene dedicato un intero brano, Melichetti è un buon uomo, ma le voci sui suoi maiali, enormi e cattivi, ne alterano l'aspetto agli occhi dei bambini. Nel film, Melichetti è un uomo duro che urla contro i bambini, minacciandoli di darli in pasto ai propri maiali. Gli animali compaiono solo in una scena all'inizio, ma le loro dimensioni, i loro rumori, e l'indugiare della macchina da presa per qualche istante su di loro, ci conduce a riflettere sulla loro bestialità portandoci inconsciamente a ricalcare le riflessioni di Michele nel libro.
Molto incisiva la scena, presente solo nel film, in cui Michele va a comprare qualcosa da mangiare per Filippo con 500 lire. Il piccolo Michele rovista tra gli scaffali di snack e cerca di trovare qualcosa per saziare l'amico. Con poche parole, sguardi e gesti, ci arriva tutta l'innocenza che caratterizza il protagonista.
Come ho anticipato precedentemente, la differenza che balza all'occhio del lettore e che potrebbe indurlo a riflettere sulla validità del film rispetto al libro, risiede nel finale. Nel romanzo, dopo lo sparo e il bianco, Michele, che già si era storto una caviglia, apre gli occhi e vede l'immagine confusa del padre che cerca di salvarlo. Nel film Michele non si ferisce, subisce lo sparo, ma a questo punto viene aggiunta una scena. Filippo torna sui suoi passi e esclama una frase strappalacrime sul fatto che lui doveva essere la vittima del colpo di pistola. Sergio cerca di raggiungerlo, ma viene bloccato dagli elicotteri dei carabinieri che atterrano sul posto. Filippo si avvicinerà a Michele, che aprirà gli occhi tendendogli la mano.

Trama e analogie tra film e libro


* Filippo è descritto nello stesso modo in cui è descritto nel film
* Maria si rompe gli occhiali
* Pino regala un veliero da mettere come sopramobile sopra il televisore
* Felice è vestito sempre in modo mimetico
* Sono presenti i campi di grano con un cielo blu bellissimo
* Michele toglie Barbara da un grosso imbarazzo
* Filippo crede di essere morto
* Michele confida il suo segreto a Salvatore
* Salvatore lo tradisce per una lezione di guida
* Michele viene scoperto nel buco da Felice, che lo picchia
* La madre di Michele lo difende in qualsiasi situazione
* Michele riesce a far fuggire Filippo
* Pino spara a Michele

Commento Io non ho paura


Preferisco il libro perché il linguaggio usato è semplice, efficace e reale e i personaggi e i luoghi vengono descritti con cura e usando molti aggettivi. Il libro è migliore perché le scene vengono raccontate con dei flashback, dei ricordi, dei flussi di coscienza interiori che ci aiutano a immedesimarci nella triste vicenda del protagonista. È molto bello anche perché viene utilizzato l'io narrante, cioè racconta i fatti come se noi fossimo gli spettatori e li racconta in ordine cronologico.

Recensione Io non ho paura


Titolo: “Io non ho paura”
Autore: Niccolò Ammaniti
Edito da: Mondadori
Genere: Romanzo
Il libro: Siamo ad Acqua Traverse, un piccolo paesino del Sud con quattro case. In una di queste case, abita Michele con i propri genitori e la sorella Maria.
Michele ha un piccolo gruppetto di amici in cui il capo è Antonio Natale, detto il Teschio. Dopo una piccola gara di velocità persa per aiutare la sorellina che si era fatta male, Michele è obbligato da Teschio a fare una penitenza, dovendo entrare in una casa abbandonata. Appena fuori dalla casa abbandonata, viene a conoscenza di un buco nel terreno contenente un bambino della sua stessa età. Filippo. I due legheranno molto, ma questa amicizia non potrà durare a lungo perché Filippo è stato messo in quel buco anche dai genitori di Michele.
Personaggi: Il protagonista Michele Amitrano è un ragazzino di 9 anni, di famiglia povera, ed ha una sorella più piccola. Gli piace il calcio, è molto bravo in porta e gli piace sempre fare nuove avventure ed escursioni, ama anche la bicicletta del padre che usa spesso per stare con i propri amici. Michele è un bambino altruista. generoso, disponibile e maturo.
Spazio: Questo libro è ambientato nella campagna meridionale: il paese si chiama Acqua Traverse, una frazione di Lucignano composto da quattro case in tutto, senza una piazza,senza strade. Un minuscolo centro abitato in mezzo ad infiniti campi di grano.
Tempo: La narrazione si svolge durante l’ estate del 1978
Stile: Il linguaggio all’ interno della narrazione è di un registro informale, cioè con parole comuni e tipiche della comunicazione orale e con una sintassi disinvolta e non sempre corretta.
Tecnica: Le sequenze che possiamo trovare all’ interno della storia sono dialogiche e statiche, solo in alcuni casi possiamo trovarne dinamiche anziché statiche.
Narratore: Il narratore è interno (Michele) e racconta gli avvenimenti in prima persona adottando la focalizzazione interna fissa.
Tematiche: È un romanzo che racconta la vita di Michele e dei suoi giovani amici, che fra i campi di grano e gite in bicicletta si trovano a che fare con gli orrori della mafia, trovando un ragazzino rapito e tenuto rinchiuso senza poter vedere a lungo la luce del sole. La criminalità e la violenza ingiusta nei confronti di bambini indifesi sono i temi principali di questa narrazione.
Commento: Questo romanzo mi ha colpito molto per la capacità dell’autore di mettere in risalto i sentimenti del protagonista. La lettura è molto piacevole, il tema trattato permette riflessioni su come ognuno di noi si sarebbe comportato al posto del protagonista. Consiglio questo libro a tutti per il suo linguaggio semplice, chiaro e a volte divertente.

Il libro “Io non ho paura” è stato scritto da Ammaniti nel 2001. Le tematiche principali del libro sono l’amicizia e il coraggio.

La storia è ambientata negli anni ‘70 in un paesotto dell’Italia meridionale chiamato Acqua Traverse. Il protagonista è Michele Amitrano, un ragazzino di nove anni, che durante un gioco per penitenza deve entrare in una casa abbandonata e casualmente vede una buca coperta, dentro la quale c’è un corpo avvolto in un telo. Michele rimane molto spaventato, ma non dice niente né agli amici, né ai suoi genitori quando ritorna a casa.
Ogni giorno Michele ritorna alla casa abbandonata e scopre che avvolto nel telo, è nascosto un bambino di nome Filippo. Filippo è incatenato e terrorizzato. All’inizio non parla con Michele e ha paura di guardarlo. Ma Michele riesce a conquistare la sua fiducia e i due diventano amici.
Un giorno a casa di Michele arriva Sergio, un amico del padre che viene dal Nord. Quella notte il protagonista scopre che il padre, insieme a Sergio e ad altri abitanti del paesino, hanno rapito Filippo e vogliono chiedere un riscatto. Michele capisce che il padre ha rapito Filippo grazie a un video messaggio della madre trasmesso al telegiornale. Michele non riesce a tener nascosto il suo segreto e si confida con il suo migliore amico, Salvatore, che alla fine lo tradisce dicendolo al padre. Dopo essere stato scoperto mentre sta andando a trovare Filippo, a Michele viene ordinato dal padre di non andare mai più a trovare il bambino, ma egli non riesce a far altro che pensare a lui. Un pomeriggio, insieme alla banda di ragazzi del paese, torna alla casa abbandonata e scopre che Filippo è stato spostato in un altro nascondiglio. Quella notte, spinto dall'orribile notizia che i grandi hanno deciso di uccidere Filippo, decide di liberarlo. Michele si mette alla ricerca di Filippo; proprio quando sta per rinunciare lo trova, ma il bambino è troppo debole per potersi muovere. Con l'aiuto di Michele, Filippo riesce a scappare ma Michele viene ferito dal padre che essendo stato incaricato di uccidere Filippo, non riconoscendo il figlio al buio gli spara.
La polizia nel frattempo ha localizzato i rapitori e la zona del rapimento e proprio mentre Filippo e Michele sono raggiunti dal padre, interviene e libera i ragazzi.
Michele, che era svenuto, quando riapre gli occhi, vede suo padre, degli elicotteri e i poliziotti. Sia Filippo che Michele si salvano e i carabinieri arrestano il papà di quest'ultimo e anche i suoi complici.

Io credo che Michele sia stato molto coraggioso perché ha preferito tradire i suoi genitori piuttosto che far morire Filippo, con il quale aveva instaurato una bellissima amicizia. Questo romanzo mi ha colpito molto per l’attualità degli eventi descritti, per mettere in risalto i sentimenti e le emozioni del protagonista.

Io non ho paura, film


Una torrida estate , attanagliata da un sole impietoso che secca persino le pietre e un paesaggio dominato da un mare giallo di grano fanno da sfondo a Io non ho paura, ambientato in una località del Sud Italia.Il film si apre con una frenetica corsa dei piccoli protagonisti verso una casa diroccata. Già dalle prime inquadrature Michele risulta un personaggio importante all'interno della narrazione. La macchina da presa gli dedica un'attenzione particolare, seguendone ogni movimento, finchè non giunge a scoprire Filippo, un bambino rinchiuso in un buco sotto terra (senza cibo da
mangiare o acqua da bere). Lentamente i due imparano a conoscersi e diventano amici. All'inizio Michele è spaventato da questa scoperta, ma poi inizia a prendersi cura del suo coetaneo: gli porta del cibo (pane ecc), gli dà da bere e lo porta fuori dal buco - prigione. Non capisce il perchè di quella detenzione: chi può fare una cosa del genere a un essere umano? Ben presto questa domanda trova una risposta sconcertante e inimmaginabile . Un appello della madre di Filippo, lanciato
dalla televisione, svela a Michele un'atroce realtà: tutto il paese è implicato nel rapimento del suo giovane amico, anche i suoi genitori. La perlustrazione del luogo da parte degli elicotteri dei carabinieri convince che l'unico modo per non finire in galera è quello di eliminare il bambino rapito. Viene così estratto a sorte chi dovrà compiere materialmente
l'atto: il prescelto è il padre di Michele . Nel frattempo Michele riesce a liberare Filippo. Non riuscendo però a mettersi in salvo, si nasconde in quella che era la prigione dell'amico. Il padre , venuto a uccidere Filippo, spara un colpo nel buio e ferisce Michele a una gamba. Improvvisamente la notte viene illuminata dagli elicotteri dei carabinieri, che rivelano Pino, accasciato a terra, mentre stringe tra le braccia il figlio . Filippo è libero e allunga la mano verso il giovane amico che si è sacrificato per salvarlo.

Io non ho paura di Ammaniti


AUTORE: Niccolò Ammaniti.
Niccolò Ammaniti è nato a Roma nel 1966. Ha esordito nel 1994 con il romanzo "Branchie". Nel 1995 ha pubblicato il saggio "Nel nome del figlio", scritto con il padre Massimo, e nel 1996 la raccolta di racconti "Fango" (Mondadori). I suoi libri sono stati tradotti in francese, tedesco, spagnolo, greco e russo. E' del 1999 "Ti prendo e ti porto via" (Mondadori), mentre nel 2001 pubblica per Einaudi "Io non ho paura". Nicolò Ammanti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore. "Fa un pò male" è il libro pubblicato nel 2004 (Einaudi) che contiene tre brevi romanzi a fumetti sullo sfondo di una Roma minore, in una periferia pasoliniana ricca di storie e personaggi grotteschi.
Nicolò Ammaniti ritorna al fumetto, genere che ha contribuito a formare lo stile narrativo dello scrittore.

FABULA: Il libro narra di un’amicizia che è nata, da un incontro casuale, tra il protagonista e un bambino rapito, da tutto il paese in cui lui vive, e nascosto in una buca in condizioni disumane. Infine il fatto si risolve con la liberazione del bambino, da parte di Michele, il protagonista, ma con la scoperta che centrava nel fatto accaduto i suoi genitori.

RIASSUNTO: Il libro, scritto da Niccolò Ammanniti; narra dell’amicizia nata tra Michele Amitrano e Filippo, il ragazzino rapito. Michele si affezionerà così tanto a Filippo che lo farà persino scappare prima che lo possano uccidere. Un giorno Michele ed i suoi amici d’Acque Traverse, quali Salvatore, il Teschio, Remo, Barbara e sua sorella Maria, vagabondavano per il paese con le loro biciclette, quella di Michele era definita “scassina” perché era vecchia, quando Teschio non ebbe l’idea di andare a vedere i maiali del signor Melichetti, i quali, girava voce, avessero mangiato il cane bassotto della figlia del loro proprietario. L’idea fu accettata ma, per provare le certezze delle voci, presero una gallina da dare in pasto ai maiali. La cascina era molto lontana e quando ci arrivarono, erano molto stanchi e assetati, anche perché quella fu un’estate molto calda. Si dissetarono alla fontana della cascina e dopo videro una collina così bella e la decisero di scalarla, facendo una gara, e quello che sarebbe arrivato primo avrebbe messo la gallina con un bastone conficcato nel culo, come bandiera. Michele era terzo ma siccome sua sorella, Maria, era caduta lui si dovette fermare e arrivò ultimo e dovette fare la penitenza: passare attraverso la casa e uscire dall’altro lato. Lui l’attraversò e quando fu costretto a saltare dalla finestra cadette ma sul materasso che poi spostando ricopriva la buca. Tolto il materasso e una tettoia di plastica vide la buca buia ma anche degli stracci e pensò ad una persona morta; dovette subito ricoprire il tutto perché arrivava qualcuno: il Teschio. Tornarono a casa e videro che era tornato il loro papà, lui era un camionista, che andava sempre al nord. Lui era sulla sedia a leggere il giornale e li salutò ma si arrabbiò, come sua madre, perché non erano tornati a pranzo. Loro padre li aveva portato un regalo ma era un soprammobile: una gondola che misero sulla televisione. A cena il padre li avvisò che presto sarebbe venuto da noi un amico suo, avrebbe dormito con loro e si chiamava Sergio. Michele non era contento perché Sergio avrebbe dormito nella stanza con lui e non voleva siccome Michele ha paura degli uomini cattivi. Infatti Sergio, quando arriverà, dormirà con lui. Nel frattempo Michele va ancora alla casa abbandonata per vedere il bambino e ogni volta che va “compie un passo in più” cioè che fa sempre qualcosa in più per avvicinarsi al ragazzino.
Alcune volte addirittura gli porta da mangiare e gli cambia l’acqua che ha nel pentolino. Però un giorno, di sera mentre lui e sua sorella facevano finta di dormire, e mentre lui doveva andare in bagno, sentì che il ragazzino nella buca era stato rapito e si chiamava Filippo Carducci ed abitava al nord. Il giorno dopo è scoperto, mentre era nella buca, da Felice, fratello maggiore di Teschio e il custode del ragazzino, informato da Salvatore, che per una lezione di guida alla macchina di Felice, aveva rotto il patto d’amicizia eterna tra lui e Michele. Infatti Michele aveva raccontato tutto il suo segreto proprio a Salvatore. Quando apparve alla buca fece il ragazzino sussurrò: << l’uomo dei vermi>>. Il padre, la madre di Michele e il vecchio si arrabbiarono molto quando vennero a sapere del fatto, perciò il padre di Michele si fece promettere che non sarebbe andato più là, Michele, perché altrimenti avrebbero ucciso il ragazzino.
Michele, però, dopo due giorni non diede più ascolto alle parole del padre, anche perché aveva sentito che dovevano ucciderlo siccome quel pomeriggio erano passati due elicotteri dei Carabinieri. Michele non sapeva bene dove avessero nascosto Filippo ma poi, grazie alla sua intelligenza e all’aiuto di una civetta, riuscì a trovare il covo. Fu dura liberare filino ma alla fine ci riuscì, solo lui rimase dentro il covo ferito e venne portato fuori dal padre che poi si arrese ai Carabinieri, venuti ad arrestarlo.

SPANNUNG: Il momento di maggiore interesse, per me, è stato quando scopre la prima volta la buca e la seconda volta che cerca di capire cosa c’è dietro quegli stracci.

TEMPO IN CUI SI SVOLGONO LE VICENDE: Le vicende sono riferite all’estate del 1978, quando fece un caldo tremendo.

AMBIENTI IN CUI SI SVOLGONO LE VICENDE:
Le vicende sono ambientate in un paesino immaginario del sud Italia: Acque Traverse e nelle sue circostanti campagne.

ANALISI DEI PERSONAGGI:•Protagonista: Il protagonista del romanzo è Michele Amitrano. In realtà sarebbero due i protagonisti: Michele e Filippo. Michele è un ragazzino di nove anni, ha un fisico snello e magro, ha paura dei signori cattivi, vive senza il padre perché questi va sempre a lavorare al nord, con il camion. Il protagonista ha un carattere che non ha mai paura, come dice il titolo, e non si arrende mai, soprattutto a cose che gli stanno a cuore.
Filippo è un ragazzino, come Michele, infatti, ha nove anni è snello e magro, anche perché adesso vive con poco mangiare. Egli è antipatico secondo Michele perché parla sempre degli orsetti lavatori, parla abbassa voce e non si capisce cosa dice. Filippo è un testardo, infatti, quando Michele lo rimprovera lui si arrabbia.
•Antagonista: L’antagonista del racconto è il vecchio Sergio, l’amico del padre che in realtà è il “capo della banda”. Egli è anziano, con rughe, denti gialli perché fumava. Sergio non aveva paura ma si arrabbiava molto se qualcosa non andava come voleva lui.

FOCALIZZAZIONE: Il romanzo, prodotto da Niccolò Ammaniti, è scritto in prima persona.

COMMENTO: Il libro “Io non ho paura” è stato scritto da Niccolò Ammaniti il quale racconta l’amicizia che nasce tra due ragazzini: Michele e Filippo. Questi è stato rapito dal padre di Michele. Il tutto si risolverà bene, cioè che Michele salva Filippo, prima che possano ucciderlo. La storia ambientata in un paesino immaginario del sud Italia: Acque Traverse e intorno alle sue campagne; Il tempo invece è in estate. I protagonisti di questo racconto sono proprio i due ragazzini. Il primo non ha mai paura e non si arrende mai. Il secondo invece è testardo e continua a parlare degli orsetti lavatori.

Autori che hanno contribuito al presente documento:
LadyShock, elycatta, fazio15U, Franco_97, issima90.
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