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Velo islamico - TAR FVG n. 645/06

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 645 emessa dal TAR del Friuli Venezia Giulia nel 2006 in tema... Vedi di più

Esame di Diritto Costituzionale Avanzato docente Prof. F. Cerrone

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ESTRATTO DOCUMENTO

TAR Friuli Venezia Giulia. Sentenza 16 ottobre 2006, n. 645: "Legittimità del decreto prefettizio che annulla l'ordinanza sindacale sul tema del velo".

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Friuli Venezia Giulia costituito da:

Vincenzo Borea Presidente

Oria Settesoldi ­ Consigliere, relatore

Vincenzo Farina ­ Consigliere

ha pronunciato la seguente SENTENZA

sul ricorso n. 711/2004 del Comune di […] in persona del Sindaco pro tempore e del Sindaco medesimo dott. E. B., rappresentato e difeso dagli avv.ti Roberto Longo e Dario

Miani, con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Trieste; c o n t r o

la Prefettura della Provincia di [...] ed il Ministero dell’Interno in persona dei rispettivi legali rappresentanti in carica rappresentati e difesi dall’avvocatura distrettuale dello Stato,

domiciliataria ex lege; p e r

l’annullamento dei seguenti atti:

1) il parere facoltativo reso dal Ministero dell’Interno con nota n. 11001/65 di data 23.8.2004

2) il decreto del Prefetto della Provincia di Pordenone prot. n. 11202/669/Area I – di data 9.9.2004, di annullamento dell’ordinanza del Sindaco del Comune di […] n. 24/2004 di

data 27.7.2004;

Visto il ricorso, ritualmente notificato e depositato presso la Segreteria;

Visto l’atto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione;

Viste le memorie prodotte dalle parti tutte;

Visti gli atti tutti della causa;

Uditi, alla pubblica udienza del 26 luglio 2006 ­ relatore il Consigliere Oria Settesoldi ­ i difensori delle parti presenti;

Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: FATTO

Il Comune impugna il decreto prefettizio che, sulla base di un parere del Ministero dell’Interno (anch’esso impugnato), ha annullato il provvedimento adottato dal Sindaco in

qualità di ufficiale di governo che ordinava di adeguarsi alle norme che fanno divieto di comparire mascherati in luogo pubblico, espressamente includendo tra i “mezzi atti a

rendere difficoltoso il riconoscimento della persona” anche “il velo che copre il volto”.

Vengono dedotti i seguenti motivi:

1) Incompetenza del Prefetto; nell’assunto che non esisterebbe il rapporto gerarchico che legittimi un atto di annullamento.

2) Violazione dell’art. 7 della l. 241/90; nell’assunto che sarebbe mancato l’avviso di procedimento.

3) Violazione dell’art. 3 della l. 241/90. Eccesso di potere per irragionevolezza e contraddittorietà; nell’assunto che irragionevolmente e immotivatamente è stato disposto

l’annullamento di un atto che, in data 16.8.2004, lo stesso Prefetto aveva invece ritenuto legittimo. Il Prefetto si sarebbe evidentemente adeguato al parere del Ministero che

peraltro nemmeno viene citato.

Si ipotizza inoltre che, essendo il testo dell’ordinanza prefettizia identico a quello di analoga ordinanza del Prefetto della Provincia di [...] relativo ad atto del Sindaco di [...], vi

sarebbe stato un ulteriore presupposto a supporto non menzionato in atto, e cioè o un accordo tra i due Prefetti o una disposizione ministeriale.

4) Sviamento ed eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti e/o difetto ed erroneità dei presupposti, essendo stato ritenuto che l’ordinanza sindacale

abbia natura provvedimentale; nell’assunto che, contrariamente a quanto ritenuto dal Prefetto, l’ordinanza sindacale non avrebbe natura provvedimentale, in quanto non farebbe

sorgere nuovi obblighi giuridici a carico dei destinatari, ma sarebbe un mero richiamo al rispetto della normativa, da cui già deriva direttamente il divieto di usare il “burqa”.

5) Sviamento ed eccesso di potere per travisamento ed erronea valutazione dei fatti e/o difetto ed erroneità dei presupposti, essendo stato ritenuto che l’ordinanza sindacale si

fondi sull’art. 2 del T.U.L.P.S. R.D. n. 773/1931 e non rientri pertanto nella sfera di competenza del Sindaco. Violazione e/o erronea e falsa applicazione degli artt. 1 e 2 del

T.U.L.P.S. oltre che degli art. 50 e 54 del T.U.E.L. d. lgs n. 267/2000. Eccesso di potere per illogicità e contraddittorietà della motivazione;

Sarebbe stato erroneamente ritenuto che l’atto sindacale sia stato adottato nell’esercizio del potere di ordinanza riservato al Prefetto ex art. 2 TULPS per casi di urgenza e gravi

necessità, mentre tale atto si fonda sulla competenza del Sindaco all’emanazione di un’ordinanza generale ex art. 1 del TULPS, rientrando nel compito di curare l’osservanza

delle leggi anche il far sì che esse siano rispettate ed il precisare come alcuni divieti di legge – già vigenti ancorché poco conosciuti – verranno interpretati.

L’art. 54 del TUEL sarebbe stato travisato poiché, ancorché non direttamente rilevante nella fattispecie, la lett. d) della norma non prevede comunque che il potere del Sindaco si

espleti al fine di informare il Prefetto per l’adozione dei conseguenti provvedimenti ma che agisca direttamente “informandone il Prefetto”. Anche l’art. 50 del TUEL sarebbe stato

travisato perché esso rinvia all’art. 1 del TULPS, confermando che il Sindaco deve ritenersi “l’autorità locale di pubblica sicurezza”, per cui se ne potrebbe dedurre, come fa

invece il Prefetto, che il sindaco “non ha competenze in materia di pubblica sicurezza”.

6) Violazione dell’art. 3 u.c. della l. 7.8.90 n. 241 ed eccesso di potere per erroneità dei presupposti; nell’assunto che, non essendovi rapporto gerarchico, l’ordinanza sindacale

non doveva essere comunicata al Prefetto e che la mancata menzione di autorità e termine per ricorrere non sarebbe viziante.

7) Violazione di legge e sviamento ed eccesso di potere per difetto di istruttoria, non essendo stato valutato l’interesse pubblico alla conservazione dell’ordinanza. Violazione

dell’art. 97 Cost. e/o sviamento ed eccesso di potere per manifesta ingiustizia e parzialità. Violazione dell’art. 3 della l . 241/90. Sviamento ed eccesso di potere per travisamento

ed erronea valutazione dei fatti e/o difetto ed erroneità dei presupposti, essendo stato ritenuto sussistente l’interesse pubblico alla rimozione dell’ordinanza;

Non sarebbe stato valutato l’interesse pubblico sacrificato dall’annullamento, che era quello di prevenire la violazione di legge, specie di natura penale.

Non viene spiegato perché l’ordinanza sindacale creerebbe “disorientamento e confusione”, si richiama una sentenza del T.A.R. Lombardia che non sarebbe pertinente, nulla si


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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

La dispensa fa riferimento alle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato, tenute dal Prof. Francesco Cerrone nell'anno accademico 2011.
Il documento riporta il testo della sentenza n. 645 emessa dal TAR del Friuli Venezia Giulia nel 2006 in tema di legittimità del decreto prefettizio di annullamento all'ordinanza del Sindaco sul tema del velo islamico. Voci correlate: multiculturalismo, simboli religiosi, principio di laicità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto Costituzionale Avanzato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Cerrone Francesco.

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