Versione originale in greco
Δεῦρ', ἔφη φάναι, Σώκρατες,
παρ' ἐμὲ κατάκεισο, ἵνα καὶ τοῦ σοφοῦ ἁπτόμενός σου ἀπολαύσω, ὅ σοι προσέστη ἐν τοῖς προθύροις. δῆλον γὰρ
ὅτι ηὗρες αὐτὸ καὶ ἔχεις· οὐ γὰρ ἂν προαπέστης. Καὶ τὸν Σωκράτη καθίζεσθαι καὶ εἰπεῖν ὅτι Εὖ ἂν ἔχοι,
φάναι, ὦ Ἀγάθων, εἰ τοιοῦτον εἴη ἡ σοφία ὥστ' ἐκ τοῦ πληρεστέρου εἰς τὸ κενώτερον ῥεῖν ἡμῶν, ἐὰν ἁπτώμεθα ἀλλήλων, ὥσπερ τὸ ἐν ταῖς κύλιξιν ὕδωρ τὸ διὰ τοῦ ἐρίου ῥέον ἐκ τῆς
πληρεστέρας εἰς τὴν κενωτέραν. εἰ γὰρ οὕτως ἔχει καὶ ἡ σοφία, πολλοῦ τιμῶμαι τὴν παρὰ σοὶ κατάκλισιν.
Traduzione all'italiano
"Vieni qui, Socrate - disse - stenditi vicino a me, affinché, stando a contatto con te che sei saggio, possa godere anch'io di ciò che si è presentato a te nel vestibolo. E' chiaro, infatti, che tu l'hai trovato e che lo possiedi. Altrimenti infatti non ti saresti mosso". E Socrate si sedette e rispose: "Sarebbe bello, o Agatone, se la sapienza fosse tale da scorrere dal più pieno al più vuoto di noi, qualora ci accostiamo l'uno all'altro, come l'acqua nelle coppe, che scorre attraverso un filo di lana da quella più piena a quella più vuota. Se infatti anche la sapienza fosse così, io apprezzerei molto lo stare sdraiato accanto a te.