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Il Futurismo in arte

il futurismo in arte

I futuristi incentrarono la loro poetica sulla velocità, sull’aggressività, sull’industrializzazione e sulla metropoli. Il Futurismo fu il primo movimento d’avanguardia italiano, nacque ufficialmente nel 1909 con la pubblicazione del Manifesto del futurismo da parte di Marinetti sul giornale parigino “Le Figaro". I Futuristi erano un gruppo di giovani intellettuali innamorati del progresso che si proponevano lo scopo di rompere i legami con il passato e attuare una rivoluzione all’interno della società attraverso opere volutamente provocatorie.
Contro le tendenze della pittura tradizionale e contro il passatismo borghese, Marinetti inneggiò alla nascita di un’arte fortemente caratterizzata in chiave dinamica, espressione di una nuova società urbanizzata e industrializzata, capace di fornire nuovi miti portatori di una nuova bellezza: la velocità. I soggetti principali del movimento furono “le grandi folle agitate dal lavoro e dalla sommossa”, le rivoluzione delle capitali moderne, il fervore notturno dei cantieri incendiati dalle violenti luci elettriche, le automobili da corsa, i piroscafi e gli aeroplani, tutto ciò che rappresenta il ritmo frenetico della trasformazione della società contemporanea compresa la lotta violenta e la guerra rigeneratrice.

Nel 1911 a Milano i pittori divisionisti Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla, Gino Severini e Luigi Russolo firmarono il Manifesto Tecnico della pittura futurista. Dal punto di vista strettamente pittorico i futuristi intesero opporre all’antica pittura, statica, una nuova pittura dinamica, capace di rendere l’idea del movimento, della velocità e di porre l’osservatore al centro del quadro. Il moto delle figure venne rappresentato con linee di forza che ne indicavano la scia oppure attraverso visioni simultanee. Per esprimere i ritmi frenetici della vita moderna tutti i soggetti dei quadri e l’ambiente vennero deformati e resi attraverso la compenetrazione di piani, volumi e visioni. In queste opere scomparve la differenza fra oggetti e spazi, fra elementi immobili e dinamici.
Inoltre i futuristi avranno un ruolo di primo piano tra gli interventisti e i fascisti: l’atteggiamento aggressivo non sarà più riferito solamente alla loro produzione letteraria e artistica ma anche alle loro posizioni politiche e ai loro comportamenti.
Spinti dal culto per l’azione su posizioni interventiste, allo scoppio della prima guerra mondiale alcuni futuristi partiranno per il fronte. Tra di essi Umberto Boccioni, che morirà a Verona nel 1916 per una caduta da cavallo. Dopo la sua morte Giacomo Balla diventerà il protagonista del movimento.

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