Versione originale in greco
ἡμεῖς δὲ περιπεπτωκότες οἷς ἐν τῇ Λακεδαίμονι αὐτοὶ προείπομεν, τοὺς
σφετέρους ξυμμάχους αὐτόν τινα κολάζειν, νῦν παρ' ὑμῶν
τὸ αὐτὸ ἀξιοῦμεν κομίζεσθαι, καὶ μὴ τῇ ἡμετέρᾳ ψήφῳ
ὠφεληθέντας τῇ ὑμετέρᾳ ἡμᾶς βλάψαι. τὸ δὲ ἴσον ἀνταπόδοτε, γνόντες τοῦτον ἐκεῖνον εἶναι τὸν καιρὸν ἐν ᾧ ὅ τε
ὑπουργῶν φίλος μάλιστα καὶ ὁ ἀντιστὰς ἐχθρός. καὶ Κερκυραίους τούσδε μήτε ξυμμάχους δέχεσθε βίᾳ ἡμῶν μήτε
ἀμύνετε αὐτοῖς ἀδικοῦσιν. καὶ τάδε ποιοῦντες τὰ προςήκοντά τε δράσετε καὶ τὰ ἄριστα βουλεύσεσθε ὑμῖν αὐτοῖς.’
Traduzione all'italiano
"Siamo noi ora a ricadere nella situazione cui si riferiva la nostra proposta avanzata a Sparta, che ciascuno si occupi da sé delle punizioni da infliggere ai propri alleati. Ora vi richiediamo di ricambiarci con lo stesso atteggiamento politico. Vi fu utile il nostro voto; non danneggiateci ora col vostro. Ripagateci con un pari favore, nella convinzione che proprio la presente è una delle occasioni nelle quali chi appoggia è amico, e chi si schiera contro è nemico. Non accettate questi uomini di Corcira come alleati contro il volere nostro. Non soccorrete la loro iniquità. Ispirate da questi principi, le vostre azioni saranno legali e avrete deliberato, anche per quanto concerne i vostri interessi, il meglio."