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DK 31 B 114): Amici, so che la verità è nelle parole / che io adesso pronuncerò: ma essa viene resa dagli

ñrmÔ æpì

uomini molto difficile / [da accettare] e l’assalto della persuasione contro il [loro] petto (pístioj

fréna) produce avversione

DK 31 B 115, vv. 1-8: È vaticinio di Necessità, decreto antico degli dèi, / eterno, sigillato da ampi giuramenti: /

qualora uno macchiasse le sue mani compiendo atroce delitto / oppure qualora uno fosse portato da Contesa a

giurare il falso dopo aver commesso l’errore, / i demoni che hanno avuto in sorte una vita longeva / andranno

errando per tre volte diecimila stagioni lontani dai beati / rinascendo nel corso del tempo nelle più svariate forme

keleúqouj)

mortali / mutando i dolorosi sentieri (Þrgaléaj della vita

DK 31 B 116: La Necessità è infatti estranea alle Muse, mentre vicina alle Muse è la Persuasione. E credo che

quest’ultima sia ancora più vicina alle Muse rispetto alla Grazia che Empedocle [richiama nel verso seguente]:

«Aborre l'intollerabile Necessità»

Altri frammenti di Empedocle che saranno oggetto di discussione: B 5, B 17 (v. 14 e v. 26), B 23, B 110, B

129, B 133, B 146, B 147, Papiro di Straburgo (ensemble B, vv. 29-30; ensemble D, vv. 9-10)

Riferimenti ad autori interni ed esterni al Diels-Kranz: Esiodo (Opere e giorni, vv. 72-73), Gorgia (82 B 11,

§§ 11-12; 82 B 11a, § 4), Orfeo (1 B 18), Papiro di Derveni (col. VIII)

Þkoúw, Þrgaléoj kéleuqoj qumòj, prapíj, sugkuréw, frÔn

Parole chiave:

Empedocle resta un “parmenideo ortodosso” per quel che riguarda il legame inscindibile tra

lógoj persuasivo sia quello

necessità e persuasione. Egli infatti resta dell’idea che l’unico

pronunciato secondo verità, “accolto” attraverso una modalità di ascolto attivo e per il tramite di

una rivelazione sapienziale. Da qui discende anche la completa ripresa dei motivi, delle immagini e

persino della terminologia eleatica che ne attestano la sicura continuità dottrinale.

Accanto a questa piena aderenza a Parmenide sul piano formale e letterario, Empedocle attesta

però una grande lontananza da lui per quel che riguarda il fine che si propone di raggiungere

attraverso la persuasione e la rivelazione della verità, cosa che fa di lui un “parmenideo pentito”.

Tutto il suo discorso cosmologico è interessato da un lato a riscattare i sensi, il linguaggio e la

natura dalla patina di non-essere in cui Parmenide l’aveva relegata. Dall’altro, esso è teso a

persuadere i “mortali” di essere demoni costretti a reincarnarsi per aver trasgredito un antico divieto

’Anágkh

di uccisione posto e a fornire loro gli strumenti conoscitivi / le indicazioni ascetiche

indispensabili per interrompere il ciclo necessario della metensomatosi, che sono in parte ripresi da

Esiodo, in parte dall’orfismo.

Con la presa di coscienza della propria identità demonica e l’invito a deviare dal “sentiero

daímwn

doloroso” che ogni è costretto a percorrere, Empedocle finisce però per comportarsi anche

Þnágkh-peiqÍ

da “parmenideo eversivo” e arriva ad infrangere parzialmente lo stretto legame tra

che era stato sancito nel v. 4 del frammento DK 28 B 2. Il distacco completo avverrà con la

psicagogia di Gorgia, sofista che stando ad alcune testimonianze avrebbe avuto non a caso contatti

diretti con il presocratico e avrebbe quindi conosciuto la sua filosofia.

4. Democrito

DK 68 A 37: Ed egli [Democrito] reputa dunque che gli atomi si tengano attaccati gli uni agli altri e rimangano

in contatto solo fino a quando, col sopraggiungere di qualche azione esterna, una necessità più forte (êscurotéra

tij Þnágkh) non li scuota violentemente e li disperda in varie direzioni (trad. di Vittorio Enzo Alfieri)

DK 68 B 44 / B 225: Bisogna essere veritieri (Þlhqómuqon) e non ciarlieri (polúlogon) / Bisogna pronunciare

un discorso vero (Þlhqomuqéein), non un gran profluvio di parole (polulogéein)

DK 68 B 51: Spesse volte il discorso è di gran lunga più forte (êscuróteroj) dell’oro nel generare persuasione

peiqÍ gínetai)

(æj ×usmoûntai

DK 68 B 197: Gli stolti («sono spinti dalla forma degli atomi che compongono la loro anima a

regolare la loro condotta») secondo i guadagni della fortuna, mentre quanti conoscono il valore di questi ultimi

×usmoûntai secondo la sapienza

Altri frammenti di Democrito che saranno oggetto di discussione: B 33, B 34, B 35, B 181, B 191, B 248,

Luria 492 e 564 3


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Questa dispensa si riferisce alle lezioni di Storia della filosofia antica, tenute dal Prof. Emidio Spinelli nell'anno accademico 2011 e tratta il legame tra verità e persuasione nella sapienza presocratica, ed in particolare nei frammenti superstiti di Parmenide, Eraclito, Empedocle e Democrito.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in filosofia e conoscenza
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia antica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Spinelli Emidio.

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