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VALUTAZIONE E FINANZIAMENTO DEI PROGETTI

Prof. Alessandro Cataldo

LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI DA PARTE DELLA BANCA

A cura di Mario Colavita ed Emanuela Romanello

2010

M

AGGIO not to be quoted

VALUTAZIONE E FINANZIAMENTO DEI PROGETTI

I dati di una impresa o di un progetto possono essere esaminati da una vasta

gamma di soggetti potenzialmente interessati: clienti, fornitori, azionisti,

finanziatori (banche), gruppi di interesse vari.

Ciascuno di questi soggetti si focalizza nella valutazione di differenti aspetti

dell’impresa.

Ad esempio, gli azionisti sono particolarmente interessati all’evoluzione del ROE

1

(Return On Equity) , mentre i fornitori manifestano più interesse per la relazione

commerciale (continuità, dimensione, redditività etc). Le banche, che forniscono

all’azienda il capitale di prestito, sono interessate a valutare il “merito di credito”

dell’impresa, cioè la sua capacità di restituire il prestito ricevuto, nel rispetto

delle condizioni contrattuali.

Fino a poco tempo fa la variabile “merito di credito” era pensata come una

variabile binaria, poteva assumere solo due valori “cliente meritevole” o “cliente

2 è stato introdotto nei processi di gestione

non meritevole”. Recentemente

dell’attività bancaria, il concetto di rating interno, il cui valore misura il “merito

di credito” in termini di minore o maggiore probabilità del cliente di far fronte

3

agli impegni assunti nei confronti della banca, entro un anno dalla valutazione .

I modelli interni di rating sono basati su algoritmi matematici le cui variabili di

input sono selezionate sulla base della loro capacità di discriminare le aziende

1 Il Return On Equity (ROE) è un indice di redditività del capitale proprio. Rappresenta l'indice globale

dei risultati economici dell'azienda. È una percentuale che evidenzia il potenziale del capitale di rischio e

la capacità dell'azienda di attrarre capitali (cioè quanto rende il capitale conferito all'azienda).

Per poter dire se un dato valore di ROE è buono o cattivo bisogna metterlo a confronto con il rendimento

di investimenti alternativi (BOT, CCT, depositi bancari, ecc.), cioè valutare il costo opportunità

dell'investimento nell'azienda in questione.

La differenza fra gli investimenti alternativi "sicuri" (BOT, CCT, ecc.) e il valore del ROE viene definita

"premio al rischio" in quanto "premia" un investimento rischioso. Se il premio al rischio fosse 0 non

avrebbe senso investire nell'attività rischiosa (un'impresa) in quanto è possibile ottenere la stessa

remunerazione senza rischiare nulla.

2 La Banca d’Italia, con Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006, ha emanato le “Nuove disposizioni di

vigilanza prudenziale per le banche” (di seguito la “Circolare”), che consente ai gruppi bancari di adottare

sistemi di rating interni per la misurazione del rischio di credito ai fini del calcolo del requisito minimo di

capitale regolamentare (Internal Rating Based approach, di seguito anche “metodi IRB”), previo

ottenimento di apposita autorizzazione della medesima Autorità di Vigilanza. L’autorizzazione è

rilasciata dalla Banca d’Italia subordinatamente alla presentazione di apposita istanza da parte della

Capogruppo per tutte le Entità del Gruppo rientranti nel perimetro di applicazione ed all’accertamento, da

parte della stessa Autorità di Vigilanza, della sussistenza di determinati requisiti minimi organizzativi e

quantitativi.

3 La probabilità di default relativa ad un periodo di tempo superiore all’anno, si deriva utilizzando le cosi

dette “matrici di transizione” che contengono le probabilità di transizione, da un anno all’altro, del cliente

da una classe di rating ad un'altra (la transizione può avvenire anche verso la classe “default”)

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migliori da quelle meno meritevoli, le variabili sono sia di tipo finanziario che

non.

Più precisamente gli aspetti aziendali che un modello deve essere in grado di

valutare sono di tipo:

1) economico-finanziario:

capacità di reddito, capacità finanziaria e patrimoniale dell’azienda.

2) comportamentale:

andamento dei rapporti, regolarità dei pagamenti, grado di utilizzo dei fidi,

segnali che possono attestare l’esistenza di fattori di rischio

(sconfinamenti non autorizzati, assegni/effetti insoluti o al protesto, rate

finanziamento impagate etc.)

3) qualitativo:

assetto proprietario e familiare dell’imprenditore, posizionamento

dell’azienda nel mercato, management, rischi di settore e ambientali,

livello di competizione, etc.

Ognuno di questi moduli, contribuisce con un peso relativo, alla quantificazione

del rating e quindi della probabilità di default.

I modelli di rating rappresentano un valido supporto e non sostituiscono le

capacità di un buon analista.

I modelli consentono una maggiore uniformità di giudizio, la possibilità di

decentrare alcune decisioni di affidamento nell’ambito di un modello definito

centralmente, permettono l’accentramento e l’ automazione di alcune analisi di

bilancio e una decisa riduzione dei tempi di istruttoria.

Il rating viene utilizzato non solo in fase di valutazione del merito di credito ma

integra le logiche relative a tutto il processo di gestione del rischio di credito:

monitoraggio (rating andamentale) e quindi sistemi di early warning relativi a

variazioni del merito di credito, analisi di redditività, quantificazione del

requisito patrimoniale, modello di portafoglio, stress testing…

Il livello del rating risulta determinante anche per definire il tasso che il cliente

dovrà pagare, il pricing dell’operazione deve tenere in considerazione

sostanzialmente tre componenti:

1) il costo della provvista (di pari durata rispetto alla durata del prestito

erogando); - 3 -

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2) i costi operativi connessi all’erogazione (personale, ammortamenti, spese

generali);

3) il costo del rischio di mancata restituzione (funzione del rating e del tasso

di perdita previsto)

Una banca che riesce ad includere nel tasso una valutazione corretta delle tre

componenti di cui sopra, è una banca sana e prudente.

In linea di principio qualunque rischio potrebbe essere compensato, in un’ottica

tipicamente assicurativa, da un tasso, ma in Italia questo non è possibile perché la

legge antiusura impone dei tetti, impedendo di fatto il finanziamento delle

imprese più rischiose a tassi remunerativi per la Banca.

Nozioni preliminari

Centrale rischi

La Centrale dei Rischi (CR) è un sistema informativo che accentra le

informazioni sugli affidamenti concessi da ciascun intermediario ai singoli clienti

(persone fisiche e giuridiche) per la successiva restituzione agli intermediari

stessi dell’indebitamento globale dei rispettivi clienti verso il sistema (cd.

posizione globale di rischio).

La Banca d’Italia, attraverso la Centrale dei Rischi, fornisce agli intermediari

segnalanti un’informativa utile, anche se non esaustiva, per la valutazione del

merito creditizio della clientela e, in generale, per la gestione del rischio di

credito. L’obiettivo perseguito è di contribuire a migliorare la qualità degli

impieghi degli intermediari partecipanti e, in ultima analisi, ad accrescere la

stabilità del sistema creditizio e finanziario. Gli impieghi segnalati sono quelli di

importo superiore a 30.000 euro.

Per comprendere meglio il funzionamento della Centrale Rischi, è bene ricordare

che le banche non necessariamente concedono ad un’impresa un solo

finanziamento ma un complesso di finanziamenti, ciascuno diverso per durata,

fonti di rientro, garanzie etc. I finanziamenti-prodotti vengono aggregati in

macro-famiglie dette forme-tecniche e segnalate in Banca d’Italia. Le forme

tecniche distinguono innanzi tutto i finanziamenti per Cassa dai crediti di Firma

(garanzie concesse ai prenditori) a loro volta divise in garanzie Finanziarie (che

garantiscono un pagamento) e garanzie Commerciali (che garantiscono il corretto

adempimento di un obbligo di fare). I crediti per Cassa sono distinti per durata e

cioè Crediti a breve scadenza dai Crediti a medio/lungo termine con una

categoria intermedia dal nome poco esplicativo: l’autoliquidante che raggruppa i

crediti concessi sotto forma di sconto documenti vari e con fonti di rientro

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AUTORE

Atreyu

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DESCRIZIONE DISPENSA

Materiale didattico per il corso di Valutazione e finanziamento dei progetti del Prof. Alessandro Cataldo. Trattasi di un testo a cura di Mario Colavita e Emanuela Romanello all'interno del quale è affrontata la tematica della valutazione dei progetti e del loro finanziamento da parte di una banca ed in particolare: la Centrale dei Rischi, le informazioni mandamentali, le garanzie reali e personali, la pratica elettronica di fido (PEF).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in analisi economica delle istituzioni internazionali
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Valutazione e finanziamento dei progetti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Cataldo Alessandro.

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