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L'arte cinetica

Negli anni Cinquanta, alcuni artisti europei introdussero il movimento nell'opera d'arte: per questo motivo la loro produzione fu definita cinetica. Il movimento presente nell'Arte cinetica, però poteva essere virtuale o reale. Quello virtuale era un fenomeno puramente ottico, scaturiva cioè dalla reazione dell'occhio dell'osservatore allo stimolo prodotto da un'immagine.
Quello reale, invece, consisteva nella mobilità di strutture tridimensionali, dovuta all'instabile equilibrio dei diversi elementi che le componevano oppure alla presenza di motori meccanici o elettrici. Tanto le opere che davano l'impressione del movimento quanto quelle che si muovevano realmente erano il frutto di una progettazione rigorosa, quasi scientifica.

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