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Appunti degli studenti per corsi ed esami del Prof. Adami Esterino

La presente tesi si propone di ampliare gli orizzonti degli studi su Okinawa, offrendo una prospettiva multidisciplinare sul testo autobiografico Speak, Okinawa: a Memoir di Elizabeth M. Brina (2021a). Il fulcro della ricerca consiste in un’analisi stilistica qualitativa di brevi estratti del memoriale e adotta un framework legato alle teorie stilistiche contemporanee (Jeffries 2010; Leech & Short 2007; Simpson 1993, 2004). Vengono esaminati i dispositivi linguistici del foregrounding (messa in rilievo), della modalità e del punto di vista, della rappresentazione del discorso e del pensiero, della metafora e della deissi, per far luce sulla rappresentazione della storia di Okinawa contenuta nel testo in esame. Nello specifico, si tratta di una prosa non-fiction scritta da un’autrice di origini okinawane e americane, una hāfu nata e cresciuta negli Stati Uniti. Tenendo in considerazione le origini miste dell’autrice, l’analisi presta particolare attenzione alle dinamiche di potere in gioco nella negoziazione dell’identità degli individui nati da relazioni tra donne okinawensi e personale militare americano; in qualche caso, si tratta di coppie successivamente emigrate negli Stati Uniti, a seguito dell’occupazione statunitense di Okinawa. L’analisi integra teorie storiche, culturali e di genere (Caroli 1999; Hirsch 1997; Nora 1989; Spivak 2001) per contestualizzare il racconto di Brina e inserirlo in una narrazione collettiva più ampia all’interno del “complesso postcoloniale” di Okinawa (Hoshino 2018; Nishiyama 2019). Attraverso questa prospettiva, la ricerca mette in luce le dinamiche sociali e le gerarchie di potere radicate nelle rappresentazioni occidentali di Okinawa e chiarisce in che modo il linguaggio influenzi la costruzione della memoria e dell'identità postcoloniali.
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