Versione originale in greco

ἴσως οὖν εἴποιεν ἂν πολλοὶ τῶν φασκόντων φιλοσοφεῖν ὅτι οὐκ ἄν ποτε ὁ δίκαιος ἄδικος γένοιτο, οὐδὲ ὁ σώφρων ὑβριστής, οὐδὲ ἄλλο οὐδὲν ὧν μάθησίς ἐστιν ὁ μαθὼν ἀνεπιστήμων ἄν ποτε γένοιτο. ἐγὼ δὲ περὶ τούτων οὐχ οὕτω γιγνώσκω: ὁρῶ γὰρ ὥσπερ τὰ τοῦ σώματος ἔργα τοὺς μὴ τὰ σώματα ἀσκοῦντας οὐ δυναμένους ποιεῖν, οὕτω καὶ τὰ τῆς ψυχῆς ἔργα τοὺς μὴ τὴν ψυχὴν ἀσκοῦντας οὐ δυναμένους: οὔτε γὰρ ἃ δεῖ πράττειν οὔτε ὧν δεῖ ἀπέχεσθαι δύνανται.

Traduzione all'italiano

Forse molti tra coloro che proclamano di essere dei filosofi potrebbero dire che il giusto non potrebbe mai diventare ingiusto, né il saggio pazzo, né chi ha appreso qualche cosa, di quelle di cui siamo a conoscenza, potrebbe mai diventare ignorante.
Io intorno a questi discorsi non la penso così: infatti vedo che come non possono fare le azioni del corpo quelli che non si allenano, così anche coloro che non allenano l'amina non sanno agire con essa: non sanno fare ciò che si deve, né trattenersi da ciò che non va fatto.

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