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Alla verità è compagna la persuasione

’Anágkh-

-

PeiqÍ

’Anágkh

Il legame nella sapienza presocratica

Lo scopo di questo intervento è esplorare il concetto di persuasione nei frammenti superstiti di

Parmenide, Eraclito, Empedocle e Democrito. La tesi principale che si andrà a sostenere attraverso

l’analisi delle fonti consiste nell’idea che per i quattro autori citati esistano due specie di

persuasione. Da un lato quella vera e necessaria, che assume tali caratteristiche in quanto procede

dalla conoscenza certa della natura delle cose e che è in grado di condurre colui che viene persuaso

in una condizione di superiorità e/o di felicità. Dall’altro quella falsa e ingannevole, la quale al

contrario si fonda sulle esperienze contingenti che gli uomini maturano instaurando una relazione

fúsij e che fa parlare, pensare, agire in modo casuale.

superficiale con la

Al fine di non rendere il documento troppo vasto, ho deciso di riportare per intero (e in una

personale traduzione) solo le fonti che saranno oggetto di esegesi puntuale. Tutti i riferimenti agli

altri frammenti e ai passi/versi degli autori necessari per l’argomentazione sono elencati in fondo al

peiqÍ

paragrafo, assieme alle parole chiave (Þnágkh e escluse) che fungeranno da linea guida

dell’intervento. Ad essi segue un sintetico profilo dei principali contenuti che saranno chiariti e

difesi durante l’esposizione orale.

1. Parmenide dè sù mûqon

DK 28 B 2, vv. 1-4: Ora io ti illustrerò, ma tu accogli il discorso nel mentre lo ascolti (kómisai

Þkoúsaj), / quali sono i sentieri di ricerca che soli si possono pensare. / Uno che è e che non è possibile che non

æsti kéleuqoj,

sia / – questo è il sentiero della Persuasione, infatti si accompagna alla verità (Peiqoûj

’Alhqeíhi gàr ðphdeî)

DK 28 B 6, vv. 3-9: Dunque da questa via di ricerca io ti allontano, / e così da quella entro cui i mortali che

nulla sanno / continuano a vagare (pláttontai) avendo una doppia testa: infatti l’impotenza che alberga nei loro

gàr æn a÷tÏn stÔqesin) nóon).

petti (Þmhcaníh / guida la mente errante (plagktòn Costoro sono trasportati

/ ciechi e sordi a un tempo, istupiditi, stirpi di uomini incapaci di giudizio, / che hanno posto che l’essere e il non-

essere siano la medesima / e non la medesima cosa, e che inoltre hanno posto che il cammino di tutto sia

dè palíntropoj æsti kéleuqoj)

reversibile (pántwn

DK 28 B 7, vv. 1-6: Ma tu da questa via di ricerca allontana il pensiero, / né l’abitudine rinforzata da tante

esperienze ti costringa a volgere a questo sentiero / l’occhio cieco, l’orecchio ridondante / e la lingua; piuttosto

giudica con la ragione la prova molto agguerrita / che da me ti è stata trasmessa lógon)

DK 28 B 8, vv. [53-56]: Qui pongo termine al discorso persuasivo (pistòn e al pensiero / intorno la

verità: adesso dovrai apprendere le opinioni dei mortali / ascoltando l’ordine ingannevole delle mie parole

æmÏn æpéwn Þpathlòn Þkoúwn)

(kósmon

Altri frammenti di Parmenide che saranno oggetto di discussione: B 1 (vv. 1-3 e 14-16), B 8 (vv. 1-3, 11-

13, 38-41 e 60-61)

Riferimenti ad autori interni ed esterni al Diels-Kranz: Omero (Iliade, XXII vv. 355-357 e XXIII v. 326;

Odissea, IX vv. 294-295 e XII v. 28)

Þmhcaníh, Þkoúw, qumòj, komízw, planáw, frÔn, sÖma

Parole chiave:

Parmenide inaugura il legame necessità-persuasione nel v. 4 del frammento B 2 attraverso la

metafora del sentiero che “si accompagna” alla verità necessaria e sempiterna. Tale immagine

indica qualcosa di più che non il semplice percorso che conduce alla meta. Essa designa piuttosto

un viaggio di continuo apprendimento, in quanto è costellato sin dall’inizio da “segni” credibili che

rivelano a chi li sa interpretare l’unicità, l’immobilità, l’ecc. dell’essere. Da ciò segue che necessità

e persuasione siano per Parmenide la stessa cosa, o meglio che il discorso delle dea generi

persuasione perché ha la verità come contenuto e sia veritiero perché costruito in modo persuasivo.

Þnágkh peiqÍ

Se nella dichiarazione d’intenti e sono considerate inscindibili, dal punto di vista

funzionale esse assolvono però due ruoli completamente diversi. La persuasione ha infatti il

mûqoj eleatico e ad abbandonare le abitudini

compito di spronare l’ascoltatore ad “accogliere” il Þmhcaníh

acquisite attraverso la vista, l’udito e l’uso del linguaggio, sedando così lo stato di del

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Storia della filosofia antica, tenute dal Prof. Emidio Spinelli nell'anno accademico 2011 e tratta il legame tra verità e persuasione nella sapienza presocratica, ed in particolare nei frammenti superstiti di Parmenide, Eraclito, Empedocle e Democrito.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia e conoscenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Spinelli Emidio.

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