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VALUTAZIONE E FINANZIAMENTO DEI PROGETTI

2) i costi operativi connessi all’erogazione (personale, ammortamenti, spese

generali);

3) il costo del rischio di mancata restituzione (funzione del rating e del tasso

di perdita previsto)

Una banca che riesce ad includere nel tasso una valutazione corretta delle tre

componenti di cui sopra, è una banca sana e prudente.

In linea di principio qualunque rischio potrebbe essere compensato, in un’ottica

tipicamente assicurativa, da un tasso, ma in Italia questo non è possibile perché la

legge antiusura impone dei tetti, impedendo di fatto il finanziamento delle

imprese più rischiose a tassi remunerativi per la Banca.

Nozioni preliminari

Centrale rischi

La Centrale dei Rischi (CR) è un sistema informativo che accentra le

informazioni sugli affidamenti concessi da ciascun intermediario ai singoli clienti

(persone fisiche e giuridiche) per la successiva restituzione agli intermediari

stessi dell’indebitamento globale dei rispettivi clienti verso il sistema (cd.

posizione globale di rischio).

La Banca d’Italia, attraverso la Centrale dei Rischi, fornisce agli intermediari

segnalanti un’informativa utile, anche se non esaustiva, per la valutazione del

merito creditizio della clientela e, in generale, per la gestione del rischio di

credito. L’obiettivo perseguito è di contribuire a migliorare la qualità degli

impieghi degli intermediari partecipanti e, in ultima analisi, ad accrescere la

stabilità del sistema creditizio e finanziario. Gli impieghi segnalati sono quelli di

importo superiore a 30.000 euro.

Per comprendere meglio il funzionamento della Centrale Rischi, è bene ricordare

che le banche non necessariamente concedono ad un’impresa un solo

finanziamento ma un complesso di finanziamenti, ciascuno diverso per durata,

fonti di rientro, garanzie etc. I finanziamenti-prodotti vengono aggregati in

macro-famiglie dette forme-tecniche e segnalate in Banca d’Italia. Le forme

tecniche distinguono innanzi tutto i finanziamenti per Cassa dai crediti di Firma

(garanzie concesse ai prenditori) a loro volta divise in garanzie Finanziarie (che

garantiscono un pagamento) e garanzie Commerciali (che garantiscono il corretto

adempimento di un obbligo di fare). I crediti per Cassa sono distinti per durata e

cioè Crediti a breve scadenza dai Crediti a medio/lungo termine con una

categoria intermedia dal nome poco esplicativo: l’autoliquidante che raggruppa i

crediti concessi sotto forma di sconto documenti vari e con fonti di rientro

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variegate per debitore finale (cosiddetto “ceduto”) e scadenza (generalmente

breve).

La suddivisione delle linee di fido per durata non è oggi ritenuta sufficiente ad

una compiuta valutazione ed alcune banche hanno una classificazione interna

differenziata per rischiosità: linee di fido non garantite e linee di fido garantite o

linee di fido con doppio debitore (es. sconto bollette di servizio - gas, energia

elettrica), in questo caso esiste il debitore principale, o ceduto, che è il

beneficiario del servizio ed il cedente (l’impresa che fornisce il servizio ed

emette le bollette)). La banca può non rientrare dell’anticipazione solamente se

né il debitore principale-ceduto né il finanziato-cedente onorano le proprie

obbligazioni (caso del doppio default). In alcune banche, per ragioni

organizzative, che sarebbe troppo lungo spiegare, esistono anche delle linee di

fido promiscue formate da prodotti appartenenti all’una e all’altra delle linee

principali.

La Banca d’Italia raccoglie queste informazioni dalle banche o dalle finanziarie

vigilate, le rende anonime e le restituisce mensilmente così gli utenti possono

disporre di una visione globale dell’indebitamento del prenditore o aspirante

prenditore. Inoltre, Banca d’ Italia, poiché conosce l’organigramma del gruppo

bancario cui eventualmente appartiene la banca segnalante, restituisce anche

l’indebitamento del prenditore non soltanto verso la banca segnalante stessa ma

verso tutto il Gruppo Bancario cui essa eventualmente appartiene.

Banca d’Italia non può invece ricostruire l’indebitamento del gruppo prenditore

perché non conosce il suo organigramma che può modificarsi senza preavviso.

Ogni segnalante, conoscendo dal suo interno l’organigramma del prenditore

(l’organigramma è un concetto dinamico e non tutti i segnalanti hanno rapporti

tali con il gruppo prenditore da avere una percezione tempestiva di eventuali

modifiche) è tenuto a ricostruire il rischio del gruppo prenditore.

Gruppo economico

Allorché alcune aziende ne controllano altre, e ciò può accadere per svariate

ragione fra cui una migliore organizzazione del lavoro, si dice che esse

costituiscono un “gruppo economico”. L’organigramma del gruppo di aziende

(gruppo prenditore), come si è detto, non risulta noto alla Banca d’Italia (che non

può quindi ricostruire il rischio del gruppo prenditore) ma deve essere noto alla

banca finanziatrice (che deve poter ricostruire anche il rischio di gruppo

prenditore).

Allorché alcune holding o banche ne controllano altre si dice che esse

costituiscono un gruppo bancario. A differenza del primo caso, l’organigramma

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dei gruppi bancari è noto a Banca d’Italia e le permette di ricostruire il rischio cui

è esso è esposto.

Informazioni mandamentali

I sistemi informativi bancari monitorano il comportamento bancario dei clienti,

vengono al tal fine misurati i livelli di alcuni indicatori, appositamente

individuati, che misurano la regolarità del rapporto cliente/banca; tali indicatori

influenzano, in particolare nel caso di clienti di piccole/medie dimensioni, in

modo determinante il rating. Naturalmente gli andamentali non sono presenti per

i nuovi clienti.

Garanzie reali e personali

Le garanzie possono essere reali (ipoteca, pegno titoli, pegno merci o pegno

denaro) o personali (es. fideiussioni). Alle garanzie reali si applicano dei

coefficienti riduttivi, detti scarti (haircut), per cautelarsi da eventuali diminuzione

di valore delle garanzie stesse. La presenza o assenza di garanzie e la loro natura

influenzano la possibilità di recuperare il credito e la percentuale di recupero in

caso default del prenditore (complemento ad uno della perdita in caso di default -

LGD o Loss Given Default). In particolare le garanzie reali mitigano il rischio

attraverso la diminuzione della LGD mentre le garanzie personali mitigano il

rischio attraverso il principio di sostituzione (modifica del rating del prenditore

principale in base al livello del rating del garante). In pratica, un fido erogato ad

un cattivo prenditore, garantito da una fidejussione personale di un buon

prenditore, si considera, ai fini della valutazione della rischiosità, come erogato a

quest’ultimo.

La pratica elettronica di fido (PEF)

Le Banche dispongono di sistemi automatici per la valutazione del merito di

credito della controparte (Pratica Elettronica di Fido: PEF) dove vengono

raccolte e gestite tutte le informazioni relative al cliente e all’operazione.

Il processo di valutazione e di compilazione della PEF nasce dalla domanda

dell’impresa richiedente. Se il richiedente non è già stato affidato dalla banca

questa avanza la domanda di “prima informazione” alla Banca d’ Italia. Se

quest’ultima conosce già il richiedente, perché censito da un altro Istituto,

fornisce alla banca le informazioni contenute nella Centrale Rischi (Ce.Ri),

altrimenti risponde negativamente ma assegna al soggetto richiedente il fido un

codice individuale con il quale verrà identificato nel prosieguo.

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Può accadere che Banca d’Italia non abbia informazioni sul richiedente

semplicemente perché lo stesso risulta affidato per un importo inferiore al livello

soglia (30.000 €).

Parallelamente alla “prima informazione”, la banca inoltra una o più richieste di

informazione alle Centrali Rischi private come Crif che censiscono anche gli

eventi pregiudizievoli a carico della richiedente (pignoramenti, ipoteche

giudiziali etc).

Un primo set di informazioni riguarda i dati anagrafici, la forma giuridica e per

le società, il capitale sociale (che, insieme al fatturato, costituiscono una

discriminante dimensionale, cioè influenzano l’identificazione delle competenze

istruttorie e deliberative); due indicatori importanti sono il SAE (Settore Attività

Economica) ed il RAE (Ramo di Attività Economica) che individua l’attività

svolta dall'impresa (Agricoltura, Industria, Commercio, Servizi etc.) con diversi

sottorami (Commercio di combustibili o di mobili etc). Questi indicatori sono

molto importanti perché instradano verso un algoritmo di calcolo del rating,

piuttosto che un altro (la banca sviluppa diversi modelli). Non c’è modo di

controllare automaticamente la corretta attribuzione del RAE al richiedente in

fase di censimento per cui, data l’importanza del dato, è opportuno controllare

sempre la corretta attribuzione dello stesso in fase di primo censimento, pena un

rating scorretto. Più raramente nelle PEF si trova l’Ateco (codice di attività

economica dell’Istat). Quest’ultimo è molto più granulare del Rae, perché

identifica l’attività con maggiore precisione, ma è di più difficile gestione.La

conoscenza degli azionisti e la ripartizione fra loro del capitale sociale sono un

punto qualificante della PEF. Insieme alla identificazione del management, se

non coincidente con gli azionisti, la ripartizione del capitale sociale, contribuisce

ad illustrare la capacità patrimoniale (patrimonio personale) e l’esperienza di

coloro che avranno la responsabilità di guidare il progetto verso la sua meta.

Un modulo separato del modello è dedicato ai dati finanziari. Solitamente le

aziende più grandi presentano bilanci formali a costi, ricavi e rimanenze. Quelle

intermedie presentano bilanci semplificati a costi e ricavi e le ditte individuali

forniscono delle semplici dichiarazioni fiscali senza situazione patrimoniale. In

merito vi sono diverse scuole di pensiero: poiché nelle ditte individuali o persone

fisiche (professionisti) la responsabilità della persona è illimitata, ci sono banche

che distinguono fra dati della ditta, o attività professionale, e quelli della persona

e banche che considerano questi dati come un “unicum”. Es. nel primo caso

vengono distinti i dati della farmacia da quelli del farmacista nel secondo invece

vengono riuniti o consolidati. Prima di esaminare i bilanci essi dovrebbero essere

rettificati: gli investimenti fissi ed il magazzino dovrebbero essere sottoposti alla

valutazione corrente (impairment test) ed i crediti valutati nella loro esigibilità

con eventuale effetto sul Patrimonio Netto. Parimenti andrebbero ri-calcolati gli

accantonamenti equi ai fondi rettificativi del passivo (particolarmente importante

per le aziende manifatturiere è l’accantonamento al fondo ammortamento). Gli

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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Valutazione e finanziamento dei progetti del Prof. Alessandro Cataldo. Trattasi di un testo a cura di Mario Colavita e Emanuela Romanello all'interno del quale è affrontata la tematica della valutazione dei progetti e del loro finanziamento da parte di una banca ed in particolare: la Centrale dei Rischi, le informazioni mandamentali, le garanzie reali e personali, la pratica elettronica di fido (PEF).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in analisi economica delle istituzioni internazionali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Valutazione e finanziamento dei progetti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cataldo Alessandro.

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