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La responsabilità del fatto illecito

Per fatto illecito di intende il comportamento contrario alla legge che provoca ad altri un danno ingiusto. Il comportamento può essere volontario (dolo) o non volontario, dovuto a negligenza, imperizia, imprudenza o per inosservanza della legge (colpa).
In tutti questi casi la conseguenza è la stessa, cioè quella di dover riparare il danno causato (risarcimento). Perché il fatto dannoso possa essere addossato, la legge richiede l’imputabilità, cioè che la gente (la persona colpevole) sia capace di intendere e di volere al momento in cui ha commesso il fatto.

Capacità di intendere
Per capacità di intendere si vuole significare che il soggetto è dotato di facoltà intellettuali sufficienti a renderlo consapevole del comportamento che pone in esse.

Capacità di volere

Per capacità di volere si intende che il soggetto è in grado di operare una libera scelta tra vari possibili comportamenti in modo che quello posto in essere possa dirsi volontario.

Responsabilità oggettiva

Dei danni causati normalmente risponde il soggetto che li ha causati. Tuttavia il soggetto risponde del danno sulla base del solo nesso di causalità come conseguenza diretta e immediata della propria condotta.

La responsabilità per i danni prodotti dalla circolazione dei veicoli
In questi casi la responsabilità è sia del conducente che del proprietario.
Responsabilità del conducente
Il conducente è obbligato a risarcire il danno prodotto a persone o a cose se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. È difficile perché non è sufficiente dimostrare di essersi comportato con diligenza, prudenza o perizia, ma necessario provare che l’evento si è verificato esclusivamente per causa imputabile al danneggiato o a un terzo, ovvero per caso fortuito o forza maggiore.
Responsabilità del proprietario
Il proprietario risponde solidalmente se non prova che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. In ogni caso il conducente e il proprietario sono responsabili dei danni derivati da vizi di costruzione o difetto di manutenzione del veicolo. Per i veicoli è comunque necessaria l’assicurazione obbligatoria. Inoltre è stato istituito un fondo di garanzia per le vittime della strada da parte dei veicoli non identificati o non assicurati.

La responsabilità indiretta

Per regola la responsabilità è diretta e comporta che l’obbligo di risarcire cada su chi ha commesso il fatto. Tuttavia ci sono delle eccezioni:
- per danni causati dalla circolazione la responsabilità è sia del proprietario che del conducente a meno che il primo non dimostri che la circolazione avvenuta contro la sua volontà;
- per quelli causati da persona incapace, la responsabilità è delle persone tenute alla sorveglianza delle persone incapaci;
- per quelli causati da minori, la responsabilità è dei genitori o dei tutori che rispondono per il danno.

Fatti illeciti penali e fatti illeciti civili
I fatti illeciti si distinguono in due categorie, gli illeciti penali e gli illeciti civili.
- L’illecito penale è un reato e comporta determinate sanzioni penali, come la reclusione. Gli illeciti penali sono, di solito, fatti molto gravi (omicidio o rapina)e le relative sanzioni vengono applicate quasi sempre dopo un regolare processo.
- L’illecito civile è qualunque fatto doloso o colposo che cagiona un danno ingiusto e che obbliga chi lo ha commesso a risarcire il danno.
Gli illeciti civili, quindi comportano l’obbligo di risarcire il danno mentre quelli penali comportano sanzioni penali. Ma uno stesso fatto può costituire sia un illecito penale che un illecito civile. In questo caso il reato comporta non solo sanzioni penali ma anche l’obbligo di risarcire il danno. Pertanto è ammessa nel processo penale la partecipazione di chi è stato danneggiato dal reato, per chiedere il relativo risarcimento (cosiddetta costituzione di parte civile)

La minore età

Partendo dal fatto che la capacità di intendere e di volere richiede un certo grado di sviluppo fisico e psichico, per il nostro codice penale è una causa che esclude o diminuisce l’imputabilità. In particolare per il periodo che va fino ai 14 anni stabilisce la presunzione assoluta di incapacità di intendere e di volere. Il minore non imputabile viene prosciolto, cioè non è assoggettato a pena. Tuttavia se risulta socialmente pericoloso, il giudice, tenuto conto della gravità del fatto e delle condizioni morali della famiglia, applica la misura di sicurezza del ricovero in riformatorio giudiziario (casa di correzione per la rieducazione)o quella della libertà vigilata.

Per il minore che ha compiuto 14 anni, il giudice deve accertare, caso per caso l’imputabilità del soggetto con riferimento al tipo di reato commesso. La capacità di intendere e di volere per i minori si identifica con il concetto di maturità, cioè con lo sviluppo intellettivo e la forza di carattere, la capacità di comprendere valori morali, la capacità di distinguere il bene dal male, il lecito dall’illecito e la capacità di determinarsi nella scelta dell’uno o dell’altro. Se il minore è considerato capace viene punito. Viene però privilegiata la funzione educativa della pena,una diminuzione di pena.

Il risarcimento del danno
Il danno ingiusto da risarcire può avere diverso contenuto. Si distingue, infatti, il danno patrimoniale da quello non patrimoniale.
- Il danno patrimoniale è quello che comporta un pregiudizio al patrimonio e si distingue a sua volta in danno emergente (diminuzione del patrimonio) ed il lucro cessante (mancato guadagno determinato dal fatto dannoso).
- Il danno non patrimoniale è invece ogni pregiudizio recato alla persona. Il risarcimento dovuto deve assumere il valore di una riparazione totale, però se il fatto colposo del danneggiato ha concorso a cagionare il danno (concorso di colpa) il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze derivate. I danno non patrimoniali sono risarcibili in caso di reato.

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