Testo greco e traduzione di Tucidide, 1, 19.

Versione originale in greco

καὶ οἱ μὲν Λακεδαιμόνιοι
οὐχ ὑποτελεῖς ἔχοντες φόρου τοὺς ξυμμάχους ἡγοῦντο, κατ'
ὀλιγαρχίαν δὲ σφίσιν αὐτοῖς μόνον ἐπιτηδείως ὅπως πολι-
τεύσουσι θεραπεύοντες, Ἀθηναῖοι δὲ ναῦς τε τῶν πόλεων
τῷ χρόνῳ παραλαβόντες πλὴν Χίων καὶ Λεσβίων, καὶ
χρήματα τοῖς πᾶσι τάξαντες φέρειν. καὶ ἐγένετο αὐτοῖς
ἐς τόνδε τὸν πόλεμον ἡ ἰδία παρασκευὴ μείζων ἢ ὡς τὰ
κράτιστά ποτε μετὰ ἀκραιφνοῦς τῆς ξυμμαχίας ἤνθησαν.

Traduzione all'italiano

Gli Spartani, esercitavano l'egemonia sugli alleati senza costringerli alla soggezione del tributo attenti solo a che i loro sistemi politici si conformassero ai precetti dell'oligarchia e riuscissero sostanzialmente di vantaggio solo alla loro città, Sparta. All'opposto, gli Ateniesi non solo requisivano via via le flotte dei paesi collegati, all'infuori di quelle di Chio e di Lesbo, ma imposero, in generale, il versamento di determinate quote. In effetti, le risorse e gli armamenti di cui disponevano preparandosi ad entrare in guerra superavano in potenza quelli del tempo in cui erano al fiorire del loro splendore e la loro coalizione non s'era ancora spezzata.

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