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Sinteticamente il modulo didattico verterà:

• Evoluzione dei concetti di territorio, paesaggio e ambiente;

• Il sistema della pianificazione territoriale ed ambientale;

• Le Direttive comunitarie;

• Valutazione dei sistemi ambientali;

• La teoria dei sistemi applicata alle organizzazioni territoriali. L’approccio

sistemico all’analisi ambientale;

• Principi fondamentali dello sviluppo sostenibile;

• La valutazione ambientale strategica (VAS): generalità ed applicazione ai

programmi finanziati con fondi europei;

• La valutazione ambientale strategica degli atti di pianificazione;

• La valutazione di impatto ambientale (VIA). Basi normative e metodologiche;

• Le modifiche sulle procedure di VAS e VIA nel D.Lgs. 128/2010;

• Analisi e valutazioni dei rischi ambientali. Fondamenti teorici, modelli, strumenti

applicativi e gestionali;

• La compensazione ambientale nella pianificazione;

• La certificazione ambientale.

Bibliografia di riferimento

Amadio V., Analisi di sistemi e progetti di paesaggio, Franco Angeli, Milano

2003

Bologna G.F., Manuale della sostenibilità, Ed. Ambiente, Milano, 2005

Cinquina P. (a cura di), Guida alle procedure di valutazione ambientale,

Maggioli editore, Santarcangelo di Romagna (RN), 2009

Fidanza (a cura di), Esperienze italiane di valutazione ambientale di piani e

programmi (VAS), Urbanistica Dossier n. 88, INU Edizioni, 2006

Garano M., Zoppi C. (a cura di), La valutazione ambientale strategica nella

pianificazione territoriale, Gangemi Editore, 2003

Landi G. (a cura di), La valutazione di impatto ambientale e la valutazione

ambientale strategica, Utet, Torino, 2009

Martinelli F. (a cura di), La pianificazione strategica in Italia e in Europa.

Metodologie ed esiti a confronto, Franco Angeli, Milano 2005

Paolillo P.L. (a cura di), La misura dello spreco. Esercizi di valutazione

ambientale strategica delle risorse fisiche, Franco Angeli, Milano 2005

Verdesca D., Manuale di valutazione d'impatto economico-ambientale,

Maggioli Editore, 2003

Test di ingresso

RISULTATI del

Test di ingresso

Direttive comunitarie

“Direttiva 2001/42/Ce”

concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente

Direttiva 2001/42/Ce

“Valutazione

La Ambientale” costituisce un importante strumento per

l’integrazione delle considerazioni di carattere ambientale

nell’elaborazione di taluni piani e programmi che possono avere effetti

sull’ambiente

significativi . l’Europa

La Convenzione della Commissione Economica per delle

Nazioni Unite sulla Valutazione di Impatto Ambientale del 25.02.1991

si applica sia agli Stati membri sia ad altri Stati.

L’articolo 174 del Trattato della Comunità Europea stabilisce che la

politica della Comunità in materia ambientale contribuisce a perseguire

dell’ambiente,

gli obiettivi di salvaguardia tutela e miglioramento della

dell’ambiente, dell’utilizzo

qualità della protezione della salute umana e

razionale delle risorse naturali

Direttiva

OBIETTIVO l’obiettivo

La Direttiva 2001/42/Ce ha di garantire un elevato livello di

dell’ambiente all’integrazione

protezione e di contribuire di

all’atto dell’elaborazione dell’adozione

considerazioni ambientali e di

piani e programmi al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile,

assicurando che venga effettuata la Valutazione Ambientale di

determinati piani e programmi che possono avere effetti significati

sull’ambiente Direttiva

DEFINIZIONI

Al fine della Direttiva 2001/42/Ce :

“piani s’intendono

- per e programmi” i piani e i programmi, compresi

quelli cofinanziati dalla Comunità europea, che sono elaborati e/o

un’autorità

adottati da a livello nazionale, regionale o locale oppure

un’autorità

predisposti da per essere approvati, mediante una procedura

legislativa, dal parlamento o dal governo;

“valutazione s’intende l’elaborazione

- per ambientale” di un rapporto di

impatto ambientale, lo svolgimento di consultazioni, la valutazione del

nell’iter

rapporto ambientale e dei risultati delle consultazioni

decisionale;

“rapporto s’intende

- per ambientale” la parte della documentazione del

all’articolo

piano o del programma contenente le informazioni prescritte 5

nell’allegato

e I;

“pubblico” s’intendono

- per una o più persone fisiche o giuridiche,

secondo la normativa o la prassi nazionale, e le loro associazioni,

organizzazioni o gruppi. Direttiva

AMBITO DI APPLICAZIONE sull’ambiente

I piani e i programmi che possono avere effetti significativi

sono soggetti ad una Valutazione Ambientale.

Viene effettuata una Valutazione Ambientale per tutti i piani e programmi

che:

- sono elaborati per i settori agricolo, forestale, della pesca, energetico,

industriale, dei trasporti, della gestione dei rifiuti e delle acque, delle

telecomunicazioni, turistico, della pianificazione territoriale o della

destinazione dei suoli, e che definiscono il quadro di riferimento per

l’autorizzazione dei progetti elencati negli allegati I e II della Direttiva

85/337/Cee

- per i quali, in considerazione dei possibili effetti siu siti, si ritiene

necessaria una valutazione ai sensi degli articoli 6 e 7 della Direttiva

92/43/Cee Direttiva

OBBLIGHI GENERALI

La Valutazione Ambientale deve essere effettuata durante la fase

preparatoria del piano o del programma ed anteriormente alla sua

all’avvio

adozione o della relativa procedura legislativa.

Le condizioni stabilite dalla presente direttiva sono integrate nelle

procedure in vigore negli Stati membri per l'adozione dei piani e dei

programmi o nelle procedure definite per conformarsi alla presente

direttiva.

Nel caso di piani e programmi gerarchicamente ordinati gli Stati membri

tengono conto, onde evitare duplicazioni della valutazione, del fatto che

essa sarà effettuata, ai sensi della presente direttiva, a vari livelli della

gerarchia. Direttiva

RAPPORTO AMBIENTALE

Nel caso in cui sia necessaria una Valutazione Ambientale deve essere

“Rapporto

redatto un ambientale” in cui siano individuati, descritti e

valutati gli effetti significativi che l'attuazione del piano o del programma

potrebbe avere sull'ambiente nonché le ragionevoli alternative alla luce

degli obiettivi e dell'ambito territoriale del piano o del programma.

L'allegato I riporta le informazioni da fornire a tale scopo.

“Rapporto

Il ambientale” elaborato comprende le informazioni che

possono essere ragionevolmente richieste, tenuto conto del livello delle

conoscenze e dei metodi di valutazione attuali, dei contenuti e del livello

di dettaglio del piano o del programma e, per evitare duplicazioni della

valutazione, della fase in cui si trova nell'iter decisionale e della misura

in cui taluni aspetti sono più adeguatamente valutati in altre fasi di detto

iter. Direttiva

RAPPORTO AMBIENTALE

Possono essere utilizzate per fornire le informazioni di cui all'allegato I

quelle pertinenti disponibili sugli effetti ambientali dei piani e dei

programmi e ottenute nell'ambito di altri livelli decisionali o attraverso

altre disposizioni della normativa comunitaria.

Le autorità devono essere consultate al momento della decisione sulla

portata delle informazioni da includere nel rapporto ambientale e sul loro

livello di dettaglio.

Sviluppo del concetto di

“Bene culturale” nella

legislazione italiana

Secondo l'articolo 9 della Costituzione italiana, "la Repubblica

promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e

tecnica. Tutela e valorizza il patrimonio storico e artistico della

nazione".

Nell'articolo 117 si precisa la competenza dello Stato e delle Regioni in

materia di tutela e legislazione dei "beni culturali".

Nella legge 1 giugno 1939, n.1089 (c.d. Legge "Bottai"), a lungo rimasta

il testo di riferimento per la tutela e la protezione dei beni culturali in

Italia, si parlava tuttavia di "cose d'arte", comprendendo quindi solo beni

significativi dal punto di vista estetico e solo beni costituiti da oggetti

materiali. Parallelamente, nella legge n.1497 dello stesso anno, che

riguardava la tutela ambientale, si parlava di "bellezze naturali".

L'utilizzo del termine "beni culturali", a partire dagli anni 1950 in vari atti

internazionali e nella legislazione italiana, portò all'istituzione nel 1975

del "Ministero per i beni culturali e ambientali", divenuto poi nel 1998

"Ministero per i Beni e le Attività Culturali“.

Una delle principali vicende storiche che portò all'evoluzione del concetto di

bene culturale, fu sicuramente la Convenzione dell'Aja del 14 maggio 1954,

accompagnata da un Regolamento e da un Protocollo Aggiuntivo (I

Protocollo), alla quale ha fatto seguito un ulteriore Protocollo Aggiuntivo (II

Protocollo) del 26 marzo 1999. Questi strumenti di diritto internazionale

costituiscono l'attuale fondamento della protezione Beni Culturali.

Nel decreto legislativo n.112 del 1998 (in attuazione della legge n.59 del

1997, detta "legge Bassanini"), al capo V, intitolato "Beni e attività culturali",

per la prima volta viene data una precisa definizione dei beni culturali

(art.148 "Definizioni", comma 1, lettera a):

“Quelli che compongono il patrimonio storico, artistico, monumentale,

demoetnoantropologico, archeologico, archivistico e librario e gli altri

che costituiscono testimonianza avente valore di civiltà".

Nel medesimo articolo di legge vengono inoltre definiti i termini di "beni

ambientali", "tutela", "gestione", "valorizzazione" e "attività culturali".

Con questo testo legislativo si allarga dunque la definizione tradizionale di

"bene culturale", che comprende ora anche fotografie, audiovisivi, spartiti

musicali, strumenti scientifici e tecnici.

Con il decreto legislativo n.368 del 1998, sempre in attuazione della

medesima legge, veniva inoltre istituito il "Ministero dei beni e delle attività

culturali", al quale erano devolute le attribuzioni del precedente "Ministero per

i beni culturali e ambientali" e quelle su spettacolo, sport e impianti sportivi

che precedentemente spettavano alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Un elenco di categorie di beni culturali era stato inoltre inserito nell'Allegato A

("Categorie di beni") della legge n.88 del 1998, riguardante le "Norme sulla

circolazione dei beni culturali".

La legge n.352 del 1997 ("Disposizioni sui beni culturali") delegava il governo

a raccogliere in un decreto legislativo il testo unico delle disposizioni

legislative vigenti per i beni culturali e ambientali. Nel decreto legislativo in

attuazione di tale legge (n.490 del 1999, "Testo unico delle disposizioni

legislative in materia di beni culturali e ambientali", o "Codice Urbani", articoli

2, 3 e 4) la definizione di bene culturale ricalca quelle offerte dai precedenti

provvedimenti.

LEGGI MENZIONATE

L. 1 giugno 1939, n. 1089, "Tutela delle cose d'interesse artistico e storico"

L. 30 marzo 1998, n. 88, "Norme sulla circolazione dei beni culturali"

D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 112, "Conferimento di funzioni e compiti

amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo

I della legge 15 marzo 1997, n. 59"

D.Lgs. 20 ottobre 1998, n. 368, "Istituzione del Ministero per i beni e le

attivita' culturali, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59“.

D.Lgs. 29 ottobre 1999, n. 490, "Testo unico delle disposizioni legislative in

materia di beni culturali e ambientali, a norma dell'articolo 1 della legge 8

ottobre, n. 352"

D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, "Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai

sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137"

GLOSSARIO

Glossario

Agenda 21 locale

Documento di intenti ed obiettivi programmatici su ambiente, economia e

società sottoscritto da oltre 170 paesi di tutto il mondo, durante la Conferenza

su Ambiente e Sviluppo (UNCED) svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992. Il

documento è formato da 40 capitoli e suddiviso in 4 sezioni: dimensioni

economiche e sociali, conservazione e gestione delle risorse per lo sviluppo,

rafforzamento del ruolo delle forze sociali e strumenti di attuazione.

Fonte: Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio

Agenzia regionale

Organismo tecnico operativo della Regione deputato allo svolgimento di

funzioni essenzialmente tecniche e strumentali alle attività delle Regioni nei

all’ambiente

settori di competenza di queste ultime dalla protezione civile, e

dell’Amministrazione

territorio, alla salute, al lavoro. Agisce come organo da cui

dipende.

Ambiente l’assistenza

Insieme di fattori fisici e umani che influenzano di individui e

collettività: l'acqua, l'aria, il suolo, le specie selvatiche della flora e della fauna

e relative interrelazioni nonché le relazioni tra tali elementi e gli organismi

viventi (D. Lgs. 17 maggio 1995, n. 117).

all’ambiente

Il diritto è diritto fondamentale della persona la cui tutela è

interesse delle società.

In urbanistica, spazio fisico considerato a fini insediativi.

Può essere: all’azione

antropico quando i fattori naturali si sono storicamente sommati

umana;

urbano quando la trasformazione dello spazio in una determinata porzione di

territorio ha determinato concentrazione e tipo insediativo caratteristici della

città.

ANCI

L'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, costituita da 6406 comuni,

svolge le seguenti funzioni:

- rappresenta gli interessi degli associati dinanzi agli organi centrali dello

Stato;

- promuove lo studio e l'approfondimento di problemi che interessano i suoi

associati e di ogni materia riguardante la pubblica amministrazione;

- interviene con propri rappresentanti in ogni sede istituzionale in cui si

discutano o si amministrino interessi delle autonomie locali;

- presta attività di consulenza ed assistenza agli associati direttamente o

mediante partecipazione o convenzioni con società, relativamente alle

competenze che la legge attribuisce al Parlamento e allo Stato nazionale;

- esamina i problemi che riguardano i dipendenti degli enti locali ed è presente

nell'Agenzia ARAN per la definizione del contratto nazionale di lavoro del

comparto;

- promuove iniziative per l'educazione civica dei cittadini e per diffondere la

conoscenza delle istituzioni locali, nonché la partecipazione dei cittadini alla

vita delle autonomie locali;

- promuove e coordina le relazioni internazionali dei suoi associati e le loro

attività nel campo della cooperazione internazionale decentrata.

APPROCCIO SISTEMICO

Un approccio sistemico al processo decisionale si basa su una visione

complessiva ed integrata della realtà.

La realtà viene vista come un sistema, cioè un insieme di parti (componenti)

fra di loro interagenti in modo tale che il tutto, cioè il sistema stesso, sia

qualcosa di più che la somma o giustapposizione delle parti.

L’approccio sistemico alla pianificazione urbanistica considera la città come un

sistema costituito da sottoinsiemi fortemente relazionati ai quali applicare

modelli quantitativi ritenuti capaci di fornire previsioni attendibili sulla base

delle quali ottimizzare le decisioni pubbliche.

Aree protette

È un'area sottratta ad ogni intervento di alterazione o distruzione al fine di

garantire l'equilibrio biologico e la biodiversità delle specie in essa presenti così

come la protezione e la conservazione dei differenti tipi di habitat che la

caratterizza.

Arte

Attività umana che si compie con l'ingegno e secondo regole dettate

dall'esperienza e dallo studio.

Atti amministrativi

Atti unilaterali, aventi rilevanza esterna, posti in essere da un'autorità

amministrativa nell'esercizio di una funzione amministrativa. All'interno di questa

grande categoria i «provvedimenti amministrativi» vengono considerati atti tipici

e nominati, posti in essere dalla pubblica amministrazione, e consistenti in

manifestazioni di volontà destinate ad influire in modo unilaterale sulla sfera

giuridica dei soggetti cui sono destinati, con la costituzione, modificazione o

estinzione dei poteri e delle facoltà dei destinatari (per esempio: concessione,

autorizzazione).

Nei casi specificamente previsti dalle leggi, il decorso - dal deposito della

richiesta di rilascio del provvedimento - di un tempo prefissato determina effetti

analoghi a quelli del rilascio espresso (cosiddetto silenzio-assenso).


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AUTORE

Atreyu

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE DISPENSA

In questo materiale didattico vengono trattati i seguenti argomenti.
- Direttiva 2001/42/Ce sulla Valutazione Ambientale del territorio;
- Rapporto ambientale;
- Sviluppo del concetto di “Bene culturale” nella legislazione italiana;
- Evoluzione dei concetti di territorio, paesaggio e ambiente;
- Il sistema della pianificazione territoriale ed ambientale;
- Le Direttive comunitarie;
- Valutazione dei sistemi ambientali.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in urbanistica
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Atreyu di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi e Valutazione Ambientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Mediterranea - Unirc o del prof Leone Antonio Maria.

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