Università degli Studi
Suor Orsola Benincasa
DIPARTIMENTO DI SCIENZE FORMATIVE,
PSICOLOGICHE E DELLA COMUNICAZIONE
CORSI DI FORMAZIONE PER IL CONSEGUIMENTO
DELLA SPECIALIZZAZIONE PER LE ATTIVITÀ DI
SOSTEGNO DIDATTICO AGLI ALUNNI CON DISABILITÀ
SCUOLA PRIMARIA
ELABORATO DI APPROFONDIMENTO TEORICO
SU
Disturbo del linguaggio espressivo e Comunicazione
Aumentativa Alternativa: strategie e percorsi inclusivi
Candidato
Matricola
Anno Accademico 202 – 202
INDICE
INTRODUZIONE ……………………………….…..……………….… pag.5
CAPITOLO I
1. Inquadramento Clinico-Evolutivo e Classificazione secondo il DSM-5
…………………………………………………………………...…...…... pag.6
1.1. Modelli Neuropsicologici e Continuità Evolutiva tra Linguaggio e
Apprendimento …………………………………………………………. pag.7
1.2 Teorie dello Sviluppo e Impatto Psico-Sociale: Vygotskij e la Regolazione del
Comportamento…………………………………………………………….pag.8
1.3 Pedagogia Speciale e Progettazione Didattica Inclusiva: l'Orizzonte dei BES e i
Dispositivi di Personalizzazione…………………………………….……pag. 8
1.3.1 Strumenti Compensativi (Tecnologici e Analogici) e Misure
Dispensative……………………………………………………………..pag.9
1.4 La Mediazione Didattica nella Classe Inclusiva: Metodologie Attive e Ambienti
d'Apprendimento………………………………………………………….pag. 11
CAPITOLO II
2. La comunicazione aumentativa alternativa …………………………….pag.12
2.1 La CAA con e senza ausilio………………………………………………pag.15
2.1.1 Strumenti ad alta e bassa tecnologia………………………………pag.17
2.2 La CAA all’interno del contesto scolastico: metodi e strategie…………pag.20
2.3 Software e programmi utili per la CAA …………………………………pag.23
CONCLUSIONI …………...…………………………………...…...…...pag.24
BIBLIOGRAFIA…………...…………………………………...…...…...pag.26
SITOGRAFIA…………...…………………………………...…...….........pag.28
PREMESSA
In età evolutiva, più dello 0,5 % della popolazione presenta disabilità complesse della
comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo
significativo con lo sviluppo, in particolare nell’ambito cognitivo e relazionale. Diventa
allora necessario potenziare le modalità di comunicazione esistenti, affiancandole con
strumenti che permettano di superare il deficit comunicativo e di riattivare le relazioni
con l’esterno, attraverso un intervento di Comunicazione Aumentativa e Alternativa
(CAA). Possono essere utilizzati sistemi di simboli o di immagini, strumenti digitali
programmati per “prestare” la voce quando necessario, o tecnologie informatiche e
strumenti computerizzati appositamente adattati, o modalità che consentano di leggere
o scrivere anche a coloro che non sono in grado di usare l’alfabeto o la penna. Il
sistema deve poter essere flessibile e su misura per ogni utente, seguendo
progressivamente l’evolvere dei bisogni nel percorso di crescita, e soprattutto
coinvolgere in modo attivo il contesto di vita, all’interno di un modello partecipato.
INTRODUZIONE
La Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) rappresenta un insieme di strategie,
tecniche e strumenti finalizzati a sostenere o, quando necessario, sostituire il linguaggio
verbale nelle persone che presentano gravi difficoltà comunicative, in particolare
durante l’età evolutiva. Tale approccio si fonda sul riconoscimento della comunicazione
come diritto fondamentale della persona, strettamente connesso allo sviluppo cognitivo,
relazionale, emotivo e sociale.
Essa non si configura come un sistema unico e standardizzato, bensì come un intervento
globale, dinamico e personalizzato, costruito sulla base delle caratteristiche, dei bisogni
e delle potenzialità di ciascun individuo. Essa si avvale di diverse modalità
comunicative, tra cui simboli, immagini, fotografie, tabelle, gesti e ausili tecnologici
dotati di sintesi vocale, con l’obiettivo di ampliare le possibilità espressive e favorire la
partecipazione attiva della persona nei diversi contesti di vita. In questa prospettiva, la
CAA non mira a sostituire il linguaggio orale, ma a supportarlo e potenziarlo,
valorizzando ogni forma di comunicazione disponibile.
Un principio fondamentale di questo approccio riguarda l’assenza di prerequisiti
specifici per l’avvio dell’intervento: anche in presenza di significative compromissioni
comunicative è possibile intraprendere un percorso di CAA, purché esso sia inserito
all’interno di un contesto educativo e familiare adeguatamente coinvolto e formato.
L’efficacia dell’intervento dipende infatti dalla collaborazione sinergica tra famiglia,
scuola e professionisti, chiamati a condividere strumenti, strategie e obiettivi comuni.
Particolare rilevanza assume inoltre il concetto di comunicazione intenzionale
emergente, fase nella quale l’adulto svolge un ruolo essenziale nell’interpretare e
attribuire significato anche ai segnali comunicativi più semplici prodotti dalla persona.
In tale processo, la creazione di occasioni che favoriscano la scelta, l’interazione e la
partecipazione attiva risulta indispensabile per promuovere l’autonomia comunicativa e
la motivazione all’espressione di sé.
Infine, la CAA si caratterizza come un sistema flessibile e in continua evoluzione, che
richiede aggiornamenti costanti in relazione ai cambiamenti dei bisogni, delle
competenze e degli interessi della persona. Questo approccio riflette il passaggio da una
concezione centrata sui prerequisiti a una prospettiva orientata alla partecipazione e
all’inclusione, con l’obiettivo di garantire a ogni individuo la possibilità di comunicare
efficacemente e di prendere parte in modo significativo alla vita quotidiana e sociale.
CAPITOLO I
1. Inquadramento Clinico-Evolutivo e Classificazione secondo il DSM-5
I Disturbi del Linguaggio (DL) si collocano all'interno dei Disturbi del Neurosviluppo e
si caratterizzano per la difficoltà persistente nell'acquisizione e nell'uso del linguaggio
nelle sue diverse modalità (parlata, scritta, gestuale o di altro tipo), dovuta a deficit di
1
comprensione o di produzione. Secondo i criteri diagnostici del DSM-5 (Manualistica
dell'American Psychiatric Association), per formulare tale diagnosi le capacità
linguistiche devono essere significativamente e quantificabilmente al di sotto di quelle
attese per l'età cronologica, determinando limitazioni funzionali nella comunicazione,
nella partecipazione sociale e nei risultati scolastici. Sul piano clinico, è fondamentale
distinguere i disturbi del linguaggio da deficit sensoriali (es. ipoacusia), da disfunzioni
neurologiche macroscopiche, da disabilità intellettive globali o da gravi deprivazioni
socio-ambientali. Nella scuola primaria, la tassonomia clinica individua tre traiettorie
principali:
Disturbo del linguaggio espressivo: deficit che investe la produzione (povertà
lessicale, alterazioni morfofonologiche, errori sintattici);
Disturbo del linguaggio ricettivo-espressivo (misto): compromissione sinergica
che tocca anche la decodifica e la comprensione dei messaggi verbali;
Disturbo della comunicazione sociale (pragmatica): difficoltà specifica nell'uso
sociale della comunicazione e del contesto, pur in presenza di abilità strutturali
(fonologiche e sintattiche) preservate.
1.1 Modelli Neuropsicologici e Continuità Evolutiva tra Linguaggio e
Apprendimento
1American Psychiatric Association (APA), Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Quinta
edizione. DSM-5, trad. it., Milano, Raffaello Cortina Editore, 2014.
Dal punto di vista della psicologia cognitiva e delle neuroscienze, il linguaggio non è un
modulo isolato, ma una funzione complessa che interagisce costantemente con
2
l'architettura cognitiva generale. Il modello di Baddeley e Hitch sulla Memoria di
Lavoro risulta cruciale per comprendere l'eziologia del disturbo: l'ipofunzionalità del
loop fonologico (la componente deputata all'elaborazione e al mantenimento a breve
3
termine delle informazioni verbali) impedisce al bambino di stabilizzare le tracce
mnestiche delle parole nuove e di automatizzare le regole grammaticali. Inoltre,
nell'orizzonte della scuola primaria si manifesta il fenomeno della continuità evolutiva.
Come evidenziato dalle ricerche di Uta Frith sulla transizione dal linguaggio orale alla
4
letto-scrittura , la competenza fonologica (la capacità di identificare e manipolare i
suoni del parlato) è il prerequisito cardine per l'accesso ai sistemi simbolici della lettura
e della scrittura. Pertanto, un disturbo del linguaggio non risolto in età prescolare (ex
Disturbo Specifico del Linguaggio o DSL) si configura come il principale fattore di
rischio per l'insorgenza di un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA), quali
dislessia e disortografia, durante il primo biennio della scuola primaria.
1.2 Teorie dello Sviluppo e Impatto Psico-Sociale: Vygotskij e la Regolazione
del Comportamento
Per comprendere la portata del disturbo nel contesto della scuola primaria, è necessario
5
richiamare la prospettiva storico-culturale di Lev Vygotskij . Secondo lo psicologo
sovietico, il linguaggio possiede originariamente una funzione sociale (interpsichica)
per poi interiorizzarsi e trasformarsi in pensiero ed egocentrismo regolativo
(intrapsichica). Il "linguaggio interno" è lo strumento con cui il bambino pianifica le
proprie azioni, controlla gli impulsi e organizza la realtà cognitiva. L'alunno con deficit
2 A. D. Baddeley, G. Hitch, Working Memory, in G.H. Bower (a cura di), The Psychology of Learning
and Motivation, New York, Academic Press, 1974, pp. 47-89.
3 A. D. Baddeley, Working Memory, Oxford, Oxford University Press, 1986.
4 U. Frith, Beneath the surface of developmental dyslexia, in K.E. Patterson, J.C. Marshall, M. Coltheart
(a cura di), Surface Dyslexia, London, Routledge & Kegan Paul, 1985.
5 L. S. Vygotskij, Pensiero e linguaggio (1934), trad. it., Roma, Laterza, 1992.
linguistico presenta, di conseguenza, una fragilità nei processi di autoregolazione e di
sintonizzazione emotiva. Questo vulnus comunicativo si traduce spesso in:
Frustrazione ed Eteroregolazione Deficitaria: l'impossibilità di esprimere
chiaramente bisogni, vissuti o risposte didattiche genera vissuti d'ansia da
6
prestazione scolastica e fenomeni di impotenza appresa (Seligman ).
Ripercussioni Comportamentali: sul piano relazionale, il bambino pu
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Disturbo ossessivo compulsivo
-
Psichiatria - disturbo bipolare
-
Disturbo Narcisistico da Personalità
-
Balbuzie: un disturbo specifico del linguaggio